Mario Cangiotti si è spento il 2 agosto, dopo una breve malattia. Aveva 86 anni. Lascia la moglie Rosalba e due figlie.
Mario non ha fatto nulla, se si può dire così se valutiamo la vita coi parametri del successo e della roba, ma ha vissuto una vita straordinaria. Un esempio da ammirare. Era un gentiluomo che sapeva argomentare come pochi su ogni tema ed in grado di portare a termine gli impegni con rigore e capacità. Da giovane era emigrato in Svizzera, nel cantone di San Gallo. Era solito tornare a Misano per le vacanze estive. In Svizzera era super impegnato nel sociale; frequentava il circolo italiano e lo teneva vivo con l’impegno ed il lavoro. Nel 1984 decide di far ritorno a Misano; si costruisce la sua bella casa con giardino tenuto a specchio a Misano Cella. Un amico svizzero per salutarlo gli regala una signora bicicletta da uomo di una ventina d’anni. Una decina di anni fa, vede un amico a Misano Mare su una bici da donna. Gli chiede come mai. A quell’amico gliene avevano rubato due. Dice: “Ne ho una io in garage che non uso”. Qualche giorno dopo gliela regala. Mario non era pentito, ma pentitissimo di aver fatto ritorno in Italia: da noi tutto è più complesso e difficile rispetto alla Svizzera, anche se ogni mondo è paese. Ma oramai la sua scelta l’aveva fatta. Sempre elegante, impegnatissimo nel sociale e nelle riflessioni civiche, dava sempre una robusta mano alla comunità per feste ed eventi. E questo Paese dai pensieri furbi e tristi proprio non gli piaceva. Anzi. Lo raccontava con passione e forza. Tutti i misanesi che sono entrati in contatto con lui ne serbano un bel ricordo.
Caro Mario che la terra ti sia lieve.
Stasera alle 20.30, nella chiesa di Misano Cella, si tiene il Rosario. Domattina, nella stessa chiesa, si fa il funerale.










