Mondaino. Palio del Daino, il prestigioso stilista-intellettuale Brunello Cucinelli in visita il 22 agosto. “Questa è la migliore festa d’Italia”, ha detto. In un colloquio con gli amici ha proseguito: “Cerchiamo di ripetere una cosa simile anche nella nostra rievocazione di Solomeo”.
Il legame tra Mondaino e Cucinelli è legato Gianluca Foresi ed a Solomeo, il borgo in provincia di Perugia, dove ha sede la sua azienda: uno dei massimi modelli imprenditoriali del Made in Italy. Dal 1978, dal nulla, ha creato un impero culturale ed economico fatto di cachemire. A Solomeo si tiene una rievocazione storica; Cucinelli ne è uno degli artefici. Attore, regista, direttore artistico, Gianluca Foresi da 25 anni è una delle attrazioni del Palio del Daino. Inoltre, è consulente artistico di Solomeo Rinascimentale e porta la sua professionalità in altre 60 rievocazioni italiane. In una chiacchierata con Cucinelli, gli dice che il Palio del Daino è una rievocazione assolutamente da vedere: tra il meglio in Italia. Grazie a tale spot, Brunello Cucinelli, insieme alla consorte e ad una quindicina di amici, è salito in Romagna. Ha visitato il borgo, si sono fermati a mangiare all’osteria della contrada Montebello. Poi, in piazza Maggiore, ha assistito in piedi con tra le dita l’amato sigaro lo spettacolo di Gianluca Foresi.
Si legge sulla pagina facebook del Palio: “E dopo aver passeggiato per le vie del borgo, tra Contrade, botteghe e festa, ci ha detto una cosa che ci fa un certo effetto: ‘Questa è la migliore festa d’Italia’.
Sono venuti da Solomeo apposta per poter partecipare al Palio. E noi, diciamolo, siamo parecchio orgogliosi.
Grazie per essere venuti a trovarci”. Era già stato al Palio una decennio fa.
Brunello Cucinelli è tra i massimi stilisti al mondo: “Il re del cachemire”, scrivono di lui. E porta la cultura italiana ovunque ed in modo diverso. Ad esempio, i suoi collaboratori ricevono in media il 30 per cento in più in busta paga. Acquista capannoni in disuso, li abbatte e ridiventano agricoli. Un giorno compra un capannone senza finestre, in pianura. Lo ristruttura e ci fa entrare il sole. Quando la luce è tutto. La frazione di Solomeo (Comune di Corciano) è di sua proprietà. Ha restaurato l’antico borgo in rovina sulla collina e lo ha trasformato in un’azienda-scuola diffusa. Inoltre, ci ha costruito un teatro ex novo. E tra il teatro ed il Riminese c’è un altro piccolo legame. Per l’inaugurazione, ci lavora un raffinato tecnico delle luci misanese, Nevio Cavina, che insegna a Venezia a stuole di studenti cinesi. Quando il futuro è di chi ha voglia di fare e studiare.
La sua umanità, come ama raccontare Cucinelli, ha come protagonista il babbo. Operaio, ogni giorno veniva umiliato e tornava a casa con gli occhi lucidi. La sua avventura imprenditoriale inizia per puro caso. Fino a quasi 25 anni, passava le giornate nei bar di Perugia a parlare delle piccole cose e dei massimi sistemi. Iscritto ad ingegneria, dà mezz’esame. Decide che è ora di guadagnarsi la pagnotta, da solo. In quegli anni, c’era il boom dei maglioncini colorati della Benetton. La sua idea è semplice e vincente: tingere il cachemire nei colori Benetton. La prima volta il tintore cerca di dissuaderlo: il cachemire si vende al naturale (oggi le collezioni Cucinelli prediligono le sfumature naturali delle lane). Ma Brunello Cucinelli insiste e l’artigiano gli fa anche credito.
Il secondo passo, non è meno importante, anzi, è il commerciale: sarà la sua mossa vincente. Va a vendere i maglioncini per ricchi non in Umbria, ma nei centri di un certo livello: Firenze, Cortina, Monaco di Baviera… Sarà l’inizio di un successo travolgente. Oggi, nel mondo, Cucinelli significa eleganza e qualità nel rispetto della dignità dell’uomo. Quando racconta di sé e del proprio lavoro, l’imprenditore umbro ama citare i filosofi, gli scrittori, gli intellettuali. Dante tra i più amati. Brunello Cucinelli conosce l’arte di ascoltare. Una volta, non gli viene l’idea buona da portare in fiera. Gliela suggerisce la signora delle pulizie del mattino: ricoprire col cachemire i palloni da calcio, che Cucinelli teneva in un angolo del proprio ufficio. Fu un’idea originale che fece centro. Brunello Cucinelli fattura ed esporta con crescita quasi ogni anno a doppia cifra. Nel 2025, ha realizzato ricavi per 1,4 miliardi di euro (140 milioni gli utili); l’estero vale l’85 per cento delle vendite. Dà del tu ai
grandi della terra e porta prestigio e lavoro a questo benedetto Paese. Essere venuto a Mondaino è motivo di orgoglio e poi quella riflessione riempie i cuori di coloro i quali rendono possibile la bellezza del Palio del Daino: circa 400 persone che ogni anno si migliorano.











