Riccione. Riccione coraggiosa non vota la modifica del piano triennale degli investimenti.
La loro riflessione
“Riccione Coraggiosa ieri sera in Consiglio Comunale non ha partecipato al voto di modifica del triennale degli investimenti, ove era proposto l’inserimento delle opere per l’arredo urbano della darsena di Levante da farsi tramite un progetto pubblico privato o project financing.
Come già anticipato dopo il voto di Giunta al quale non abbiamo partecipato non condividiamo la possibile direzione di affidare il rifacimento del porto in cambio dell’affidamento di circa 100 concessioni balneari.
La delibera di Consiglio non citava né il Consorzio formato da alcuni concessionari balneari uscenti, né le delibere di Giunta sull’argomento, ma il voto di modifica del triennale è comunque propedeutico alla prosecuzione di questo iter e a noi tanto basta per non esprimerci positivamente.
Non abbiamo intenzione di legare la nostra azione politica ad una pratica iniqua, che ha l’obiettivo di difendere gli interessi di pochi a spese di tutti i cittadini riccionesi.
La strada maestra è attivare bandi singoli o che possano raggruppare due zone e eventualmente un bar, senza voler discriminare gli attuali gestori ma premiando coloro che gestiranno direttamente le attività e penalizzando le rendite. Aprendo così la strada anche a nuovi gestori, magari giovani, da una parte per garantire le professionalità in campo e dall’altra per dare nuova linfa al comparto
Neanche in una situazione come quella attuale, dopo la condanna al pagamento di 15,5 milioni di euro, riusciamo ad avere la volontà di far fruttare al meglio le ricchezze che Riccione ha, che sono di tutti i cittadini, come le sue spiagge, attraverso un canone comunale, per esempio, visto che si dovranno fare a brevissimo le gare per applicare la direttiva Bolkestein.
Essendo forza politica propositiva abbiamo lavorato a un canone comunale, una proposta alternativa, che reputiamo fondamentale per poter attivare numerose opere pubbliche.
Questo canone si andrebbe ad aggiungere a quello statale, con premialità importanti, ma sempre nell’ottica che la gestione delle concessioni possa mantenere viva la piccola e media impresa, dando la possibilità di partecipare ai bandi spiaggia a più persone possibili, cosa che non avverrebbe nella probabilità che venga fatto un unico bando che contiene circa 100 concessioni, con contropartita il rifacimento del lato Cattolica del porto di Riccione.
In Italia ci sono state realtà dove i bandi sono già stati effettuati, dove erano presenti le premialità per un canone comunale ci sono stati rialzi importanti, che hanno permesso di incassare laute somme alle amministrazioni comunali che hanno scelto questa strada.
Vi sono stati rilanci molto rilevanti, fino a 12 volte la base d’asta, in cittadine molto meno importanti turisticamente di Riccione, figuriamoci in una città come la nostra quanto potrebbe incassare l’Amministrazione.
A Riccione questa strada per 100 concessioni è preclusa, anche senza la prelazione del Consorzio è in palese contrasto con la libera concorrenza.
Di più non sono state neanche richieste all’Agenzia delle entrate i bilanci degli stabilimenti balneari e i contratti di subaffitto delle zone, come si arriva quindi a determinare la congruità della famosa cifra di 4800 euro a concessione sull’affidamento trentennale o 7200 euro a concessione sull’affidamento Ventennale?
Insomma una strada piena di rischi anche per i concessionari stessi che in caso di ritardi si troverebbero spiazzati per ottenere le concessioni.
E’ da tempo che poniamo queste problematiche alla maggioranza evidenziando i rischi e le conseguenze che potrebbero derivare da questa procedura.
Continuiamo a non capire, a maggior ragione dopo la sentenza del 17 settembre che ci condanna al pagamento di una cifra esorbitante, il voler a tutti costi procedere su questa pratica.
Sia questa pratica che l’ex Delfinario (già bocciata dalla nostra assemblea e da quelle di altri partiti di coalizione) stanno mettendo a dura prova la tenuta politica della maggioranza, facendole subire uno stress test inutile da mesi ormai, a che pro?”.










