– Gli Agostini argentini ogni tanto fanno ritorno a Morciano. Per l’occasione, è d’obbligo, una cena con tutti i famigliari. Il 27 giugno, tappa imprescindibile del loro viaggio in Italia, si sono fermati a Morciano l’argentina Elizabeth Agostini, nipote di Vincenzo Agostini, emigrato nei primi anni ‘20 del 900 e suo marito Antonio.
Attorno a loro si è riunita tutta la famiglia dei “Linerd” (Agostini) in una cena che, come altre volte nei decenni precedenti, è diventata occasione di incontro e riunione di una intera famiglia, celebrazione della vita dei parenti lontani e ricordo delle generazioni precedenti attraverso l’esercizio sempre importante della memoria. Momento importante per rinsaldare i legami tra i parenti italiani e argentini ma anche tra i membri della stessa famiglia italiana. Legami che, causa lavoro, distanza geografica e anagrafica si allentano ma, paradossalmente, l’arrivo dei parenti argentini, quasi dalla “fine del mondo”, è l’occasione migliore per riunire il separato, trasformare una serata in festa familiare e dimostrazione di affetto.
Vincenzo Agostini, negli anni ‘20 del secolo scorso, in seguito al trauma umano ed economico della Prima guerra mondiale, emigrò in Argentina in cerca di una vita migliore. Si fece successivamente raggiungere nell’ottobre del 1924 da sua moglie Augusta Guidotti. Restò sempre in contatto con i 3 fratelli e la sorella rimasti a Morciano, ma non ritornò più in patria.
Le seconde e terze generazioni, di cui Elizabeth fa parte, quando la situazione economica e familiare lo ha permesso, sono tornate in Italia, a Morciano. Il primo grande passo in questa direzione fu compiuto da Maria, figlia di Vincenzo, negli anni ‘80; nelle immense pampas argentine le distanze tra un paese e l’altro potevano essere anche di centinaia di km, quindi l’Italia le sembrò un unico grande paese. Successivamente venne il fratello Gian Carlo, gran tifoso del River Plate e sua figlia Carolina.
Elizabeth lavora in ambito universitario e si occupa di biotecnologie. Ha 2 splendide figlie, Valentina e Maria Victoria, anche esse laureate in campo medico come d’altronde il marito Antonio. Tutti sentono profondamente il legame delle loro radici italiane; grazie alla tecnologia e a internet è più semplice restare in contatto con i cugini in Italia. La generazione precedente restava in contatto telefonico (a volte facendo cadere dal letto, il giorno di Natale, gli argentini senza pensare alle 5 ore di differenza di fuso orario), mentre Vincenzo con i suoi fratelli e la sorella si scrissero tutta la vita lettere cartacee “via aerea” fatte di calligrafie impeccabili, preziose e umanissime, magari per raccontarsi come era “il tempo” o come andava in campagna.











