Emilia Romagna, il giugno più caldo di sempre. Musei, biblioteche, aree verdi e spazi civici come ambienti protetti e ‘Oasi Climatiche’.
Estati sempre più calde nelle città, in Emilia-Romagna e ovunque nel mondo. Cosa succede quando le ondate di calore, effetto del cambiamento climatico, producono un innalzamento delle temperature anomalo e prolungato?
La salute delle persone, soprattutto quelle più fragili, è a rischio e la presenza di rifugi climatici – come biblioteche, musei, spazi civici, parchi, aree verdi ombreggiate – presenti nelle aree urbane può costituire una valida risposta per chi necessita di un luogo fresco in cui trascorrere le ore più calde.
Inoltre, per dare sollievo dalle ondate di calore, contrastare la solitudine e tutelare la popolazione – soprattutto gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche – la Regione Emilia-Romagna ha avviato il progetto sperimentale “Oasi climatiche”.
Si parla di questo nella prima puntata di ‘Cambia il Clima’, il podcast del Forum permanente per i cambiamenti climatici della Regione Emilia-Romagna on line da oggi su Spreaker, Spotify e sul portale della Regione.
Il podcast, condotto dal giornalista ed esperto di Politiche per il clima, Emanuele Bompan, affronta in quattro episodi altrettanti temi legati alla transizione ecologica, alla mitigazione delle emissioni e alle strategie di adattamento grazie all’intervento di un esperto dell’argomento.
Nella prima puntata, dal titolo ‘Le Oasi Climatiche’, parla l’epidemiologa della Regione Emilia-Romagna e responsabile del progetto Oasi Climatiche, Paola Angelini.
Il progetto Oasi Climatiche
Avviato nel 2025, il progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Arpae, si inserisce nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione e nello specifico all’interno del programma “Ambiente clima e salute”. A seguito della definizione di una serie di indicatori, il progetto è partito da un’approfondita analisi del territorio sotto il profilo climatico, socio-sanitario e demografico condotta dalla Regione e da Arpae per individuare, attraverso specifiche mappe, le aree urbane maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore e caratterizzate da maggiori fragilità sociali e sanitarie. Sulla base di questa analisi sono così state sperimentate le prime “Oasi climatiche”, luoghi di riparo dall’afa estiva e che promuovono anche attività di informazione, incontro e animazione rivolte alla popolazione.
Al progetto partecipano quattro città pilota e tre Aziende sanitarie locali: si tratta di Ausl e Comune di Bologna, Ausl e Comune di Reggio Emilia, Comune di Ravenna, Comune di Rimini e Ausl Romagna.












