Misano. Seminario: ““Raccontare gli incidenti: responsabilità, deontologia e criticità dell’ergonomia stradale”.
promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia‑Romagna, in collaborazione con l’Associazione Motociclisti Incolumi Aps, si è svolto oggi al Misano World Circuit Marco Simoncelli.
Moderata dalla giornalista e scrittrice Giovanna Guiso, è intervenuto l’assessore alla Viabilità del Comune di Misano Adriatico Filippo Valentini che ha portato i saluti istituzionali e ha sottolineato l’importanza di una collaborazione continua tra enti locali, professionisti della sicurezza e giornalisti per migliorare la cultura della prevenzione. Tra il pubblico erano presenti anche due classi e i docenti dell’Istituto Comprensivo Statale di Misano Adriatico, che hanno seguito con interesse gli interventi tecnici e deontologici della mattinata.
Gli interventi
Marco Guidarini, medico traumatologo, presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi e pilota del Campionato Italiano Velocità Classic, ha aperto il seminario illustrando la distinzione tra cause degli incidenti e cause delle lesioni, evidenziando come molte strade “non perdonino” gli errori dei conducenti. Ha richiamato l’attenzione sulla scarsa manutenzione delle strade e sui guardrail privi di protezioni integrali, che possono provocare lesioni gravi in caso di impatto.
Rossella Sant’Unione, giornalista e vicepresidente del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti Emilia‑Romagna, ha approfondito i criteri deontologici per evitare colpevolizzazioni, semplificazioni e narrazioni fuorvianti. Ha illustrato come leggere correttamente le informazioni tecniche fornite dagli enti e come il linguaggio influenzi la percezione del rischio.
Giorgio Fantini, ingegnere progettista di infrastrutture stradali e direttore tecnico della società MC Engineering di Bologna, ha analizzato la relazione tra geometria stradale e sicurezza: coerenza del tracciato, visibilità, continuità e velocità percepita. Ha illustrato gli errori progettuali ricorrenti e le criticità delle rotatorie, mostrando casi reali che evidenziano l’impatto dell’infrastruttura sugli utenti vulnerabili.
Christian Nuvoli, chimico industriale ed esperto in materiali innovativi per la sicurezza stradale, direttore tecnico del Colorificio Sammarinese, ha presentato le caratteristiche dei materiali della segnaletica orizzontale, soffermandosi su aderenza, comportamento sul bagnato, retroriflessione, durabilità e criticità nelle condizioni reali d’uso. Ha illustrato come la segnaletica influisca sulla dinamica del rischio per motociclisti, ciclisti e pedoni.
Stefano Ravaioli, ingegnere esperto di pavimentazioni, direttore generale SITEB e Ambasciatore della Sicurezza Stradale 2023, ha spiegato come aderenza e grip varino in funzione dei materiali, delle condizioni ambientali e dell’invecchiamento della pavimentazione. Ha mostrato come disomogeneità di aderenza possano generare errori di percezione e perdite di controllo, e come la pavimentazione contribuisca alla leggibilità della strada.
Carlo Linetti, ingegnere specializzato in sistemi elettronici per la sicurezza dei veicoli e vicepresidente del COBO Group, ha illustrato come molte tecnologie per la sicurezza nascano nel mondo auto e vengano poi trasferite alle moto, e viceversa. Ha spiegato come l’interazione tra veicoli diversi modifichi la dinamica degli incidenti e come l’innovazione tecnologica stia cambiando il modo di raccontare gli eventi stradali.
Diego Pensalfini, avvocato del foro di Rimini, collaboratore alla Camera dei Deputati e pilota campione italiano Velocità Classic 2023, ha concluso la giornata affrontando i profili di responsabilità civile e penale negli incidenti stradali: responsabilità dell’ente proprietario, responsabilità del conducente, concorso di colpa e casi in cui l’infrastruttura incide sulla responsabilità.
A chiusura dei lavori, Marco Guidarini ha richiamato il ruolo decisivo dell’informazione nel prevenire incidenti e lesioni: «La sicurezza stradale non è solo tecnica: è cultura, responsabilità e capacità di raccontare la verità dei fatti. Quando una strada è progettata male o non è manutenuta, quando un guardrail è pericoloso, quando un’infrastruttura tradisce gli utenti, il giornalista ha il dovere di farlo sapere. Raccontare bene un incidente significa contribuire a evitarne altri». Guidarini ha sottolineato che «La collaborazione tra esperti, istituzioni e giornalisti è oggi uno degli strumenti più efficaci per salvare vite, perché permette di trasformare la conoscenza tecnica in consapevolezza pubblica».











