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Pesaro. Biancani: “Crisi idrica, Ora basta rinvii: servono scelte responsabili, altrimenti i cittadini si ritroveranno con aumenti a due cifre nelle bollette e senza acqua nei rubinetti”

Redazione di Redazione
7 Agosto 2026
in Economia, Riccione, Rimini
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
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Andrea Biancani

Andrea Biancani

Pesaro. Biancani: “Crisi idrica, Ora basta rinvii: servono scelte responsabili, altrimenti i cittadini si ritroveranno con aumenti a due cifre nelle bollette e senza acqua nei rubinetti”.
 
«Le notizie riportate oggi dalla stampa locale confermano quello che sostengo da anni: la crisi idrica non è più un’emergenza straordinaria ma un problema strutturale. Non possiamo continuare ad affrontarla ogni estate con autobotti, ordinanze e interventi tampone. È arrivato il momento delle decisioni, anche impopolari». Così il sindaco di Pesaro Andrea Biancani interviene dopo gli approfondimenti dedicati all’emergenza idrica.   
«Da anni si susseguono studi, analisi e allarmi. Oggi tutti riconoscono la gravità della situazione. Bene, ma adesso basta non decidere. La politica non può rincorrere il consenso su ogni scelta né fermarsi davanti a ogni resistenza. Governare significa assumersi responsabilità, perché prima o poi rischiamo di sbattere contro un muro e saranno cittadini e imprese a pagarne le conseguenze». 
Le priorità, già più volte elencate dal sindaco, sono tre e non possono più aspettare: «Uno sfangamento serio dei tre invasi esistenti; il collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica dell’entroterra e l’affidamento di un incarico qualificato per individuare, dati alla mano, se nella nostra provincia ci sono le condizioni tecniche per realizzare un nuovo invaso e quale può essere l’ipotetico sito migliore. Sono tre scelte che richiedono coraggio politico e che non possono essere rinviate ancora».   
Nello specifico, non è la prima volta che Biancani interviene sul tema, infatti: «Sono anni che chiedo alla Regione Marche di pretendere da Enel uno sfangamento vero dei tre invasi del Furlo, di San Lazzaro e di Tavernelle. Eppure, ad oggi, non è stato fatto nulla. È rimasto fermo perfino quel progettino minimo che avevo definito uno specchietto per le allodole, perché incapace di risolvere davvero il problema. Oggi non c’è nemmeno quello. La Regione è rimasta immobile e non ha mai imposto a Enel di intervenire. Solo il presidente della Regione, in accordo con il governo, può avere la forza di mettere Enel davanti a un aut aut: o si procede con uno sfangamento serio ed efficace in tutti e 3 i bacini che gestisce oppure continueremo ogni estate a rincorrere l’emergenza, emergenze che si aggrava ogni anno che passa».   
Stesso immobilismo – secondo Biancani – anche sul collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica dell’entroterra «Non si è fatto praticamente nulla, perché per anni la politica non ha avuto il coraggio di decidere. Eppure, è proprio l’entroterra quello che da anni viene rifornito con le autobotti, con costi elevatissimi destinati a tradursi in aumenti delle bollette che supereranno il 10% tra non molto tempo. È assurdo continuare a immettere nel Metauro acqua di elevata qualità proveniente dal Burano per poi trattarla diversi chilometri più a valle, invece di utilizzarla direttamente per alimentare la rete idrica dell’entroterra».   
Per Biancani, dubbi anche sul nuovo invaso. «Nessuno oggi può dire con certezza se sia realizzabile, dove possa essere realizzato e con quali caratteristiche. In pratica da anni si parla del nulla o per dar fiato alla bocca. Per questo l’ATO deve affidare un incarico vero a professionisti qualificati, non uno studio di fattibilità, ma un progetto che individui, dati alla mano, se un nuovo invaso è compatibile con il nostro territorio, dove può essere realizzato, con quali caratteristiche e con quali benefici. Non può essere la politica a scegliere il sito: devono dircelo i tecnici e gli esperti. La politica, però, ha il dovere di dare loro l’incarico e poi assumersi la responsabilità di decidere».   
Biancani richiama anche le conseguenze economiche dell’immobilismo: «Ogni anno aumentano i costi sostenuti per garantire il servizio con le autobotti, che ancora oggi riforniscono molti Comuni del nostro territorio e per i costi energetici che la depurazione richiede. È una situazione che non può diventare la normalità. Se continuiamo a rimandare le scelte strutturali, quei costi ricadranno inevitabilmente sui cittadini; le bollette dell’acqua, sempre che l’acqua arrivi ancora nei rubinetti, subirà rincari che supereranno il 10% ogni 2 anni. Le non scelte costano e continueranno a costare sempre di più».   
Infine, l’ulteriore appello alla Regione e ai sindaci che siedono nell’ATO: «Io sono pronto a votare e a metterci la faccia su tutte e tre queste decisioni, così come ho avuto il coraggio di fare con i rifiuti: uno sfangamento vero dei tre invasi, il collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica dell’entroterra e l’avvio di una progettazione vera per verificare se un nuovo invaso nel nostro territorio ha senso o meno.   
Mi auguro che anche il presidente della Regione, il presidente e tutti i sindaci dell’ATO siano pronti a fare lo stesso. Oggi la destra governa a livello nazionale, a livello regionale e ha la maggioranza dei sindaci in provincia. Non ha più scuse. Continuare a rinviare significa lasciare il territorio impreparato e scaricare sui cittadini il costo dell’immobilismo. Governare significa decidere, anche quando le decisioni sono difficili. Perché le non scelte, prima o poi, presentano sempre il conto». 
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