di Arianna Lanci
Rimini. Scuola Marco Polo, abbattuti 8 pini
È proprio il caso di dirlo: i mali non vengono mai da soli.
E questa volta il tempismo è stato perfetto, quasi diabolico.
Nello stesso momento in cui abbiamo i nostri riflettori puntati sulla scuola “Marco Polo” di Marebello per via della colonia di Rondoni che nel sottotetto è messa in costante pericolo dalla presenza di una rete che, essendo pure usurata, rischia anche di essere una trappola mortale per Piccioni e altri uccelli che accedono al suo interno, ci arriva la notizia di questo scempio.
Hanno abbattuto i pini, tutti e 8. Quelli nel cortile della scuola, davanti all’ingresso principale.
Tutti abbattuti nel PIENO DELLA STAGIONE DELLA NIDIFICAZIONE.
Ancora una volta nel nostro Comune si consentono tagli di alberi in questo momento dell’anno, il più delicato in assoluto per l’avifauna.
Ancora una volta gli alberi vengono trattati come oggetti, non come habitat, oltre che alleati insostituibili per la nostra salute, specie dentro il cambiamento climatico che stiamo TUTTI vivendo, e che sta producendo morti in tutta Europa, a parte i costi energetici e i danni alle attività umane e a tutta la biodiversità.
Ma queste cose ormai le abbiamo scritte mille volte.
Dalle informazioni che siamo riusciti ad avere la storia è sempre la stessa: le ragioni della strada vincono sulle ragioni degli alberi.
Per salvare la strada si sarebbero dovute tagliare le radici dei pini e tagliando le radici i pini sarebbero diventati pericolosi. Siamo proprio sicuri, però, che andassero abbattuti tutti e otto i pini? Non se ne poteva salvare nemmeno uno, due, tre, con la loro ombra, il loro assorbimento di CO2, la loro bellezza e loro funzione di rifugio e nutrimento per la fauna?
La storia è sempre la stessa: c’è un agronomo che fa la perizia e ci sono le norme nazionali che non lascerebbero scampo.
La storia è sempre la stessa: il senso d’impotenza che noi viviamo è sempre lo stesso.
E da ultimo: oltre il danno la beffa.
Guardate il cartello che abbiamo trovato una volta giunti in loco.
Si parla di LAVORAZIONE DEL VERDE! Sarà un’espressione tecnica? Ma il verde lo si lavora ? E lo si lavora abbattendolo?!!
Le parole sono importanti: che tipo di comunicazione è mai questa per i cittadini?!
Ci pare il segno evidente che al di là delle parole spese sull’ importanza del verde in città, il peso degli alberi nella nostra mentalità e cultura sia sempre vicino allo zero.












