Gradara. Petrella e Sanchini: “Variante al PRG, anni di attesa e iter ancora incompiuto”.
Interrogazione di Petrella e Sanchini in merito a istanze di cittadini ferme da decenni e ancora senza risposta: tempi inaccettabili!
Dopo l’adozione della Variante Parziale al PRG in Consiglio comunale nel dicembre 2023, la procedura non si è ancora conclusa. I consiglieri comunali presentano un’interrogazione e chiedono chiarezza sui ritardi e tempi certi.
“Decenni di attesa per alcune pratiche urbanistiche e una procedura che, nonostante il passaggio in Consiglio comunale, non è ancora arrivata a conclusione. È questa la situazione al centro dell’interrogazione presentata dai Consiglieri di minoranza Angelo Petrella e Silvia Sanchini al Sindaco, al Segretario e al Presidente del Consiglio, in merito alla variante adottata a fine 2023 con delibera n. 41, ma ad oggi, a quasi 3 anni dall’adozione, non ancora arrivata all’approvazione definitiva.
La Variante comprende pratiche urbanistiche riguardanti situazioni differenti: nuove possibilità edificatorie, modifiche delle destinazioni d’uso, riduzioni della capacità edificatoria, aree ricondotte a destinazione agricola o a verde privato, oltre alla previsione di parcheggi, aree verdi e altri spazi e opere pubbliche.
Alcuni cittadini, che hanno depositato apposite istanze, aspettano da anni di sapere se possono vendere, costruire o semplicemente valorizzare il proprio terreno: “I cittadini-proprietari interessati sono stati soggetti a un’attesa pluriennale”, scrivono Petrella e Sanchini, “durante la quale permane una situazione di incertezza rispetto alla concreta possibilità di utilizzare, trasferire o valorizzare i propri terreni” nonché un “rallentamento delle iniziative private e degli investimenti con effetti concreti: compravendite bloccate, investimenti rimandati, difficoltà ad accedere a finanziamenti o a presentare progetti”.
Con l’interrogazione, i Consiglieri chiedono all’Amministrazione di chiarire lo stato attuale della Variante e i passaggi procedurali ancora da completare, le ragioni dei ritardi, l’eventuale necessità di ulteriori pareri/autorizzazioni/adempimenti da parte di enti esterni, la possibilità di concludere separatamente alcune pratiche, e il cronoprogramma previsto per arrivare alla conclusione dell’intero procedimento. Chiesti anche chiarimenti su eventuali diffide pervenute e sulle misure per evitare ulteriori ritardi.
« I cittadini hanno diritto di sapere perché la procedura non sia ancora conclusa e quando potranno finalmente ottenere una risposta. Non chiediamo scorciatoie, ma chiarezza sugli ostacoli ancora da superare e tempi definiti». Continuano i Consiglieri: “Le modifiche possono avere effetti rilevanti sia sulle singole proprietà ma anche sul futuro del territorio: sono quindi in gioco non soltanto gli interessi dei singoli richiedenti, ma anche le prospettive di sviluppo economico e realizzo di progetti, nonché l’occupazione e gli investimenti della zona”.
Precedentemente, ai singoli cittadini che chiedevano chiarimenti, sarebbe stato risposto dagli uffici e dal Sindaco, che le pratiche non potevano essere trattate separatamente ma dovevano andare avanti come un’unica variante, per questo, i consiglieri chiedono ora di chiarire se si tratti di un obbligo di legge o di una scelta organizzativa dell’Amministrazione e se non sia possibile sbloccare almeno le posizioni già complete.
«Il nostro ruolo è verificare l’operato dell’Amministrazione e rappresentare le esigenze dei cittadini. Per questo chiediamo una risposta puntuale e un cronoprogramma concreto che detti le prossime tempistiche: Non è accettabile che pratiche avviate anni fa restino ancora senza una risposta».
I consiglieri attendono ora le risposte dell’Amministrazione e assicurano che continueranno a seguire la questione, informando i cittadini sugli sviluppi, affinché si arrivi finalmente a una conclusione della procedura”

.










