• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
venerdì, Marzo 20, 2026
27 °c
Rimini
27 ° Mar
27 ° Mer
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home In primo piano

Referendum sulla Magistratura, il voto del 22 e 23 marzo. La Costituzione fatta da 75 italiani… Uno era Piero Calamandrei

Redazione di Redazione
20 Marzo 2026
in In primo piano, Regione Emilia Romagna, Riccione, Rimini
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
A A
Piero Calamandrei

Piero Calamandrei

Referendum sulla Magistratura, il voto del 22 e 23 marzo. La Costituzione fatta da 75 italiani… Uno era Piero Calamandrei.

 

La Costituzione italiana è il frutto dell’assemblea costituente. Il decreto per scriverla è del 16 marzo del 1946 e le venne assegnata 8 mesi. Venne assolta in 9 mesi, con il pensiero delle varie culture: la cattolica, la socialista, la comunista, la liberale, la repubblicana.

Uno dei 75 è quella mente raffinatissima di Piero Calamandrei. Riportiamo una sua bellissima riflessione: “«È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo – «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» – corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società. E allora voi capite da questo che la nostra costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi! È stato detto giustamente che le costituzioni sono delle polemiche, che negli articoli delle costituzioni c’è sempre, anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica, di solito, è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete la parte della costituzione che si riferisce ai rapporti civili e politici, ai diritti di libertà, voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate e riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute. Quindi, polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino contro il passato. Ma c’è una parte della nostra costituzione che è una polemica contro il presente, contro la società presente. Perché quando l’articolo 3 vi dice: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana», riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una costituzione che apre le vie verso l’avvenire. Non voglio dire rivoluzionaria, perché per rivoluzione nel linguaggio comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente, ma è una costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa società in cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche e dalla impossibilità per molti cittadini di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che, se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anch’essa contribuire al progresso della società. Quindi, polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente. 3 Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è – non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani – una malattia dei giovani. «La politica è una brutta cosa», «che me ne importa della politica»: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà, di quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: «Ma siamo in pericolo?», e questo dice: «Se continua questo mare, il bastimento tra mezz’ora affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda!». Quello dice: «Che me ne importa, non è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica (…)”.

 

CALAMANDREI

Piero Calamandrei (Firenze 1889 – 1956) giurista, scrittore, uomo politico italiano, avvocato, antifascista, fu tra i fondatori del Partito d’azione; membro della Consulta nazionale e della Costituente, deputato alla Camera dal 1948 al 1953. Accanto alle opere monografiche e specialistiche vanno ricordati i saggi raccolti negli Studi sul processo civile (6 voll., 1930-1956). Ha scritto opere di riflessione morale a partire dalle sue esperienze professionali (Troppi avvocati!, 1921; Elogio dei giudici scritto da un avvocato, 1935), e memorie autobiografiche di grande valore poetico (Inventario della casa di campagna 1941, 1945). Nel 1945 fondò a Firenze la rivista “Il Ponte”, di cui fu direttore fino alla morte.

Articolo precedente

San Clemente (Rimini). Teatro Villa, rassegna letteraria con Romina Batelli, Liliana Giardini, Paolo Miserocchi e Marco Bellagamba, va Panitteri e Maurizio Saggion

Articolo seguente

Cattolica. Museo della Regina, Romanità tra Cattolica e Rimini con l’archeologa Minak il 21 marzo alle 17

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Eventi

Rimini. “Fogheraccia” di San Giuseppe il 21 marzo: Marina Centro, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, Lido San Giuliano

20 Marzo 2026
Riccione, fugaracia
Cronaca

Riccione, fugaracia in piazzale San Martino il 21 marzo dalle 18

20 Marzo 2026
Umberto Bossi
Dai lettori

Addio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega

20 Marzo 2026
Villa des Vergers
Attualità

Rimini. Villa Des Vergers, sfilata Olfattiva di 0.3 Origine

19 Marzo 2026
Economia

Rimini. Ieg (Rimini Fiera) bilancio 2025 una buona annata: ricavi a 266,4 milioni, utile di 30,4 milioni di euro, Mol a 70,9 milioni, indebitamento a 90,4 milioni. Dividendo di 20 centesimi per azione

19 Marzo 2026
Cronaca

Rimini. Progetto “Blu Dentro – Rotte di cambiamento tra vela, natura e crescita personale”: percorso formativo per 75 adolescenti ad uscire in barca

19 Marzo 2026
Rimini, Museo Fellini
Cultura

Rimini. Il Fellini Museum entra nel Sistema Museale Nazionale

19 Marzo 2026
Attualità

Rimini. Miramare, quando uncinetto e sana alimentazione fanno bene all’anima… incontro gratuito il 25 marzo

19 Marzo 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente

Cattolica. Museo della Regina, Romanità tra Cattolica e Rimini con l’archeologa Minak il 21 marzo alle 17

Rimini. "Fogheraccia" di San Giuseppe il 21 marzo: Marina Centro, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, Lido San Giuliano

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Rimini. “Fogheraccia” di San Giuseppe il 21 marzo: Marina Centro, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, Lido San Giuliano 20 Marzo 2026
  • Cattolica. Museo della Regina, Romanità tra Cattolica e Rimini con l’archeologa Minak il 21 marzo alle 17 20 Marzo 2026
  • Referendum sulla Magistratura, il voto del 22 e 23 marzo. La Costituzione fatta da 75 italiani… Uno era Piero Calamandrei 20 Marzo 2026
  • San Clemente (Rimini). Teatro Villa, rassegna letteraria con Romina Batelli, Liliana Giardini, Paolo Miserocchi e Marco Bellagamba, va Panitteri e Maurizio Saggion 20 Marzo 2026
  • Riccione, fugaracia in piazzale San Martino il 21 marzo dalle 18 20 Marzo 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-