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Gambettola. QUANDO I BUOI VESTIVANO A FESTA Una tradizione romagnola tra arte e fede

Redazione di Redazione
12 Gennaio 2026
in Cultura, Regione Emilia Romagna
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
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Da sinistra: Matteo, Giuseppe, Veronica e Riccardo Pascucci

Da sinistra: Matteo, Giuseppe, Veronica e Riccardo Pascucci

Gambettola. QUANDO I BUOI VESTIVANO A FESTA Una tradizione romagnola tra arte e fede.

Una mostra per celebrare la storia della Romagna contadina attraverso i manufatti della Stamperia Pascucci di Gambettola arricchita dalle fotografie di Pier Paolo Zani

 

“Quando i buoi vestivano a festa. Una tradizione romagnola tra arte e fede” è il titolo della mostra che rende omaggio alle radici della cultura popolare romagnola.
L’esposizione sarà allestita dal 17 gennaio al 1° febbraio 2026 presso il Centro Culturale Fellini di Gambettola, ed è organizzata e curata dalla Stamperia Pascucci di Gambettola in occasione dei 200 anni di attività (1826–2026).

L’esposizione racconta un capitolo significativo della storia contadina romagnola attraverso le coperte da buoi, drappi in canapa decorati a mano con la tradizionale stampa a ruggine. Manufatti di grande valore storico e simbolico, testimoniano un mondo in cui lavoro agricolo, devozione religiosa e senso della festa erano profondamente intrecciati, e rappresentano una delle espressioni più autentiche della cultura popolare del territorio. La mostra offre l’opportunità di riscoprire una tradizione oggi quasi scomparsa e il ruolo centrale della Stamperia Pascucci nella conservazione di questo sapere artigianale.

L’evento gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Gambettola ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. L’inaugurazione si terrà sabato 17 gennaio alle ore 15, alla presenza della famiglia Pascucci, dell’Amministrazione Comunale e del fotografo Pier Paolo Zani.

Nate tra il Settecento e l’Ottocento e tessute su telai domestici, le coperte da buoi avevano una funzione pratica e simbolica: proteggevano gli animali dal freddo durante fiere, mercati e processioni e al tempo stesso li adornavano con motivi legati alla vita rurale e alla fede popolare. Tra i soggetti più ricorrenti figurano Sant’Antonio Abate, galletti, spighe di grano, grappoli d’uva, tralci di vite e bordature geometriche, stampati nella tipica tonalità “ruggine” e in altre cromie naturali.

In Romagna queste coperte assumevano anche un valore magico-religioso. Si riteneva che le iconografie sacre, in particolare quelle di Sant’Antonio Abate spesso collocate agli angoli dei drappi, proteggessero il bestiame dall’invidia e dal malocchio, considerati causa di malattie o disgrazie nelle stalle.

Custode di questa tradizione è la Stamperia Pascucci di Gambettola, attiva da oltre due secoli. Nel tempo il laboratorio ha ampliato la propria produzione a tessuti d’arredo, tovaglie e tende da spiaggia, continuando a utilizzare la stampa a ruggine e conservando un patrimonio di oltre 6.000 stampi in legno. Tra questi, numerosi stampi dedicati a Sant’Antonio, dai più antichi a quelli moderni realizzati su richiesta di Riccardo Pascucci da artisti come Dario Fo, Tinin Mantegazza, Ilario Fioravanti, Tonino Guerra, Gianfranco Zavalloni e Vittorio Belli e tanti altri.

La mostra è arricchita da un video dedicato alla storia delle coperte da buoi della Stamperia Pascucci e dalle fotografie in bianco e nero di Pier Paolo Zani, tratte dal volume Rò e Bunì. Le coperte da buoi tra arte e fede (Pazzini Editore, 2004). Ad accogliere i visitatori, un grande Sant’Antonio in legno realizzato da Fiorenzo Montalti su disegno di Tinin Mantegazza.

La visita diventa così un percorso tra artigianato, arte, fede e memoria collettiva: ogni drappo racconta storie di lavoro nei campi, devozione e vita familiare, mentre le fotografie restituiscono immagini di un passato profondamente radicato nella cultura romagnola.

Durante il periodo espositivo, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo, saranno organizzate visite guidate per le scuole, con l’obiettivo di trasmettere e valorizzare la memoria collettiva del territorio.

«Questa mostra rappresenta per la nostra famiglia un momento di profonda emozione e di restituzione alla comunità – dichiarano Giuseppe e Riccardo Pascucci –. Le coperte da buoi raccontano le radici della nostra storia, intrecciata a quella della Romagna contadina. Inaugurare nel giorno di Sant’Antonio la rende ancora più significativa. Siamo inoltre molto soddisfatti dell’interesse dimostrato dalle scuole, con le quali abbiamo già avviato un dialogo».

Mentre Il Sindaco di Gambettola Eugenio Battistini e il Vice Sindaco con delega alla cultura Serena Zavalloni: “Riteniamo utile ringraziare la Stamperia Pascucci, che rappresenta un elemento distintivo ed identitario della nostra comunità. Grazie a quest’ulteriore iniziativa inserita nell’ambito della celebrazione dei 200 anni di attività, la Stamperia Pascucci dimostra di non essere solo un’azienda artistico-tradizionale che genera lavoro e sviluppo, ma anche un laboratorio culturale prezioso per il nostro territorio.”

La mostra sarà visitabile al sabato dalle 15 alle 19 e alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19                         durante la settimana visite guidate su appuntamento sia per le scuole che per gruppi

 

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