Cattolica. Piazza Micucci, inaugurazione della statua del “Murè” (il “bocia” sui pescherecci)
Appuntamento il 20 luglio alle 19, alla presenza della sindaca Franca Foronchi. Al basamento è collocata anche una targa nel cui angolo in alto sulla destra c’è anche il QR code in lingua italiana ed inglese, realizzato dal Museo della Regina di Cattolica.
In memoria dei piccoli lavoratori del mare, il Gruppo “Amici del Mare” costituito da un rilevante numero di privati cittadini, pubblici esercenti e varie associazioni di categoria, ha commissionato una scultura in bronzo, unica nel suo genere, raffigurante il Muré. L’opera, dello scultore Nicolò Lorenzi è collocata al porto di Cattolica.
Muré
Nella carriera di un marinaio, fino al raggiungimento della qualifica di “parone” (ossia capobarca), l’apprendistato iniziava con la pratica di navigazione in età molto giovane, dieci anni secondo il codice in vigore nello Stato Pontificio, confermato poi anche dopo l’Unificazione d’Italia. L’età sale poi a 14 anni in tempi più recenti. In realtà, in antico era consuetudine accogliere a bordo le prestazioni dei fanciulli già all’età di 7/8 anni, dando loro mansioni di servizio minimali e molto umili (pulizia della coperta, preparazione dell’attrezzatura, sistemazione delle stoviglie per il rancio e conseguente pulizia dopo l’uso, ‘suonare le reste’, aiuto nella cernita del pescato, e finanche accendere la pipa per i membri più anziani dell’equipaggio). Altro compito assegnato al fanciullo di bordo era il ruolo di guardiano dell’imbarcazione con la sua permanenza sulla barca anche di notte e l’obbligo, in caso di violenta, repentina perturbazione meteorologica, o altri possibili sinistri e impedimenti, di correre ad allertare i componenti dell’equipaggio presso le loro abitazioni per cercare soccorso. Il piccolo dell’equipaggio, al suo imbarco inizialmente percepiva solo la ‘quartarola’, ossia un quarto della parte della paga spettante ad ogni singolo marinaio. Questa sua remunerazione poi saliva con l’esperienza acquisita a bordo e il grado di apprendimento del mestiere, oltre che con la crescita fisica. Il ragazzo passava così alla retribuzione di ‘due quartarole’, poi di “tre quartarole”, prima di raggiungere la paga di una parte intera.
Diverse sono le informazioni storiche restituite anche dalla tradizione orale che, unitamente all’esito dell’indagine condotta per i secoli passati (secc. XVIII-XIX), permette la stesura e pubblicazione di una monografica specifica, anche con interessanti apporti bibliografici, archivistici e iconografici sulla figura del muré e sul significato di questo appellativo.














