di Fosco Rocchetta
Domenica 12 aprile, confortata da una buona partecipazione di pubblico ed in particolare di
appassionati di motociclismo, si è svolta nelle vie centrali e prossime al mare di Misano Adriatico la
rievocazione storica delle corse effettuate nei primi anni ‘60 nel circuito cittadino della cittadina
romagnola. Una serie di gare che hanno anticipato di dieci anni i fasti mondiali dell’Autodromo di
Santa Monica, circuito poi dedicato al “Sic”, l’indimenticabile campione Marco Simoncelli. La
manifestazione, denominata “Memorial Mario Bertozzi ‘Pioz’, ha visto esibirsi in una gioiosa
passerella alcuni grandi piloti del passato come il tre volte campione del mondo, il riminese
Pierpaolo Bianchi ed il pesarese Eugenio Lazzarini. Ed ancora altri piloti del passato tra cui Gino
Tondo giunto da Lecce, per incontrare centauri ed amici, sempre con quell’ardore ed entusiasmo
che avevano caratterizzato la sua partecipazione alle gare del 1961 e 1963 prima a Misano e poi a
quelle della “Mototemporada Romagnola”. Per chi ama “è mutòr” è stata una giornata di festa, un
viaggio a ritroso in tempi “eroici” del motociclismo, in cui si correva per genuina passione in
pericolosi tracciati cittadini, ed in cui i concorrenti sfrecciavano a pochi metri dal pubblico. Al pari
di quanto avveniva in tutta Italia, la sicurezza di entrambi era limitata a poche balle di paglia
sistemate alla meglio lungo il tracciato. Il rombo dei motori dei principali marchi storici tra i quali
Ducati, M.V Agusta, Benelli, MotoBi, Morini, Gilera, Paton, Bianchi, Laverda, non poteva che
suscitare forti emozioni ed essere percepito come una “sinfonia” dai tantissimi amanti di uno sport
che da sempre vanta in Romagna una gloriosa tradizione risalente ai primi del Novecento. Il merito
del riuscitissimo evento sportivo va riconosciuto all’organizzazione rigorosa curata dai soci del
Moto Club Misano, sapientemente condotto dal presidente Duilio Damiani, col supporto logistico
del Comune di Misano Adriatico.

intervista i tre volte campioni del mondo Eugenio Lazzarini e
Pierpaolo Bianchi













