di Chiara Mazzavillani
MACERIE DI CARTA
Tra le macerie della mano
mutilata,
l’unico dito risparmiato
s’infila in una tasca
per scacciare le mosche;
io ho detestato la mia salvezza
perché ha reso di nuovo
il ronzio nel battito:
menomale furono anestetizzate
tutte le fitte del mio cuore
davanti a poesie bombardate…
Invece ora,
piango ancora disperata.











