Rimini. Cineteca, presentazione del libro di poesie La vóita dròinta del poeta dialettale Lorenzo Scarponi il 16 gennaio alle 17.30; in dialogo con Fabio Bruschi, Gianfranco Miro Gori ed Ennio Grassi.
Attore e poeta dialettale di Bordonchio, con la sua nuova raccolta poetica La vóita dròinta recentemente edita dall’editore Pazzini di Verucchio. L’incontro vedrà l’autore in dialogo con Fabio Bruschi, Gianfranco Miro Gori ed Ennio Grassi, in un appuntamento dedicato alla poesia dialettale contemporanea e al suo intreccio con la memoria, il paesaggio e l’identità linguistica. L’evento rientra nella collaborazione con il progetto “Lingue di confine”.
A partire dal titolo, La vóita dròinta (La vita dentro) rivela la propria origine linguistica nella co-siddetta “isoglossa del dittongo”, studiata dal linguista Friedrich Schürr, territorio poetico da cui sono scaturite alcune delle voci più alte di Santarcangelo – Tonino Guerra, Nino Pedretti, Raffaello Baldini, Giuliana Rocchi Fucci – riferimento luminoso e insieme rischioso. Scarponi si muove consapevolmente in questa scia, alla ricerca di una lingua d’autore personale, nella quale le parole dei padri e delle madri affiorano con naturalezza, raccolte attorno al tema classico della natura, qui tutt’altro che pacificata: una natura che muta incessantemente, attraversata dal mare misterioso, dalla nebbia, dal senso del tempo che scorre in un lampo. Altro nucleo centrale del libro è l’amore, detto in modi diversi e in lingue diverse: in italiano, come lingua del dire certo e quasi saggistico (“un grande amore”, da Pòrbia, Polvere), e in dialetto, che si staglia per contrasto come lingua franta, allusiva, propriamente poetica (“L’amore / dóis ch’e’ déura póch, dicono che dura poco”, da Carèzi, Carezze). Se l’italiano affiora spesso come lingua della chiarezza, il dialetto è invece il luogo dell’interrogazione e della ferita. In Rasp (Graffi) Scarponi si chiede: “che pòis ch’a gl’à al paróli?” (che peso hanno le parole?). La vóita dròinta è il tentativo ostinato di rispondere a questa doman-da, fino al testo finale dedicato alla Befana, dove la poesia si fa difesa tenace di un fanciullino, sopravvissuto dentro l’uomo adulto, suo malgrado.
Lorenzo Scarponi si dedica alla scrittura poetica in dialetto – premiata in numerosi concorsi nazionali – e all’attività teatrale, dopo una formazione maturata attraverso seminari e laboratori con Ivano Marescotti, Gianluca Reggiani e Francesco Gabellini. Ha preso parte a numerose esperienze teatrali e performative, tra cui spettacoli e monologhi ispirati all’opera di Raffaello Baldini e Tonino Guerra, progetti di poesia civile e iniziative legate a “Lingue di confine”. È autore di diversi libri di poesia dialettale, L’ultmi sòul (Capitani, 2009), E’ mi fiòur (Pazzini, 2015) e Gnént (Pazzini, 2022). Ha vinto il Premio nazionale “Salva la tua lingua locale”, il Premio “L’arte in versi”, e il Premio Alfredo Panzini per Bellaria Igea Marina e la sua storia.
Ingresso libero
Sarà presente un punto vendita dei libri, con firmacopie al termine della presentazione
Info: Biblioteca Gambalunga | tel. 0541.704488 | e-mail: gambalunghiana@comune.rimini.it
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Venerdì 23 gennaio 2026, sala della Cineteca, ore 17.30
Marco Bertozzi e Daniela Sacco
Immaginari incarnati. Appropriazioni culturali, cinema, arti dal vivo, Quodlibet, 2025
in dialogo con Gianfranco Miro Gori e Roberta Pierangela Gandolfi
evento in collaborazione con Cineteca comunale Rimini
Venerdì 30 gennaio 2026, sala della Cineteca, ore 17.30
Piero Meldini
In disparte, in silenzio, Vallecchi Firenze, 2025
in dialogo con Davide Brullo
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