– John: “Babbo, mi piacerebbe aprire una pizzeria. Che cosa dici?”. “Te la compro io, ma la devi chiamare ‘Morciano Pizzeria’. Che dici?”. Questo locale si trova a Perth (Australia dell’ovest), una città piena di italiani, ma sempre meno che a Melbourne e Adelaide. Alle pareti di “Morciano Pizzeria” ci sono immagini del “Bina Bar” e di Morciano.
Il babbo si chiama Giuseppe Cavalli, morcianese di 70 anni ben portati che parla l’italiano con una profonda pronuncia inglese. Lascia Morciano quando ha sei anni, nel 1960; il babbo Edmondo e la mamma Eugenia Baratti, casa in via XXV Luglio, abbandonano l’Italia per emigrare a Melbourne. Durante il viaggio Edmondo si fa male, così optano per Perth, dove da anni viveva la sorella Gisella, sposata con un Forlani. Così da Perth non si sono più spostati.
Giuseppe ha due fratelli Amato e Valentina. Ricorda: “In casa in nostri genitori parlavano il dialetto, ma con noi figli solo l’italiano. Ed eravamo l’unica famiglia morcianese della città. Oggi, ci sono tanti romagnoli che vogliono vivere un’esperienza. Giuseppe è ritornato a Morciano la prima volta nel 2009 e subito decide che l’Italia e Morciano sono i posti giusti dove vivere.
“Mi dico – ricorda Giuseppe – che l’Italia e Morciano sono i luoghi ideali dove vivere. Qui è tutto troppo bello; si mangia da Dio. E poi a Morciano ho i parenti, i cugini, gli amici”.
Ritornerà in Italia in vacanza per la seconda volta nel 2019.
“Sono talmente legato a Morciano – continua Giuseppe – che ci sono tornato per vivere e per stare nella pace del cimitero, dove già riposano i miei genitori e mia sorella. Tutt’e tre hanno voluto essere seppelliti qui. E questo nonostante che chi lascia l’Australia non ha più diritto alla pensione. Ma a me poco importa: Spenderò i miei risparmi qui”.
Negli anni ha avuto tre mogli, sei figli e svolto una miriade di mestieri e vissuto 11 anni in nuova Zelanda. Ma Morciano è nel suo cuore. Il ritorno.
Qui per sempre.












