• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
mercoledì, Marzo 11, 2026
27 °c
Rimini
27 ° Mar
27 ° Mer
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home In primo piano

Misano Adriatico. Moda: Lorenzo Serafini, una pagina sul prestigioso “Corriere della sera”

Redazione di Redazione
9 Novembre 2025
in In primo piano, Misano
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
A A
Lorenzo Serafini

Lorenzo Serafini

Misano Adriatico. Moda: Lorenzo Serafini, una pagina sul prestigioso quotidiano “Corriere della sera” dell’8 novembre.

Titolo: “Lorenzo Serafini, l’ultimo romantico. Il designer di Alberta Ferretti si racconta: «Il futuro? Fare meglio con meno».

Ecco l’intervista completa sul misanese.

Lorenzo Serafini è da poco più di un anno alla direzione creativa di Alberta Ferretti. Chiunque lo incontri finisce con il pensare (e scrivere) di avere davanti l’ultimo dei romantici. Oggi più che mai ascoltandolo parlare di sentimenti, fiducia e futuro, di fronte a un mercato così difficile. È della scorsa settimana la notizia della chiusura della storica boutique Ferretti in via Condotti a Roma in linea con il piano di ristrutturazione avviato.
«La creatività vive inevitabilmente dentro un contesto di apprensione —premette —. I budget si restringono, i tempi si accorciano, e ogni ora in più “costa”. Non puoi più permetterti di dedicare mesi a un capo. Eppure io credo che la risposta sia sempre quella: lavorare con ancora più creatività. E avere fiducia. Non possiamo essere pessimisti».
Dove «aggrapparsi»?

Dove «aggrapparsi»?
«Le idee sono preziose. A volte arrivano di getto, spontanee, altre hanno bisogno di tempo, di gestazione. Ma poi bisogna incanalarle nella realtà: noi non facciamo alta moda, facciamo abiti pensati per una donna reale, che possa comprarli, viverli. Ma il tempo è anche la cosa più difficile da gestire: scorre più veloce di prima. Tutto è cadenzato: vivi in una corsa perenne. E quando provi a fermarti, ti senti in colpa. Eppure il tempo per osservare, riflettere, lasciarsi ispirare è fondamentale».
Oggi però sembra esserci anche una certa paura tra i designer e la creatività pare sempre «trattenuta».
«Sì, la sento. È inconscia, ma reale. Sbagliare una collezione oggi è pericolosissimo: può compromettere molto. Anche se facciamo finta che sia solo “il solito processo creativo”, la verità è che la posta in gioco è alta».

 

Poi c’è la responsabilità di portare avanti il nome di qualcun altro. Quanto pesa?
«All’inizio molto. Volevo compiacere Alberta, renderla orgogliosa, mantenere la continuità con il suo linguaggio. Immagino quanto possa essere difficile per un fondatore vedere il proprio nome evolvere in qualcosa di diverso. Ma poi, con il tempo, ho sentito il progetto mio, in modo organico. Aggiungo che Alberta è una delle persone più intelligenti e generose che conosca. Dal primo giorno non si è mai intromessa. Mi ha detto: “Non voglio vedere nulla, voglio che tu sia libero.” È un gesto di grande forza».
Un grande rispetto.
«È nel mio carattere. Non sono mai stato disruptive per principio. Ho sempre cercato di dialogare con l’identità di chi mi accoglieva. L’heritage è guida, non limite».
«Rispetto» è anche il termine che usa sempre quando racconta la sua moda.
«Il mio lavoro nasce dal rispetto per la donna a cui mi rivolgo. Non posso “tagliare” sui valori o sulla dedizione verso chi sceglie un mio abito. Il mio amore per la moda è nato guardando i grandi: Ferré, Valentino, Versace, Armani. Il loro intento era rendere la donna più bella. È sempre stato anche il mio. Credo che la forza stia nell’esprimere la propria sensibilità, non nel nasconderla. Gentilezza e grazia sono forme di coraggio».

 

Franca Sozzani diceva che «il desiderio è un piccolo sogno». Vale ancora?
«Assolutamente. Ma oggi è più difficile generarlo. L’overproduction ha ucciso il desiderio: troppe collezioni, troppe cose. Quando tutto è tanto, non hai più fame. E poi l’aumento dei prezzi ha complicato tutto. Pensare che il savoir faire italiano possa essere replicato nel mass market è un errore e un orrore. Io credo che l’unica strada sia fare meglio, con meno».
In effetti oggi alcuni brand, come Saint Laurent, propongono poche silhouette, pochi tessuti…
«Esatto. È un ritorno all’essenza: restringere, invece di ampliare. Creare un’identità riconoscibile con meno elementi. È una lezione di stile e anche di desiderio».
Eccolo «l’ultimo dei romantici». Le piace questa definizione?
«Molto. Mi rappresenta. Io metto sempre un piano sentimentale in tutto: nei rapporti, negli oggetti, nei luoghi. Ho un legame emotivo fortissimo con ciò che mi circonda. E nella natura trovo sempre le mie risposte. Il mio rifugio è una casa in collina, a Misano Monte. Quando sono lì, mi rigenero: capisci che molte delle sovrastrutture che creiamo non servono davvero. Poi ci sono i viaggi che mi fanno sentire libero».

Emanuela Fanelli in Alberta Ferretti di Lorenzo Serafini

Veste da Emanuela Fanelli a Beyoncé: com’è possibile?
«Mi piace l’idea che una mia collezione possa parlare tanto a una trentenne quanto a una sessantenne. Quando invece lavoro con una personalità precisa, come una star, cerco il dialogo: non voglio sovrastarla, ma valorizzarla. È una sfida stimolante. Oggi la rigidità non serve».
La soddisfazione e la delusione più grandi?
«Vedere una donna che indossa un mio abito. Mi capita per caso, al ristorante o in strada, e ogni volta è un’emozione fortissima. Ma nessuna grande delusione. Ho la fortuna di avere amici veri. Pochi, ma autentici. E questo mi fa sentire fortunato».
Il primo ricordo di moda?
«Una sfilata di Versace in televisione, fine anni ’80, in una puntata di Serata d’onore con Pippo Baudo. Avrò avuto 8 anni: rimasi folgorato. Ho capito subito che volevo essere lì».

 

Articolo precedente

Gabicce Mare. Gli amministratori incontrano i quartieri in novembre

Articolo seguente

Pesaro. Confindustria Pesaro Urbino: Massimo Cecchini eletto Presidente per il quadriennio 2025-2029. Impiega 500 dipendenti per un fatturato di 110 milioni

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Economia

Misano Adriatico. Turismo, promozione a Obereggen in Alto Adige

10 Marzo 2026
In primo piano

IAgen e referendum sulla Costituzione repubblicana

9 Marzo 2026
Focus

Misano Adriatico. Villaggio Argentina, 30 anni di storie straordinarie

9 Marzo 2026
Rattoppone in via Repubblica
Focus

Misano Adriatico. Quando l’asfalto abbruttisce la città… rattoppi al posto del porfido

6 Marzo 2026
Attualità

Misano Adriatico. Rosina, 100 anni di belle storie

6 Marzo 2026
In primo piano

Riccione. Prestigioso avvocato di Riccione vota no al referendum: “La Costituzione venne fatta dagli italiani migliori non si cambia a colpi di maggioranza”

5 Marzo 2026
Mauro Vanucci
Cultura

Misano Adriatico. Guerra, monologo di Mauro Vanucci “Sitembre de 44” al Villaggio Argentina il 27 marzo alle 21

5 Marzo 2026
Fumetti futuri festival 2026
Cultura

Fumetti Futuri 2026 | 20-21 Marzo 2026

5 Marzo 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente
Massimo Cecchini con Alessandra Baronciani

Pesaro. Confindustria Pesaro Urbino: Massimo Cecchini eletto Presidente per il quadriennio 2025-2029. Impiega 500 dipendenti per un fatturato di 110 milioni

Mario Celotti

Riccione. Scuola alberghiera Ial, incontro studio didattico per conoscere le acque minerali. Appuntamento il 24 e 25 novembre, dalle 9.30 alle 17.30

Riccardo III

Pesaro. Teatro Sperimentale, l'attualità del Riccardo III... Io e Natascia

Teatro Mariani di Sant’Agata Feltria, 14 novembre spettacolo emozionale

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • San Giovanni in Marignano. “Musica per la Vita”: grande successo in memoria di Barbara Bonfiglioli a sostegno dello IOR 11 Marzo 2026
  • Riccione. Spazio Assiamica Eventi, incontro su “Dall’economia circolare al Rinascimento” con Alessandro Ligabue 11 Marzo 2026
  • Rimini. Museo della Città, Settimana Mondiale del Glaucoma (8–14 marzo) 11 Marzo 2026
  • Rimini Rimini aderisce Coalizione di città, porti, regioni e isole per la Missione europea Oceani e Acque 11 Marzo 2026
  • Rimini. Teatro Galli, Amadeus, ironia e disincanto di una moderna tragicommedia sull’invidia 11 Marzo 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-