Montefiore. Teatrotek, festival che unisce teatro e musica techno.
Dodici ore di programmazione ininterrotta, tra performance teatrali inedite e set musicali,
nel Museo Internazionale di Sculture all’Aperto del Montemaggiore
Si è svolta il 5 settembre 2026, presso il Museo Internazionale di Sculture all’Aperto del
Montemaggiore a Montefiore Conca, l’edizione zero di Teatrotek, festival
indipendente che ha proposto un formato inedito: dodici ore di programmazione
continuativa, dalle 19 alle 7 del mattino, in cui performance teatrali site-specific e dj set si
sono alternati negli spazi del museo.
«Siamo partiti da un’esigenza: restituire il teatro alla notte, rinnovato dal senso di vicinanza
e partecipazione della musica techno. Teatro e techno non sono poi così diversi», dice
Alberta Corsucci. La direzione artistica (interamente under 35) mette in campo
competenze che affrontano il linguaggio dell’arte in maniera trasversale: Alberta
Corsucci, artista visiva e scenografa, Linda Cavalli, grafica e filmmaker, Nicolò Sordo,
autore e performer teatrale.
Anche il programma si è mantenuto fedele a questa trasversalità: dodici pezzi teatrali,
chiamati unicamente “pezzi”, tutti presentati come lavori in fase di elaborazione e privi di
titolo, selezionati attraverso una open call rivolta a compagnie e artisti indipendenti. «Il
concept di Teatrotek è in continuità con quello del Museo Internazionale di Sculture
all’Aperto: creare uno spazio di rischio. Prendiamo i lavori degli artisti a scatola chiusa e li
invitiamo nuovamente l’anno successivo in una fase di lavoro più avanzata», dice Nicolò
Sordo. «Ci interessa attivare delle mentorship per la prossima edizione, che possano far
progredire i lavori degli artisti. In questo senso potrebbero arrivare dei nomi importanti
della scena teatrale come mentor, ma non come headliner. Vogliamo creare materia
instabile», continua Linda Cavalli.
La serata si è aperta alle 19 con un intervento di giocoleria accompagnato da handpan,
seguito da una passeggiata performativa attraverso il parco. Da quel momento la
programmazione ha alternato con cadenza regolare interventi teatrali e set musicali,
affidati a diversi artisti e con proposte eterogenee, dalla techno più sperimentale a un set
di musica ispanica, fino a un intervento cantautorale – Zeno, nome d’arte di Tommaso
Simoncini – a metà serata. Non sono mancate la comicità e la danza, tutto tenuto insieme
da una linea sperimentale ma accessibile.
Tra i pezzi teatrali in programma figurano lavori firmati da Enoch Marrella, Marina
Romondia e Alessandro Rossetto, oltre al collettivo BLAST (Arianna Amato, Elia
Barbujani, Caterina Birolo, Luca Boldrini), Orchi_dee (Eleonora Gusmano, Alessandro
Romano “Lorco”) e il duo composto da Sara Suozzo e Lorenzo Marin. Nella sezione
musicale si sono alternati Jesahel (Elia Pari), Luca Silvagni, Rodrigo, Skwee (Alfredo
Squillaro), Jackmandroid (Giacomo Ceccoli), William Prendi e MYQ (Michele Lonardi).
Il festival si presenta come un progetto di natura teatrale a tutti gli effetti: i set techno,
nell’intenzione della direzione artistica, sono parte della struttura complessiva della serata,
concepita come un’unica opera performativa, dalla notte all’alba. L’obiettivo dichiarato è
superare la distinzione tra linguaggi ritenuti “alti” – il teatro – e linguaggi associati alla
cultura popolare, come la musica da club.
Il festival Teatrotek ha debuttato con molto entusiasmo e ha già aperto il dialogo con
interlocutori per la prossima edizione.














