Rimini. Claudia Corsini apre il convegno nazionale di Federcasa: “Il Piano casa sia un’operazione di dignità sociale e parta dai territori”
La vicepresidente di Acer Rimini dà il via ai lavori al Cinema Fulgor davanti al ministro Salvini e all’eurodeputato Zingaretti: focus su risorse strutturali, aree interne e legalità
Claudia Corsini, vicepresidente di Acer Rimini e presidente della Commissione nazionale gestione e sociale, ha aperto ufficialmente questa mattina i lavori del prestigioso convegno nazionale di Federcasa, lanciando un messagio chiaro e di forte impatto politico ai rappresentanti del Governo e delle istituzioni europee. Nella storica cornice del Cinema Fulgor, davanti a una platea autorevole che ha visto la partecipazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e del membro del Parlamento europeo Nicola Zingaretti, l’esponente riminese ha preso la parola per tracciare la rotta del dibattito sul tema strategico del coordinamento tra Europa, Stato ed enti locali per l’edilizia residenziale pubblica. Partendo dall’attualità del nuovo decreto Piano casa e dalla nomina di un commissario straordinario, Corsini ha espresso un forte richiamo centrale, sottolineando che il provvedimento nazionale non può limitarsi a pianificare nuove costruzioni, ma deve necessariamente finanziare in modo massiccio il ripristino dell’esistente, poiché i bilanci dei singoli territori non sono in grado di reggere autonomamente questo pesante urto finanziario.
Il nodo delle aree interne contro lo spopolamento
Un passaggio cruciale ed estremamente determinato della relazione introduttiva è stato dedicato alla necessità di superare una visione d’intervento troppo accentrata. Corsini ha sferrato un duro affondo contro l’orientamento di continuare a strutturare politiche abitative modellate esclusivamente sulle grandi aree metropolitane, evidenziando come questo approccio penalizzi e sfavorisca sistematicamente le piccole comunità. Secondo la vicepresidente, l’assenza di strategie specifiche per i territori periferici non fa che alimentare il drammatico fenomeno dello spopolamento delle aree interne, privando i cittadini dei presidi fondamentali del welfare. I piani nazionali possono camminare ed essere efficaci solo se riconoscono le diversità geografiche e se mettono le aziende casa locali nella condizione di agire in ogni singolo comune, come dimostrano i dati della provincia di Rimini, dove la rimessa in circolo di centonove alloggi di risulta ha assorbito da sola quasi la metà delle spese manutentive complessive dell’ente. Questa complessa attività deve legarsi a una transizione ecologica inclusiva, sul modello dell’impianto fotovoltaico sociale avviato a Santarcangelo di Romagna per abbattere i costi delle bollette a favore di decine di famiglie vulnerabili.
Legalità, mediazione condominiale e sanità di prossimità
Un altro valore cardine espresso sul palco del Cinema Fulgor ha riguardato il rispetto della legalità e il contrasto rigoroso alla morosità, elementi considerati indispensabili per tutelare l’edilizia pubblica in quanto bene comune appartenente alla collettività. Per evitare che il disagio sociale sfoci in degrado urbano, l’ente ha potenziato le attività dell’ufficio di gestione sociale dedicato, investendo centinaia di ore annue nella mediazione per disinnescare i conflitti condominiali prima che si trasformino in problemi di ordine pubblico. Corsini ha infine concluso l’apertura del convegno richiamando l’importanza della sinergia istituzionale con l’Ausl della Romagna e l’Università di Bologna, che ha permesso di applicare un modello d’avanguardia di medicina di prossimità all’interno dei nodi territoriali, confermando che la casa rappresenta a tutti gli effetti il primo determinante della salute e della coesione delle comunità locali.













