Montefiore Conca. Ca’ Santino: la cooperativa socio-assistenziale “Verso il trentennale”.
Questa mattina, nella sede di Montefiore Conca, si è tenuto un incontro dal titolo “Verso il Trentennale“, che segna l’inizio del percorso di avvicinamento al trentennale di attività della cooperativa sociale Ca’ Santino a fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Un’occasione per raccontare la vita quotidiana di Ca’ Santino — i servizi diurni e residenziali, i laboratori, la fattoria sociale — e per condividere con le istituzioni e gli stakeholder del territorio una riflessione sui temi dei servizi per la disabilità, dell’assistenza, dell’autonomia, del progetto di vita e del “dopo di noi”.
Nel corso dell’evento è stato presentato il piano di ampliamento dei servizi residenziali, con cui la cooperativa intende dare ulteriore risposta alle esigenze del territorio.
Per la Provincia di Rimini era presente il capo di gabinetto Daniele Morelli.
FAMIGLIA LUCIANO MARCHINI
Ca’ Santino nasce negli anni ’90 per la sensibilità della famiglia di Luciano Marchini di Cattolica.
Il figlio Roberto si ammala. I medici consigliano ai genitori che stare in campagna ed essere attivi sarebbe stato un aiuto: la sua speciale terapia. Luciano e Meris trovano questo podere a Ca’ Santino. Lo comprano e mattoncino dopo mattoncino diventa un centro di accoglienza umana e riabilitativa di livello assoluto. Un vero e proprio miracolo nel segno della bellezza e del fare. Roberto non c’è più, ma Luciano e Meris non hanno mai fatto mancare il loro affetto e contributo. Dalle piccole alle grandi cose… Meris lava ancora le tende.
Pierpaolo Frontini, il direttore, scriveva alcuni anni fa: “Il Centro si propone di realizzare la sua funzione riabilitativa, educativa e socializzante, attraverso laboratori all’esterno, le attività agricole e con gli animali, l’educazione ambientale e le numerose attività creative ed espressive. E’ un’ampia casa colonica e dispone di 13 ettari di territorio su cui si trovano coltivazioni ed edifici rurali con diverse specie di animali che fanno parte della fattoria.
L’obiettivo è privilegiare i valori rispetto alle tecniche, i contenuti rispetto alle forme, cercando un’assoluta coerenza tra obiettivi da raggiungere e strumenti da utilizzare. Ca’ Santino, da diversi anni, propone progetti di Attività e Terapie assistite con animali, in particolare “Pet Therapy” (con l’ausilio del cane), “Ippoterapia” (Terapia con il mezzo cavallo), “Onoterapia” (attività assistita con l’asino).
L’esperienza maturata a Ca’ Santino dimostra l’efficacia della pet-therapy e delle altre attività con gli animali, soprattutto nelle situazioni di isolamento, dove maggiori sono le difficoltà di comunicazione e di socializzazione, offrendo una possibilità di recupero sul piano affettivo-relazionale.
La presenza coinvolgente di un animale aiuta la persona ad accantonare momentaneamente le preoccupazioni, ad interessarsi all’animale e tramite questo anche a se stesso e agli altri. E’ possibile lavorare sul recupero delle facoltà cognitive, dell’autostima, dell’affettività, avvalendosi di un intervento innovativo che però agisce parallelamente alle metodologie terapeutiche tradizionali: le terapie per mezzo degli animali non devono essere considerate terapie “sostitutive”, ma di supporto che si affiancano ad altri tipi di intervento.
Come dare reale forza al termine “integrazione”? Come valorizzare il lavoro quotidiano di questi ragazzi, il cui passato è spesso fatto di esperienze negative se non addirittura fallimentari?
La nostra principale risposta è stato il coinvolgimento diretto del mondo della scuola: abbiamo aperto loro la nostra esperienza sociale e di lavoro quotidiano, attraverso percorsi di educazione ambientale, di cultura rurale e di attività assistite con animali, fino a diventare un punto di riferimento per i bambini di tutto il nostro territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare alle tematiche ambientali, di riscoprire il legame tra uomo, natura e tradizioni, ma soprattutto di educare ad una cultura capace di accogliere al suo interno le diversità.
Una delle ultime novità del Centro, è l’esperienza estremamente motivante e gratificante del “trekking someggiato”, cioè rilassanti passeggiate con gli asini lungo i percorsi pensati per un’utenza che può presentare anche difficoltà motorie: la Valconca e la sua storia fanno da scenario a queste escursioni, in un ambiente gradevole, ricco di stimoli, a contatto con la natura e con il verde.
In questo contesto emerge la peculiarità dell’asino, che è quella della sua ricerca del contatto fisico, di vicinanza e di carezze, del suo bisogno di essere in comunicazione emotiva; questo comportamento permette ai ragazzi di non restare isolati o passivi. Alle passeggiate di “trekking someggiato”, è possibile partecipare, possono essere davvero l’occasione per incontrarsi con i ragazzi che vivono l’esperienza di Ca’ Santino, affinché parole come integrazione e socializzazione, divengano bagaglio comune, tutti i giorni nella vita di ognuno di noi, e non solo dopo l’ascolto dell’amaro testo di una canzone”.












