Addio a Lia Magnani, regina della ristorazione riccionese. Insieme al marito Walter (per tutti Orfeo) hanno creato il mito Trampolines. Se n’è andata il 27 ottobre. Aveva 89 anni. Lascia l’amatissimo consorte (ricambiatissima) e cinque figli: Cristina, Andrea, Alberto, Alessandro e Antonio. Doveva pubblicare un libro di favole per i nipoti, ma non c’è stato il tempo. Alcuni anni fa ha pubblicato un libro di ricette: un capolavoro. Erano poi quelle del suo ristorante pizzeria “Trampolines”, uno dei locali cha ha fatto la storia di Riccione e della riviera romagnola.
– “Siediti con noi che ti facciamo assaggiare i nostri spiedini. Senti che pizza… Che dici?”. Così Lia Magnani, moglie geniale di quel genio di Walter Scarponi, accoglie gli amici che li passano a trovare. Si sta parlando dell’anima del “Trampolines”, Lia Magnani. Il locale sul lungomare nasce nel 1963 come luogo di divertimento (i trampoli avanzi delle Olimpiadi di Roma 1960). Accanto alle reti, il chiosco di bibite anno dopo anno si allarga con i panini, la piadina, la pizza. Infine la ristorazione. E’ una delle istituzioni eno-gastronomiche della riviera romagnola, grazie al lavoro e all’arte di sapersi far volere bene. Per Lia e Walter i clienti sono amici; il personale, preziosi collaboratori.
La Lia ha un animo gentile. Scrive poesie e racconti. Per decenni è stata la signora della cucina. Racconta: “Non nasco come cuoca, ho messo in tavola i piatti che mi aveva insegnato mia madre, rivisitandoli e migliorandoli col tempo. La cucina, oltre ad essere bontà degli ingredienti e capacità tecnica, è anche passione ed amore”.
Questa passione e quest’amore sono stati messi nero su bianco in un bel libro dal titolo: “Farina del mio sacco”. Sottotitolo: “Ricordi e ricette” (180 pagine, impreziosito da illustrazioni a colore). Uscito nel 2010, regalato ad amici e clienti (molto apprezzato dal cantante Gianni Morandi) Lia lo dedica: “A tutti i mie nipoti”.
Scrive la signora Lia: “Dopo tanto pensare e ricordare, immergendomi nel piccolo mondo di quando ero bambina, mi è venuto fuori questo libro di ricette e ricordi. Le cose che ho scritto sono vere, sono uscite da dentro il mio cuore, come se le avessi vissute ieri. Quante cose sono cambiate in questi ultimi 100 anni! Io in gran parte c’ero e ho vissuto intensamente questo periodo trascinata dagli eventi. Bene, ne sono contenta e in parte soddisfatta. Inizialmente il libro era stato pensato per trasmettere ai miei figli, ma soprattutto ai miei nipoti, le mie esperienze di vita. Odori, sapori, atmosfere di un tempo passato, di un mondo quasi perduto. Poi mio marito, uomo di pensiero e di azione, attento ai cambiamenti di una cittadina sempre in divenire come è Riccione (…)”.
Ricordi e ricette scrive Lia. Infatti, accanto ad ogni pagina che ti insegnano a cucinare con l’anima, si narra un frammento di vita di Lia. Si inizia con il pane. Lia: “Pasticciare con la farina mi è sempre piaciuto. Era una giornata grigia e piovosa. Nella stufa bruciava piano un ciocco di legna. La mamma era andata da una vicina a provare un vestito (…)”. La piccola Lia fa le polpette… “Quando le polpette furono a mio avviso cotte, ne mangiai una e poi subito dopo un’altra. Erano venute proprio buone. Ne mangiai un’altra e quasi a malincuore ne lasciai una alla mamma. Quando la mamma arrivò, non capiva come mai in casa ci fosse quel profumo di pane. Io tutta orgogliosa le feci vedere la polpettina rimasta e gliela diedi. Nei suoi occhi c’era meraviglia e dispiacere, divennero lucidi. Mi misi a piangere e le promisi di non farlo più. Avevo sei anni, era il 1943. Capii tutto molto più tardi”.
Questi ricordi dell’infanzia si intrecciano alle sue straordinarie ricette che hanno costruito l’offerta turistica riccionese attraverso il Trampolines. Accanto alla ricetta sulla “Saraghina o sardoncini alla piastra”, i ricordi: “Questo magnifico e umile pesce azzurro da sempre troneggia sulla mensa dei poveri. Io lo vorrei chiamare la ‘Reginella dell’Adriatico’, non solo per la sua bontà, ma anche per la facilità con cui si può cucinare e mangiare”.
Quanto sopra raccontati, con la profonda umanità della Lia, sanno toccare le corde dei sentimenti.
Venerdì 30 ottobre Veglia di Preghiera alle ore 20,30 in Chiesa (V.le Diaz).
I funerali sabato 31 ottobre alle 10 presso la Chiesa Nuova San Martino (Viale Diaz) di Riccione











