Pesaro. Salone internazionale del Mobile di Rho Milano, partecipano 19 aziende pesaresi (34 le marchigiane).
Le pesaresi: Arredoclassic, IFI, Malerba, Tonucci Viola, Mobilpiù, T.D., DFN, DV Home, Former In Italia, Mobilpiù Luxury, Fulgini Contract, Diesse Stuffed Dreams, OscarMaschera, Scavolini, Belbagno Italia, GB Group e Dooor.
“In uno scenario internazionale indubbiamente complesso – spiega Fabiana Scavolini, ad del Gruppo – l’evento di Milano si conferma un punto di riferimento globale, una piattaforma aperta in cui il design si afferma come linguaggio universale e come leva economica e industriale”. “Il Salone rappresenta così la capacità del nostro settore di reagire con concretezza e creatività – aggiunge -, continuando a investire nella qualità, nella filiera e nel saper italiano, e rafforzando la presenza sui mercati internazionali”. Lo scenario geopolitico, instabilità dei mercati e incertezze legate alle catene di approvvigionamento, secondo Fabiana Scavolini “richiedono responsabilità, capacità di adattamento e visione strategica”.
Parla di “un segnale forte di resilienza, fiducia e visione per l’intero sistema del legno-arredo italiano” Lorena Fulgini, co-fondatrice di Arredoclassic e vice-presidente di Confindustria Pesaro Urbino, sottolineando che l’evento di Milano-Rho “si conferma come il principale palcoscenico mondiale dove si incontrano design, innovazione, cultura industriale e capacità manifatturiera, il luogo in cui il Made in Italy si racconta e dimostra concretamente il proprio valore, anche in un contesto globale complesso come quello attuale”. “Per le aziende marchigiane – conclude Fulgini – è un momento fondamentale di relazione con clienti, architetti, progettisti e operatori da tutto il mondo, ma anche un’occasione per intercettare nuovi trend, rafforzare partnership”.
“Il Salone del Mobile è ancora un punto di riferimento globale per il design – aggiunge Marco Cantori, general manager dell’azienda omonima e presidente del gruppo merceologico Legno e Arredo di Confindustria Ancona -, un luogo importante di incontro internazionale, soprattutto in un contesto geopolitico frammentato, nel quale i mercati si stanno spostando e diversificando. Tanto più oggi, la kermesse milanese interpreta e riflette i cambiamenti: è un osservatorio privilegiato, anche se meno dominante rispetto al passato, ma all’interno di un equilibrio internazionale più distribuito”.











