di Chiara Mazzavillani
GLI SPOSI SOPRAVVISUTI
Brucia dentro, sottile,
un lieve odiare:
è lo sguardo esausto
che osserva la vita
scivolare accanto
a chi da anni detesta.
Un camminare al fianco di un volto
fatto ormai, ahimè, quotidianità.
Adesso è un groviglio di rovi, il cuore:
se come un tempo riappare
la voglia d’amare,
subito una spina trafigge nel profondo.
Sono due anime, queste,
cui il fato nega ogni unione.
Un solo pensiero spogliare le cose
della loro natura passata:
non nasce novità,
ma la noia soltanto.
Un viaggio continuo tra litigi
ricorda quanto la monotonia
sia senza via di fuga.
Possa quest’odio condurre all’apice
dell’amore:
allora sì che si negherebbe il divorzio,
col seno trafitto da un perenne amare
e la barba ingrigita dal desiderio
d’esser di nuovo curata dalla
odiata amante.











