Pesaro. Massimo Cecchini: “Per Confindustria Marche priorità agli obiettivi, poi il nome del nuovo presidente”
“Credo che il confronto sulla futura Presidenza di Confindustria Marche, che già rappresenta la casa comune delle cinque associazioni provinciali degli industriali – dice Massimo Cecchini, presidente di Confindustria Pesaro Urbino – debba partire innanzitutto da una domanda: quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere nei prossimi quattro anni a beneficio delle imprese associate e del sistema economico marchigiano? Solo dopo viene il confronto sui nomi.
Il presidente uscente Roberto Cardinali, espressione di Confindustria Fermo, ha svolto un lavoro importante, costruendo un rapporto serio con le istituzioni e ponendo al centro del dibattito regionale temi fondamentali come competitività, crescita dimensionale delle imprese, innovazione e infrastrutture. La prossima Presidenza deve innestarsi su questo lavoro, consolidarlo e, dove necessario, accelerarlo.
Oggi le imprese marchigiane hanno bisogno soprattutto di risposte concrete.
Il primo tema è quello dell’energia. Il costo dell’elettricità e del gas continua a rappresentare uno svantaggio competitivo per la nostra industria rispetto ai principali concorrenti europei e internazionali. Una regione manifatturiera come le Marche deve avere una strategia energetica chiara, che combini sicurezza degli approvvigionamenti, costi competitivi, sviluppo delle rinnovabili e capacità produttiva del territorio.
Il secondo grande capitolo riguarda le infrastrutture. Non possiamo parlare di crescita e internazionalizzazione se le Marche rimangono penalizzate nei collegamenti. Occorre una visione integrata, che comprenda strade e grandi assi viari, porto di Ancona, Aeroporto delle Marche, Interporto e collegamenti ferroviari. Dobbiamo rendere la nostra regione più accessibile verso l’Italia e soprattutto verso l’Europa.
C’è poi il tema dei rifiuti industriali e dell’autosufficienza impiantistica. Continuare a trasferire fuori regione una parte significativa dei rifiuti significa trasferire fuori dalle Marche costi e valore economico. Servono scelte pragmatiche, ambientalmente sostenibili e industrialmente efficienti, capaci di chiudere il ciclo all’interno del territorio. A cominciare dalla realizzazione del termovalorizzatore, avviando rapidamente un confronto sulla sua localizzazione e con la comunità coinvolta.
Lo stesso approccio deve riguardare le cave e l’approvvigionamento delle materie prime, tema fondamentale per intere filiere produttive regionali: occorre una programmazione certa, moderna e compatibile con la tutela ambientale, ma anche con le esigenze dell’industria.
A questi temi aggiungo la crescita dimensionale delle imprese, il bisogno di risorse umane qualificate (a cominciare da dirigenti e quadri), l’innovazione tecnologica e digitale, la formazione delle competenze, l’accesso al credito, l’internazionalizzazione e la capacità di attrarre nuovi investimenti e di trattenere e attirare giovani nelle Marche.
La futura Presidenza di Confindustria Marche dovrebbe di conseguenza nascere attorno a un programma industriale, con obiettivi chiari e misurabili, tempi definiti e una interlocuzione forte con Regione Marche e Governo nazionale.
Per questo credo che oggi sarebbe utile azzerare il livello della discussione sui nomi e alzare al massimo quello sui contenuti. Definiamo insieme le priorità delle imprese marchigiane per i prossimi quattro anni, individuiamo le battaglie che Confindustria Marche deve condurre e i risultati che vogliamo ottenere.
Una volta stabilito dove vogliamo portare l’industria marchigiana, sarà molto più semplice capire quale debba essere la squadra e la figura imprenditoriale più adatta a guidarla: il nome, in questa tornata e per statuto, sarà indicato alla Commissione di Designazione dalla territoriale di Pesaro.
È questo, a mio avviso, il modo migliore anche per dare continuità e valore al lavoro avviato dalla Presidenza Cardinali, dando ulteriore forza alla collaborazione fra le cinque associazioni territoriali”.











