Rimini. Rotari, al cardiologo Gabriele Bronzetti il prestigioso Premio Livio Minguzzi 2026.
Ha scritto un bel libro dal titolo: ”
Nel cuore degli altri. Quando arte, musica, letteratura e cinema aiutano a raccontare la medicina”
PREMIO LIVIO MINGUZZI- Rotary Club- Grand Hotel di Rimini- 19 Maggio 2026
Il suo ringraziamento.
Signore e Signori buona sera.
Meine Damen und Herren ! Guten Abend.
Se stasera sono qui è ….un equivoco
Probabilmente un tragico errore di corrispondenza. Doveva essere premiato qualcun altro che, fortunatamente, per lo strano gioco del destino, siede tra noi
Non sono ancora iscritto al Rotary Club e in tutta onestà devo dirvi che “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me”. O lo premiasse.
Tuttavia da queste parti, su queste spiagge da piccolo ho studiato il tedesco per poter fare meglio il barista o il cameriere e pertanto se John Fitzgerald Kennedy ha potuto dire nel giugno 1963 , cinque mesi prima di essere ucciso a Dallas e pochi mesi prima del mio concepimento la celebre frase, “ Ich bin ein Berliner” , posso dire a buon diritto “ Io sono un riminese”.
Erano gli anni del boom, io stesso sono un boomer nato nell’anno con le culle più traboccanti di sempre. Erano quelli gli anni in cui Livio Minguzzi che qui ricordiamo in presenza dell’omonimo nipote, profuse tanta passione per il bene della comunità riminese e non solo.
E’ dunque un vero privilegio entrare in un novero che conta personalità come Don Oreste Benzi, Marilena Pesaresi, Massimo Migani , Sergio Zavoli, Marco Missiroli, per citare solo quelli che ho conosciuto direttamente e di cui condivido se non altro, le passioni. Con ognuno di loro ho potuto scambiare almeno qualche parola, a ciascuno di loro ho stretto la mano sanguinante, sì, stiamo parlando di passione.
I romagnoli e quindi i riminesi hanno nel sangue una cosa che inizia per P che non sono le piastrine e nemmeno le piadine. No, questa cosa che inizia per P è la Poesia. Ed è quell’ingrediente che un riminese mette in tutte le arti e i mestieri in cui si cimenta. Un po’ come il bicarbonato nella piada.
E la POESIA signori miei, è contenuta nella PASsIOnE letteralmente.
I riminesi sono la dimostrazione antropologica che la poesia nutre più della piada.
. Quel signore che disse “con la cultura non si mangia” non è mai passato da queste parti.
La poesia non è semplice guarnizione, vizio, trastullo o arzigogolo da stralunati consumatori di spiagge e sangiovese. I poeti e gli artisti in generale ci insegnano che la forma è sostanza: che piada è una piada quadrata?
Il dialetto, l’idioma autoctono delle nostre parti conferma che siamo fatti delle parole che usiamo perché le parole non descrivono il mondo, le parole formano il mondo.
Abbiamo la Terra e abbiamo il Mare. Sole, sudore e vino, pesci, turisti, discoteche e centrifughe per viventi. Ma non siamo la metropoli culturale, non siamo il polo industriale, non siamo la Franciacorta e nemmeno le Langhe.
Ci sentiamo ricchi ma a volte anche poveri. Consapevoli della miseria ma non colpevoli dell’abbondanza. E questo è già tutto perchè la creazione ha bisogno di un attrito.
La poesia, poiesis, la produzione viene da una povertà nella ricchezza. Dal contrasto, nell’incontro tra mancanza e abbondanza. L’incontrasto.
La poesia è quel vento che nasce dal contrasto tra caldo e freddo, come la brezza di mare del pomeriggio che si leva dall’acqua sferzante verso la terra più calda . Un vento che è anemos, anima, psichè, pneuma, respiro.
Prendete i nomi dei romagnoli che fanno tanto ridere i sanitari bolognesi: William, Werther, Jonathan, e poi Eros. Quanti Eros ci sono ora questa sala? Alzate le mani..
EROS, la passione, è figlio di Pòros e Penia. Poros è il dio dell’ abbondanza e dell’espediente, furbo ma non opportunista, cacciatore di tutto (avevo conosciuto anche Maurizio Zanfanti detto Zanza il Re dei Palyboy , ma vedo che non ha mai ricevuto il Premio Minguzzi) insomma Eros è uno che si butta . Penìa è la dea della Povertà, della mancanza, del bisogno.
Il nostro Eros ha preso da entrambi i genitori. Sa che il suo albergo non è al mar dei Caraibi ma sa vendere la sabbia a un Saudita, un tappeto ai persiani, sa spacciare il sangiovese come sangue .
Lasciatemi dire che anche il più “sburon” dei romagnoli in fondo sta gestendo un sano complesso di inferiorità trasformandolo in arte. Arte vuol dire qualcosa che esce, che vuole uscire fuori. Le arterie sono i vasi che escono dal cuore. Si parte, si nasce col parto. E si viene a casa. Le vene infatti sono i vasi che entrano nel cuore, se volete fidarvi di un cardiologo di Rimini
I grandi poeti spesso sono bassi di statura : John Keats, Thomas Hardy, Pier Paolo Pasolini ( tre P come iniziali) erano bassi per esempio, ma erano di ALTRA statura, hanno cercato con l’arte una statura Altra.
Il medico è uno che respira quel vento che si alza tra la provvisoria vaghezza della scienza e l’ eterna certezza dell’arte. Il medico non è uno scienziato. Non c’è un malato uguale a un altro altrimenti la medicina sarebbe solo una scienza. Un medico quindi deve essere un umanista, un fanatico dell’uomo che cura (non sempre guarisce) con empatia e improvvisazione. Curando il corpo cura l’anima e viceversa.
Chi sa solo di medicina , non sa niente di Medicina . Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio. Cosa ha detto Gianluca Vialli, il grande calciatore morto di cancro del pancreas a 62 anni, quando si è accorto che gli restava poco tempo per i suoi figli? Ha detto non servono le parole , ci vuole l’esempio; e poi non darsi arie, ascoltare di più e parlare meno, migliorarsi ogni giorno, ridere di più , aiutare gli altri. Ma non credete che questi precetti siano gli stessi che devono guidare un medico ? Allora dottori perché non ascoltate, perché non ridete di più , perché non accogliete la grandiosa bellezza che sfila nei vostri ambulatori come un vero riminese accoglierebbe un turista, o un viandante, o un disperso in mare? Dimenticavo, un’altra cosa ha detto Stradivialii ( così lo chiamava Gianni Brera perché era nato a Cremona, la città di Stradivari) . Ci vuole anche fortuna. Quando Vialli segnò quel favoloso gol di rovesciata aerea in Juve – Cremonese del 23 ottobre 1994 ammise di aver avuto fortuna. Ci vuole anche quella. Uno ci prova sempre , ma per fare un gol o guarire dal cancro ci vuole anche fortuna. Essere pronti è tutto. Alex Zanardi ci ha insegnato che si può fare a meno di due arti, ma non dell’ Arte.
Quindi gentili Signore e Signori mi accingo a concludere. Se stasera sono qui non è per il contributo alla scienza che posso aver dato partendo da un bar di Rimini e da un istituto agrario, per le mie pubblicazioni, per i miei titoli, ma probabilmente perché voi con magnanimità avete riconosciuto in me una vena artistica. Anzi per meglio dire, una arteria artistica. Se l’avete riconosciuta, credetemi , è perché condividete con me molti geni. La bellezza è negli occhi di chi guarda.
Ennio Flaiano diceva che non c’è peggior disgrazia per un genio che essere compreso. Scrive la poeta Vivian Lamarque, anche lei un guaritore ferito: Siamo poeti/ vogliateci bene da vivi di più/ da morti di meno/ che tanto non lo sapremo.
I poeti vanno riconosciuti da vivi perché come ammoniva Moravia nel suo vibrante discorso alle esequie di Pasolini di poeti ne nascono 3-4 ogni cento anni. Quel Pier Paolo Pasolini che adorava sua madre e aveva ragione. Cosa c’è di più poetico? Chi produce più vita?
Ecco la , Terra , ecco la Madre. Cesare Pavese ne La luna e i falò scriveva “ Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Un paese per andare via come un’arteria e tornare come una vena.
Come un cuore, una Terra, una Madre .
Mai abbastanza amata in vita.
L’equivoco di questa grande sera, è che il Premio Minguzzi era destinato a mia Madre.
Motivazione del Premio assegnato al Medico riminese: in riconoscimento delle sue elevate doti professionali e umane
LIVIO MINGUZZI
LIVIO MINGUZZI
Livio Minguzzi, avvocato, fu promotore e fondatore del Rotary Club di Rimini, del quale tenne la carica di segretario dal 1953 al 1959 e di presidente dal 1959 al 1961 e dal 1971 al 1972.
Nell’anno rotariano 1964-1965 ricoprirà il ruolo di Governatore del Distretto. Profondo assertore e interprete dello spirito di amicizia rotariana ha svolto importanti incarichi nel settore delle iniziative in favore dei giovani e della Rotary Foundation. E ricordato come simbolo e modello del “servire” rotariano. Babbo di Giovanni ed Italo.
Albo d’Oro del “Minguzzi”
- 1985 Domenico Giovannelli (scienze giuridiche)
- 1986 Elio Morri (arte)
- 1987 Maurizio Cumo (scienze nucleari)
- 1988 Augusto Campana (cultura)
- 1989 Suor Vincenza (impegno nel sociale)
- 1990 Margherita Zoebeli (scienze pedagogiche)
- 1991 Lanfranco Aureli (economia e industria)
- 1992 Pier Giorgio Pasini (cultura)
- 1993 Stefano Carlini (industria navale)
- 1994 Antonio Paolucci (cultura)
- 1995 Stefano Zamagni (scienze economiche)
- 1996 Claudio Maria Celli (diplomazia)
- 1997 Carlo Alberto Rossi (musica)
- 1998 Marilena Pesaresi (impegno nel sociale)
- 1999 Franca Arduini (cultura)
- 2000 Sergio Zavoli (giornalismo e cultura)
- 2001 Renato Ricciardelli delle Caminate – Ren Gruau (arte)
- 2002 Antonietta Capelli Muccioli (imp. sociale)
- 2003 Alberta Ferretti (moda)
- 2004 Italo Cucci (giornalismo)
- 2005 Vittorio Tadei
- 2006 Don Oreste Benzi
- 2007 Emilia Guarnieri
- 2008 Maurizio Focchi
- 2009 Piermaria Luigi Rossi – vulcanologo
- 2010 Nicolamaria Sanese
- 2011 Mauro Moretti A.D.Ferrovie dello Stato spa
- 2012 Giorgio Cantelli Forti
- 2013 Antonello Bonci
- 2014 Guido Zangheri
- 2015 Giulio Masinelli
- 2016 Giancarlo Piovaccari
- 2017 Cesare “Rino” Zangheri
- 2018 Manlio Masini
- 2019 Marco Missiroli
- 2020 Paolo Parini
- 2021 Matteo Ravaioli
- 2022 Oreste Delucca
- 2023 Rosita Copioli
- 2024 Massimo Migani
- 2025 Massimiliano “Max” Sirena










