di Corrado Torriani
San Giovanni in Marignano. Da Peli, l’eccellenza dei piatti della tradizione.
Nei primi anni ‘60 giocavo a calcio nella “Camomilla Marciana” di San Giovanni in Marignano. Io ero il capitano soprannominato Bomba. Dopo la partita, spesso e volentieri si vinceva con il Cattolica il derby, con S. Marino l’inno nazionale, il Savignano col campo della fiera come terreno di gioco, con i fratelli Gabellini, il bomber Mario Bagatti, il figlio del fotografo, in porta Sandro il fabbro, e da Pian Ventena Dodo, l’uomo dai 4 polmoni. Senza parlare degli stranieri io, Renelli Renzo e Luciano da Tavullia, Marzali da Mantova titolare del Hotel London, fotografo ufficiale il tavulliese Gessi Gino, d’estate fotografo di spiaggia, allenatore l’ex calciatore Pensalfini, vice Romani sponsor della Camomilla; mancava Giorgio Macchiavelli. Si andava da Peli dove la mamma era veramente famosa per piadine, formaggio e pomodori arrosto. Il mio amico Luciano che prese il posto da ala titolare, era solito chiedere un po’ di formaggio, ma lui si mangiava da solo uno intero pecorino. Le stelle erano i fratelli Gabellini, potenza, estro e senso del gol. Poi il figlio di Calciotti il fotografo, un marcantonio di 2 metri, fece la fuga fino a Cattolica a nuoto, un vero poliedrico campione, fece la granfondo in bici, Rimini-Roma e la moglie lo aspettava in quel di Perugia. Ciao campione!
Da parte mia ricordo le partite con il Cattolica, con il Coriano. Peli si è adattato ai tempi, la cucina sempre ben curata nelle novità senza scordare le ricette della nonna. Tutto buono e prezzi abbordabili. Il locale si trova all’uscita di San. Giovanni verso Morciano, davanti alle nuove scuole, un posto che merita di essere conosciuto. Nella logica del tempo anche le persone strada facendo sono salite in cielo, per l’età o perchè la vita tal volta serve pane immangiabile.
Così è stato anche con la famiglia Peli, oggi la famiglia Peli è certamente ridotta, in particolare il fratello, è andato lassù ma il ristorante va avanti, deve andare avanti. Ripeto che la maturità è: non dimenticare il passato e gli eccessi delle cucine straniere che sono sorte anche nel nostro paese. Non sempre le novità in cucina vanno di pari passo con il nostro palato, con le nostre aspettative.
Le tagliatelle della nonna con i piselli, la piadina con i gratinati, il pollo in pancetta, sono e saranno, per noi, autentici quadri d’autore firmati ieri come oggi Peli. Il tutto viene affiancato da vino rosso e dall’immancabile piadina!
Non mi sono certamente dimentico della persona che ci cuocevano le prime piadine. Siamo agli albori del 1960, il turismo in riviera era esploso, la corsa verso il mare era all’ordine del giorno perchè oltre al mare, alle prime straniere con la minigonna, voleva dire anche più lavoro.
La signora, di cui di certo non scordo il nome, Filomena era, la mamma, l’ideatrice, la prima, diciamo, imitatrice di certi veli. Un ricordo ricorrente ed un’ammissione c’è! Quella di non aver sofferto la fame…
Posso dire grazie! Peli è come l’albero delle ciliegie, se vai, certamente ritorni. Non si dimentica proprio. Nella stanza d’attesa non passa inosservata una vera mostra fotografica con dedica. Sono in tanti i clienti che entrati hanno visto, foto di camerieri, nei ritratti.
Se come si dice in Romagna, la cena dei fiuli porta a spasso il cielo, posso tranquillamente dirti che la cucina vera, si trova da Peli. Per ritrovare la natura, la qualità nella tradizione! La cucina i piatti tipici di ieri e di oggi, si riscoprono. Il cibo è la prerogativa del ristorante e profuma sempre di terra e di mani. Ieri e oggi, ti fa ricordare un passato, ma anche sperare per un futuro migliore.











