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Pesaro. Addio a Serafino (Fino) Serafini, il decano dei pasticcieri. Inventato il Krantz

Redazione di Redazione
29 Maggio 2026
in Focus, Pesaro
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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Serafino (Fino) Serafini

Serafino (Fino) Serafini

Pesaro. Addio a Serafino (Fino per tutti) Serafini, il decano dei pasticcieri.

Il cordoglio del sindaco Biancani: «Se ne va il pasticcere del porto entrato nel cuore dei pesaresi. Con i suoi dolci ha accompagnato generazioni di famiglie e ha reso speciale le loro feste»

«Pesaro perde una persona speciale, un uomo che con il suo lavoro, la sua gentilezza e la sua passione è entrato nel cuore di intere generazioni. La scomparsa di Serafino Serafini ci addolora profondamente perché se ne va non solo uno storico pasticcere, ma un volto familiare e amato della nostra città», è il cordoglio del sindaco di Pesaro Andrea Biancani.
«Per tantissimi pesaresi la pasticceria di via Cecchi ha significato ricordi, occasioni importanti, momenti di festa condivisi con la famiglia. Serafino, insieme alla moglie Silvana, alla sorella, ai familiari e ai suoi collaboratori, ha costruito negli anni una realtà fatta di qualità, sacrificio e umanità. Dietro ai suoi dolci c’erano esperienza, mani esperte e soprattutto amore per il proprio lavoro».
Biancani ricorda anche il Plauso della Città consegnato a Serafini nel luglio del 2024: «Fu un momento molto sentito e partecipato, con cui, come città, abbiamo voluto ringraziarlo per oltre 80 anni di attività (e 70 della sua Pasticceria Serafino) e per aver creato una vera e propria scuola di professionalità e passione. Serafino rappresentava un modello umano e professionale raro, capace di trasmettere entusiasmo e dedizione anche ai più giovani».
«Con le sue prelibatezze sono cresciute tante generazioni di pesaresi. I suoi prodotti erano una sicurezza, ma ancora di più lo era il calore umano che lui e la sua famiglia sapevano trasmettere ogni giorno dietro al bancone. Oggi perdiamo un pezzo bello della nostra città e della sua storia».
«Ci stringiamo con affetto attorno alla moglie Silvana, ai figli, alla famiglia, ai collaboratori e a tutte le persone che gli hanno voluto bene», conclude il sindaco.
ARTICOLO USCITO SULLA PIAZZA CARTACEA NEL NOVEMBRE 2024
di Corrado Torriani
– Serafino Serafini: l’arte del pasticciere. Nel 1931, nasce a San Pietro in Calibano da Italia e Francesco Serafini. Finita la scuola elementare si incammina verso la città per trovare lavoro. La strada porta purtroppo i segni della guerra appena conclusa. Esce di casa ancora col buio e incontra qualche bici, qualche carretto. Racconta lui stesso che incrociava Camanèl, un vecchietto di Pesaro che andava al mercato col somaro ed il carretto a vendere orci e trappole per topi. Era conosciuto da tutti e faceva anche il mercato di Tavullia.
Serafino arriva in città e trova un posto di lavoro in via Mezzolari, fra il teatro Rossini ed il teatro del Popolo. E’ una pasticceria dove inizia ad imparare l’affascinante mestiere. Dimostra subito una dote naturale; cerca ogni possibile soluzione e osserva tutto. Passano gli anni, cambia per motivi logistici e non altro, il posto di lavoro e continua la professione sino a quando, d’accordo col padre Francesco, nel 1956, si mete in proprio il negozio di via Cecchi 33, dove si trova ancora.
Si sposa con Silvana, una ragazza di Pesaro che come dice il proverbio frutto della intelligenza passata: “Vicino ad ogni grande uomo, esiste sempre una grande donna”. Silvana è una signora col sorriso sulle labbra e di grande sensibilità. Nascono tre figli: Giorgio, Enrico e Luisa. Che intraprendono l’attività del genitore. Alcuni mesi fa Enrico è salito in cielo.
Serafino controlla ogni materia prima che entra nel suo negozio, aggiungendo quell’estro e fantasia come un grande pittore. Oggi, tutta Pesaro conosce la pasticceria Serafino di via Cecchi. Chi scrive nel 1971, con l’entrata in vigore dell’Iva, ha iniziato a collaborare con Serafino; commercialista, gli gestiva la contabilità.
Il Comune di Pesaro poco tempo fa ha ritenuto di consegnarli l’onorificenza chiamato “L’applauso della città” per i tanti anni di prezioso lavoro.
Serafino non ha mai smesso di alzarsi alle tre; va in negozio a controllare che tutto sia secondo le sue direttive. Grandi personaggi hanno degustato le sue prelibatezze: il compianto tenore Luciano Pavarotti, il presentatore televisivo Alessandro Greco, il campionissimo del motociclismo Valentino Rossi, l’ex campione di basket Walter Magnifico (un amico di famiglia), l’ex pilota di Formula 1 Gianni Morbidelli, l’ex calciatore del Milan pesarese Massimo Ambrosini. Uno degli affezionati per la colazione è il motociclista pesarese d’adozione Francesco Bagnaia. Anche il Grand Hotel di Rimini per la sua clientela, compreso il regista riminese Federico Fellini, voleva i suoi panettoni.
Un dolce che caratterizza “Serafino” è il portabandiera Krantz. Dolce di origine austriaca, Serafini Serafini una cinquantina di anni fa lo ha rivisitato. Gli ingredienti carddine sono: pasta lievitata, pasta di mandorle, uvetta, cioccolata. Ipercalorico, abbastanza grande (da 5-6 persone), la treccia viene molto gettonata anche dai ciclisti che passano per Pesaro. Dato che si mantiene bene (almeno un mese) viene acquistato dai turisti come souvenir.
Nel senso che mai e poi mai avrebbe consegnato panettoni da lui non fatti. Anche la moglie Silvana non fa mancare il suo sorriso e la sua gentilezza nel loro negozio. Si è orgogliosi, caro Serafino e cara Silvana di avere amici come voi. Chi scrive ha mangiato anche le vostre pizze, fatte nel forno di casa. Giorgio e Elisa continuano la tradizione di famiglia e sono ancora un fiore all’occhiello di Pesaro. Serafino grazie, perché a modo tuo sei uno straordinario artista.
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