– “Senti Pia, sabato sera abbiamo un compleanno, hai voglia di venire a darci una mano”. Così Simone Migani, titolare dell’Hotel “Bristol”, si rivolge a Pia Bodellini, sua collaboratrice da 40 anni, che lavorava nel turno del mattino. Questo avviene sotto il Ferragosto di due anni fa. Risponde, Pia, come sua abitudine: “Certo”. Lei è in pensione, ma è sempre pronta ad essere utile; vive l’albergo come la prosecuzione della sua casa. Per lei quella sera c’era la festa dei 40 anni, ma a sorpresa. Sala piena con 140 ospiti, Simone aveva invitato i famigliari della Pia e li aveva “nascosti” in un angolo della sala. Lei arriva ed inizia ad andare per tavoli.
Ricorda: “Vedo Simone ed il figlio Gabriele al centro della sala con un microfono in mano; parto per il mio compito, e mi chiamano in mezzo a loro. Erano i miei festeggiamenti. Mi dicono che sono una delle colonne portanti dell’albergo… Mia figlia Isabella e mio genero si commuovono, fino al pianto. Io mi lascio andare alle lacrime non appena metto piede in casa”.
Venere (Pia per tutti) Bodellini collabora con la famiglia Migani da 42 anni. Oggi ne ha 71 (portati benissimo), è in pensione, ma il suo contributo continua.
Giunge al Bristol per puro caso. Era cameriera in un altro albergo di Misano, dove lavorava tutto il giorno e si trovava bene. Una cara amica, Gabriella, le dice che dove aveva lavorato l’anno precedente, potrebbe prendere il suo posto; iniziava il mattino e finiva alle tre del pomeriggio. Ideale per sé e la famiglia. Maria Ronci (madre di Simone) va a casa della Pia a Sant’Andrea in Casale per conoscersi: cameriera ai piani. La stagione successiva, si ammala una ragazza in sala da pranzo. I fratelli Migani, oltre a Simone, Ivana e William, le chiedono di cambiare mansione. Sarà cameriera in sala per 35 anni. Poi passa alla reception… E dove c’è bisogno: bar, cucina.
Sposata con Giuseppe Mei, una figlia, Isabella, Pia Bodellini è una bravissima sarta; ha imparato l’arte da ragazza da Adriana Ceccolini, a Gemmano, il paese di origine. Talmente brava, che ha anche cucito abiti da sposa. Il primo fu quello dell’Ivana, la sorella di Simone.
Oltre alla Pia, con i Migani ci sono collaboratori da decenni: Samba (20 anni), Jamila (10), Edoardo (16), Nicoleta (13), Maggie (18). Simone con un sorriso: “Se ritornano, significa che da noi c’è un bell’ambiente. Come struttura abbiamo investito moltissimo nella cucina. Sono orgoglioso di dire che da noi si mangia bene. A me piace avere una struttura in ordine ed offrire la qualità”.
Ottimo giocatore di calcio e pallacanestro, Simone ha fatto del “Bristol” una meta per molti campioni di calcio. Ha ospitato Evaristo Beccalossi (un’emozione, Simone tifa Inter), i fratelli Bonetti, Dario ed Ivano). Sponsorizza, il “Bristol”, la Nazionale Vip Artisti ed anche una squadra di calcio del Lussemburgo. Da anni, l’albergo accoglie molti clienti dal Granducato. E il più grande campione di calcio di tutti i tempi del Lussemburgo, Manuel Cardoni (di chiare origini italiane) è l’allenatore della nazionale Under 21. Ha giocato anche con l’Italia; per Cardoni fu emozione doppia.
L’hotel Bristol della famiglia Simone Migani da decenni è il covo dei lussemburghesi. C’è anche il “loro” familiare posto; viene detto, con simpatia: “Angolo dei lussemburghesi”. Dopo il pranzo si siedono all’esterno per caffè e digestivi per via dell’ombra.
Ad aprire la strada tra il Granducato e Misano è stata Laura Spirinelli. Di origine italiana (umbra), l’italo-lussemburghese veniva in vacanza a Misano da adolescente con i genitori. La signora sposa Gérard Jeitz, presidente di una squadra di calcio, l’U. S. Rumelange, che quest’anno, purtroppo, è retrocessa in B.
La famiglia Jeitz era (e lo è) solita scendere al Bristol per la Pentecoste con i ragazzi del vivaio; ad accompagnare i giovani anche i genitori. Il presidente e signora diventano amici di Corrado e Maria Migani, fondatori dell’albergo e genitori di Simone. Attraverso la società sportiva i rapporti si sono consolidati nel segno dell’amicizia. Oggi, il Bristol ospita un centinaio di lussemburghesi ogni estate. Alcuni scendono più volte.
Tra gli ospiti uno dei campioni di calcio più importanti della storia del Lussembrugo, Manuel Cardoni; anch’egli di origine umbra (zona Gubbio). Alla terza generazione, vi salì il nonno tra le due guerre per lavorare duro ed in cerca di opportunità migliori.
Oggi quarantaseienne, Manuel è venuto la prima volta in vacanza a Misano con i genitori quando aveva 7 anni; prendono un appartamento in affitto dalla famiglia Donati, a monte della ferrovia. Racconta: “Da adulto sono sempre venuto in vacanza in Italia: Cattolica, Riccione, Lignano Sabbadioro. Poi grazie a Laura ho conosciuto i Migani e siamo sempre ritornati al Bristol”.
Cardoni è stato tra i calciatori più importanti della storia del Lussemburgo. Ha vestito 68 volte la maglia della Nazionale; per 25 ha calzato la fascia di capitano. Centrocampista di stazza e piedi buoni, per due anni ha giocato con il Bayern Leverkusen nel massimo campionato tedesco. Appese le scarpette al chiodo, è diventato allenatore. Da 5 anni guida la Under 21 e 19 del suo paese. Il 10 settembre, a Castel di Sangro (Abruzzo), gioca con l’Italia. Nella sua carriera si è fronteggiato con Bekham, Ronaldo, Matheus, Rui Costa… Ricorda: “Affrontammo in Portogallo un giovanissimo Ronaldo. Giustamente, data la giovane età, era un po’ solista per mostrare le sue qualità, ma si vedeva che aveva fisico e magia nel tocco. Dissi ai miei compagni che se avesse capito il mondo del calcio, sarebbe diventato il numero uno al mondo. Così è stato”.
Questo il suo punto di vista sul calcio: “Per esperienza dico che il talento è il fattore che conta meno rispetto al lavoro, alla voglia di impegnarsi, alla disciplina e al mettersi a disposizione dei compagni di squadra”. Per l’Europeo Under 21 giocato in Italia lo scorso giugno è venuto a vedere le partite a Bologna, Cesena e Udine (dove si è giocata la finale). Se la sua Federazione gli ha prenotato gli alberghi a Bologna e Udine, a Cesena è sceso al Bristol. Tifoso del Milan (in una casa di interisti sfegatati), del Bristol dice. “E’ tutto fantastico: l’amicizia con Simone, il mangiare, l’atmosfera. Insieme, poi è tutto più buono. Sono un appassionato di pasta e antipasti”.
Da giovane buon calciatore, Simone Migani fa loro vivere i sapori della Romagna profonda. Lunedì 22 luglio, ad esempio, ha organizzato agli amici lussemburghesi una serata di pesce in giardino; alle griglie il pescatore misanese Nardo Balestrieri, roba da leccarsi i baffi.
In spiaggia, i lussemburghesi vanno da Leonardo. Oramai è una consuetudine; durante il loro soggiorno i bagnini organizzano una mattinata con la porchetta giusta. Loro portano la birra del Granducato. Piccola curiosità. In Lussemburgo c’è una vasta e ricca comunità di origine italiana giunta in gran parte tra le due guerre dall’Umbria e dal Bergamasco.
Costruito da Corrado e Maria Migani, il Bristol apre nel 1966; allora quella zona era quasi deserta. Corrado è stato uno straordinario ed originale imprenditore misanese del secolo scorso. Ha fondato società che hanno sempre avuto successo.










