Rimini. Luglio, “una botta d’orgoglio” sui muri della città . Un omaggio a Silvano Cardellini, il dissacrante ed elegante giornalista scomparso 20 anni fa.
Silvano Cardellini amava consumare le suole delle scarpe. Preferiva il fuori
all’affumoso ufficio del Carlino (un bugigattolo) e del Messaggero (uno stanzone). Perché Silvano amava lavorare al chiuso ed in mezzo al fumo delle sue sigarette. Col suo giacchetto da foto-reporter (la sua divisa) partecipava alle grandi conferenze col potere vero della città (Carim, Fiera… Comune), fino a quelle piccole cose di quartiere. Vicino a lui, per rispetto (sembrava un orso ma era l’esatto contrario) non si sedeva mai nessuno. Chi scrive, giovinastro ai tempi del Messaggero Rimini (fine anni ’80) felice occupava la sedia accanto. “Ciao Silvano, tutto bene?”. “Ma sta bon, valà…”. Commentava quello che lo circondava. “Dai, non c’era proprio bisogno che un’azienda pubblica buttasse via i soldi nella Poltrona Frau. C’è la stessa qualità a meno”. Chi scrive quando era di passaggio a Rimini, passava per un saluto al Carlino. “Ho una grande novità?”. “Che cosa ti è successo?”. “Mi sono sposato…”. “Con chi?”. “E’ una persona che tu conosci?”. “Ma è di una intelligenza e bellezza mozzafiato…”. Silvano Cardellini aveva una penna precisa, semplice, elegante e non meno che originale. Da esportazione. Da grande giornale nazionale: Corriere della sera, Repubblica, Stampa. Ma aveva scelto di raccontare Rimini. Vestiva un po’ così, ma aveva una collezione di cravatte Marinella, che amava raccontare con pudore agli amici. Un grande riminese che arrivava da Saludecio… culla di intelligenza viva ed eleganza.
‘Rimini, una botta d’orgoglio’ è il titolo della campagna di comunicazione
Trecento
‘Una botta d’orgoglio’
Nel racconto, che miscela cronaca conosciuta e aneddoti deliziosi, definisce il paesaggio urbano e umano di una città unica perché sempre e comunque sotto i riflettori. Memorabile il finale: ‘Siamo grandi, siamo forti. Ce lo dicessimo, ogni tanto, e lo dicessimo a Roma o Bologna o Bruxelles sarebbe tutta un’altra musica. Ma non lo diciamo. E così continuiamo a tenerci ben stretti certi problemi (la viabilità, questo e quello) e a litigare fra di noi. A noi, però, basta ed avanza che milioni di italiani ci portino nel loro cuore o quell’angolo della mente dove ti rifugi quando hai bisogno di un secondo di tregua, una pausa felice, un ricordo confortante (…. ). Sembra un caramelloso carosello propagandistico da fare quasi schifo. Ma noi ci possiamo permettere anche quello. Siamo stati i primi ad approdare in tv con uno spot promozionale per dire che Rimini è sempre Rimini. Uno spot ad una manciata di secondi dalle ore 20. Poi andava in onda il tg. Era la presunzione (infondata?) di dire: noi siamo l’isola vostra della bella vita, la vostra terra promessa, adesso vi raccontano l’altra Italia.’.
La campagna di manifesti ‘Rimini, una botta d’orgoglio’ di luglio sarà accompagnata dalla riproposizione, sui canali social del Comune di Rimini, di una selezione di 8 articoli scritti da Silvano Cardellini, a cura della Biblioteca Gambalunga: solo un piccolo saggio di una produzione impressionante di centinaia di pezzi scritti in una lunga carriera iniziata da giovanissimo e proseguita fino alla fine con passione, competenza, rigore.
‘Questa insolita campagna di comunicazione estiva – è il commento dell’amministrazione comunale di Rimini- vuole essere
La Raccolta Cardellini nella Biblioteca Gambalunga
Silvano Cardellini, vent’anni dopo
La Raccolta Silvano Cardellini della Biblioteca civica Gambalunga: migliaia di articoli per raccontare una città che cambia
A vent’anni dalla scomparsa di Silvano Cardellini, la Biblioteca civica Gambalunga conserva una delle testimonianze più ricche e vive della storia recente di Rimini: la Raccolta Silvano Cardellini, un archivio di articoli giornalistici che attraversa oltre quarant’anni di attività.
L’archivio, donato alla Biblioteca Gambalunga dalla moglie Anna Tonelli, contiene 13.746 articoli – solo una parte della copiosa produzione del cronista scomparso, tra articoli, serie e interventi pubblicati su diverse testate.
Dietro questo numero si cela un patrimonio complesso: migliaia di articoli effettivamente prodotti, spesso organizzati in più puntate e cicli di approfondimento, che restituiscono non solo una produzione quantitativamente imponente, ma anche un metodo di lavoro rigoroso e continuo.
Dal primo articolo, firmato il 10 luglio 1966 su Il Corso, fino agli ultimi interventi del 2006, pochi giorni prima della scomparsa, il fondo documenta una presenza costante nella vita pubblica della città. Una città osservata giorno per giorno. Scorrere i titoli degli articoli conservati in Gambalunga significa attraversare la storia di Rimini nel suo farsi quotidiano. “Rimini 10 anni indietro”, “Una città ‘sorda’”, “Rimini: quale turismo nel 1978?”, “Rimini come Las Vegas”: sono solo alcune delle tracce che restituiscono un racconto continuo, senza soluzione di continuità, della città e delle sue trasformazioni. La Raccolta documenta: il dibattito sull’urbanistica e sullo sviluppo; la nascita di nuove istituzioni e servizi; i conflitti politici e le scelte amministrative e le grandi questioni identitarie. In queste pagine, Rimini appare non come sfondo, ma come protagonista: una città interrogata, spesso criticata, ma sempre seguita con attenzione e partecipazione.
Tra i filoni più consistenti del fondo emerge con forza il tema del turismo, vero motore economico e culturale del territorio. “Il turismo dove va?”, “Turismo in crisi”, “Una nuova economia turistica”, “Come differenziare l’offerta”, “Molti arrivi ma soggiorni più brevi”: i titoli testimoniano una riflessione costante, attenta alle trasformazioni del settore e alle sue criticità. Cardellini osserva il turismo: come sistema economico; come fenomeno sociale e come elemento identitario.
Accanto al turismo, un altro tema ricorrente è la spiaggia, spazio simbolico e insieme concreto:
“La spiaggia dei giovani”, “Non si fa turismo senza la spiaggia”, “La spiaggia s’infuoca”.
Attraverso questi titoli emerge una lettura multilivello: la spiaggia come luogo di lavoro, come risorsa ambientale, come terreno di confronto politico.
Un giornalismo fatto di continuità: la struttura stessa della Raccolta rivela una caratteristica fondamentale del lavoro di Cardellini: la dimensione seriale. Molti articoli sono organizzati in:
prima e seconda parte; cicli di inchieste e approfondimenti a puntate. Questa modalità restituisce un giornalismo non episodico, ma costruito nel tempo, capace di seguire i processi – dall’evoluzione del turismo alle trasformazioni urbanistiche, dalle dinamiche politiche ai cambiamenti sociali.
Non si tratta di una cronaca che registra l’evento, ma di una scrittura che lo accompagna, lo analizza, lo mette in discussione.
Pur profondamente radicato a Rimini, la Raccolta testimonia anche una curiosità ampia:
cultura, spettacolo, religione, politica internazionale trovano spazio accanto alla cronaca locale.
“Addio Walt Disney”, “Lettera aperta ai Beatles”, “Martin Lutero”: sono segnali di uno sguardo capace di collegare il locale al globale, la città al mondo.
La Raccolta Silvano Cardellini, conservata e resa consultabile dalla Biblioteca Gambalunga, rappresenta oggi una risorsa unica per la conoscenza della storia recente di Rimini e della Riviera.
A vent’anni dalla scomparsa di Silvano Cardellini, questa raccolta continua a svolgere una funzione essenziale: mantenere vivo un dialogo tra passato e presente. Perché, anche soltanto sfogliando i titoli, si riconosce una voce che ancora interroga, critica, racconta e che, attraverso la Raccolta della Gambalunga, continua a parlare alla città.












