Da Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
Sono due minorenni uno di 16 e uno di 17 anni i ragazzi accusati di tentato omicidio nei confronti di persone in bicicletta e in motorino. Hanno confessato dicendo che hanno agito per divertimento, per superare la noia. Giustificazione paradossale. C’è proprio questo senso di noia e la mancanza della consapevolezza della gravità dei gesti commessi. Giovani di buona famiglia, fatto che testimonia come non c’entra l’agio piuttosto questi gesti sono il simbolo di ragazzi che probabilmente hanno una grande sofferenza interiore e reagiscono in
maniera spropositata. Resta il fatto che si meritano di essere puniti con l’accusa di tentato omicidio.










