di Gianfranco Vanzini
Ho appena finito di leggere l’articolo dei magistrati Alessia Mussi, Sara Posa e Stefano Celli su “la Piazza” di febbraio e mi ha colpito un passaggio.
Riguarda la critica al sorteggio dei magistrati che andranno a comporre i due CSM uno per i PM e uno per i Giudici.
Secondo i suddetti autori con la nomina: ” l’eletto risponde agli elettori almeno moralmente. Impegna se stesso e la sua parola per il rispetto di un programma, impegna anche il gruppo che lo sostiene. Se all’elezione si sostituisce un sorteggio come potranno i magistrati pretendere il rispetto delle linee programmatiche che non ci sono? E il sorteggiato/a come potrà sentirsi obbligato nei confronti del corpo elettorale che non c’è perché non si esprime attraverso il voto?”
Ecco, a mio avviso una prima considerazione molto importante, in perfetta sintonia con lo spirito e il dettato della Costituzione: la Magistratura è un organo indipendente da tutti gli altri poteri, i singoli magistrati non devono rispondere a nessun corpo elettorale (o corrente) il loro corpo elettorale sono gli italiani, tutti i cittadini italiani, e i loro referenti naturali sono la loro coscienza e la Legge, in primis la Costituzione.
Il sorteggio che avviene fra tutti i magistrati rende operativa questa situazione di indipendenza
Ogni magistrato, infatti, è autonomo e indipendente e tutti hanno il dovere di lavorare in scienza e coscienza nel rispetto della Costituzione e delle Leggi della
Repubblica Italiana. Non hanno un mandato da assolvere verso qualcuno, non c’è un gruppo che li ha eletti e al quale rendere conto, il loro corpo elettorale è il popolo italiano.
Purtroppo vedo che molti magistrati non la pensano così e sono molo affezionati alle loro correnti e conventicole, che complicano la vita e le carriere ai magistrati non allineati e creano alla Giustizia i problemi che tutti conosciamo e vorremmo abolire.
Proviamo a fare un primo passo votando compatti un SI convinto e informato.













