San Clemente. 4 Novembre tra memoria, democrazia e gratitudine alle Forze Armate.
La sindaca Mirna Cecchini, la giunta e il consiglio comunale insieme alle autorità, alle associazioni e alle scuole per la deposizione delle corone d’alloro al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e alla stele in ricordo dei Martiri di Nassiriya.
esta dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Doppio momento celebrativo a San Clemente e Sant’Andrea in Casale alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato locale, nonché dei giovanissimi studenti delle scuole accompagnati dai rispettivi insegnanti. La Sindaca Mirna Cecchini, i componenti della Giunta e del Consiglio comunale hanno partecipato a entrambe le cerimonie e alla deposizione delle corone d’alloro: la prima al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, nel borgo storico di San Clemente; la seconda alla stele eretta in memoria dei Martiri di Nassiriya. Qui, oltre alle istituzioni e ai referenti delle Forze Armate, hanno presenziato i vertici dell’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Morciano-San Clemente.
Di seguito i punti salienti dei messaggi pronunciati dalla Sindaca Mirna Cecchini nelle due tappe commemorative.
In memoria dei Caduti di tutte le Guerre
«Davanti a questo monumento, simbolo della storia che ci ha feriti, rivolgiamo il pensiero a quanti hanno lottato per la nostra libertà e democrazia. Il nostro dovere morale e civile è tributare il dovuto rispetto a tutti i caduti, militari e civili, delle due guerre mondiali che hanno insanguinato il nostro Paese. La memoria è una dote essenziale e irrinunciabile, un muscolo della coscienza da allenare quotidianamente. Solo attraverso di essa manteniamo saldi i principi dei padri della Repubblica e della nostra Carta Costituzionale. La democrazia è il dono più grande; va difesa sempre e non si baratta a nessun prezzo. A voi ragazzi affidiamo il futuro processo di crescita: un cammino verso orizzonti di solidarietà e giustizia sociale».
In memoria dei Martiri di Nassiriya
«Ci stringiamo qui, davanti a una stele che è il custode silenzioso di un dolore che non si spegne nonché dell’amore per la vita e per la libertà. Il monumento evoca una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese: la strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui tanti servitori dello Stato hanno perso la vita per portare pace e difendere i diritti umani. Non ricordiamo soltanto una lista di nomi: ricordiamo padri, madri, figli e colleghi la cui unica colpa è stata credere in un mondo più giusto. La pace non è una conquista scontata, ma un bene fragile; preservato con l’impegno quotidiano. Alle giovani generazioni affidiamo la custodia della memoria collettiva: la violenza non è mai la soluzione e i ponti della fratellanza si edificano solamente con il dialogo, le istituzioni e il rispetto reciproco».












