Referendum, quei grandi amici su posizioni diverse.
Chi scrive, cultura liberal-socialista in una cornice cristiana, ha votato no e non ha mai cercato di convincere gli amici del “sì” al contrario. Pensa che la Costituzione fatta dai 75 italiani migliori si possa anche modificare ma non a maggioranza, bensì coinvolgendo tutte le anime culturali presenti in Parlamento.
Un suo carissimo amico, con raffinate argomentazioni, ha cercato di portarlo sulle ragioni del “sì”, ma ha sempre declinato, argomentando che in una democrazia compiuta di stampo liberale i poteri devono essere indipendenti e suddivisi, perché come pensano gli inglesi la democrazia si difende ogni giorno. E potrebbe sempre essere eletto un signore con idee tristi…
Un altro amico dello scriba, Marco (nome di fantasia) ha votato “sì”. Professione imprenditore, un galantuomo, Bersani politico di riferimento, per mezz’ora, al bar, ha portato le sue argomentazioni, soffermandosi sugli articoli della Costituzione sottoposti al quesito referendario. E che cambiati potrebbero dare una spinta alla giustizia giusta.
Ieri chi scrive ha incontrato un amministratore capace e perbene che ha votato “sì” perché i magistrati non avrebbero punito un extracomunitario che avrebbe commesso 23 “crimini” e gli avrebbero anche dato mille euro…
Il quarto amico ha una mente pronta e veloce che sa andare subito al punto. La madre di quasi 90 anni è andata a votare ed ha votato “no”. L’amico invece non si è recato ai seggi, dicendo che i politici sono tutti uguali in negativo e che negli ultimi 30 anni, dopo che tutte le anime culturali e tutti i rivoluzionari hanno governato, nulla è cambiato per il cittadino medio. Ha aggiunto: “Ma mia mamma che non sa niente di niente, ha votato ‘no’ secondo te è giusto?
La bellezza della democrazia.











