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Home Cultura

Riccione. Jazz, The trombone in the history of Jazz

Redazione di Redazione
6 Settembre 2026
in Cultura, Riccione
Tempo di lettura : 9 minuti necessari
A A

di Gianni Fabbri

 

Bravo Jazz… Old Man… looking in my life   (Tempus Fugit)

Mix: The trombone in the history of Jazz

È uno strumento musicale della famiglia degli ‘ottoni’, al pari della tromba.  Nato agli inizi del ‘900, fungeva da “contrabbasso a fiato”
nelle ‘Street Band’ di New Orleans.
Il debutto del trombone nel Jazz si ebbe pertanto con il Dixieland.
Da allora lo strumento si è evoluto fino a diventare una delle sezioni portanti nelle Big Band durante la ‘Swing Era’, ma anche un solista virtuoso nelle piccole formazioni.
L’evoluzione dello strumento attraversa diverse fasi.
* Dalle origini allo Swing: con la tecnica pionieristica nota come
                                                  ‘tailgate’ (linee di contrappunto ritmiche e sincopate) di Kid Ory, il trombone fungeva da legame tra la sezione ritmica e le sezioni melodiche.
Successivamente giganti come Jack Teagarden e Trummy Young
hanno sdoganato una tecnica più fluida ed espressiva.
* L’era del Be Bop: il leggendario J.J. Johnson ha rivoluzionato
                                    l’approccio allo strumento trasformandolo in una
sorta di arma agile e veloce, capace di fraseggi complessi e articolati, al pari di quelli del sassofono.
* Gli sviluppi moderni: si devono soprattutto a Bob Brookmeyer, a
                                            cui fecero seguito le sperimentazioni   
ultramoderne di Albert Mangelsdorff.

Ma… vediamoli, in ordine più o meno cronologico, questi “Signori” del trombone, limitando l’analisi ai più famosi, perché, partendo da New Orleans, sarebbero un esercito.

– Kid Ory
All’anagrafe Edouard Ory, in arte Kid, nasce nel 1886 e inizia
a suonare fin da piccolo con strumenti costruiti in casa.
All’età di 21 si trasferirà con una propria Band a New Orleans e da lì farà decollare il trombone secondo un registro moderno.
I brani iconici di Kid Ory: “Ory’s Creole Trombone”, “Savoy Blues”,
“Muskrat Ramble”, “Creole Song”.

– Jack Teagarden
                                All’anagrafe John Weldon Teagarden, in arte “Jack”, nasce nel 1905, ed è universalmente riconosciuto come il “Padre” fondatore del trombone jazz moderno; ha rivoluzionato lo strumento trasformandolo da mero accompagnamento ritmico a vero e proprio strumento solista e melodico. In pratica ha perfezionato l’opera che aveva già iniziato Kid Ory.
I suoi capolavori: “Stars Fell On Alabama”, “Basin Street Blues”,
“I Gotta Right To Sing The Blues”

– Trummy Young
                              All’anagrafe James Young, in arte “Trummy”, nasce nel 1912, è stato una altro innovatore dello strumento, ma anche cantante e compositore swing.
Ha collaborato a lungo con Louis Armstrong e gli “Hot Five”
I suoi brani indimenticabili: “Sweet Georgia Brown”,”Mack The Knife”
“Basin Street Blues”…

* Juan Tizol
Storico trombonista della Band di Duke Ellington.
Portoricano di nascita, un virtuoso del suo strumento, anche compositore, fece parte della sessione tromboni di Ellington per oltre 15 anni.
“Caravan”, una sua composizione, divenne una brano iconico della Big Band; “Perdido”, altra sua composizione, altro ‘standard jazz’ per tutte le band; “Pyramid”, altro suo capolavoro dalle sfumature esotiche.

* Tommy Dorsey
                              Uno dei più celebri trombonisti e band leader della
‘Swing Era’, noto per il suo suono vellutato e melodioso.
Mentore di Frank Sinatra, al quale insegnava come trattenere il respiro.
Insieme al fratello Jimmy, virtuoso di clarinetto e sax, istituì una delle Big Band più famose, la Dorsey Brothers Orchestra.
“I’m Getting Sentimental Over You”, “Marie”, “Opus One”, alcuni dei suoi brani iconici.

* Glenn Miller
Se uno dice trombone il pensiero corre subito a
Glenn Miller e ai suoi brani leggendari come “In The Mood”
“Moonlight Serenade”, “Pennsylvania 6-5000”.
Le leggendarie melodie della sua Orchestra hanno segnato la
‘Swing Era’ degli anni ‘40, e la storia della musica.

* J. J. Johnson
                           Il leader indiscusso del trombone nell’era Be Bop,
praticamente il Charlie Parker del trombone.
Ha letteralmente rivoluzionato il suo strumento, traducendo l’agilità e il fraseggio vertiginoso del Be Bop in una esecuzione impeccabile che stupiva gli ascoltatori.
Famoso anche il sodalizio che istituì con l’altro trombonista
Key Winding.
I suoi brani iconici: “Never Let Me Go”, “Angel Eyes”, “Undecided”,
“I Should Care”, “Chasing The Bird”…

* Key Winding
Non solo “spalla” di J. J. Johnson, sebbene il loro
sodalizio negli anni ‘50 abbia segnato la storia dello strumento, anche Winding è stato un pioniere del Be Bop, quindi non proprio “spalla” di Johnson, ma anche arrangiatore di talento e sperimentatore instancabile di sonorità.
Danese di origine, quando arrivò negli Stati Uniti, cominciò a suonare nelle Big Band di Stan Kenton e Benny Goodman.
“Time Is On My Side”, una ‘cover’ dei Rolling Stones e “More”, tema del Film “Mondo Cane” di Riz Ortolani, i sui pezzi più famosi.

Per rimanere al trombone come strumento, bisogna ricordare che la sezione dei tromboni, era l’elemento distintivo del “sound sinfonico”, della Big Band di Stan Kenton: ben cinque tromboni, mentre le altre orchestre ne contavano solo quattro.
Tant’è… The Four Freshmen, ad imitazione del sound di Kenton, imperniato sui cinque tromboni, incisero un album iconico:
“The Four Freshmen And 5 Trombones”, con arrangiamenti e direzione di Pete Rugolo, stretto collaboratore di Stan Kenton.
“Speak Low”, “Engel Eyes”, “You Stepped Out Of A Dream”, “Mam’selle”, alcuni dei brani che resero iconico l’album.

Oltre a Key Winding fecero parte della sessione di tromboni della Band di Kenton anche Frank Rosolino e Carl Fontana.

* Frank Rosolino
                             Come già scritto ha fatto parte della mitica sessione
di tromboni che distinse in modo inconfondibile il sound della Band di Stan Kenton – detto per inciso, la preferita di chi scrive -.
Straordinario virtuoso dello strumento, in particolare la velocità di esecuzione era il suo stilema.
“Stella By Starlight”, “23 Degrees North-82 Degrees West”,
“Bags And Baggage”, alcuni brani del repertorio della Band dove emerge il ‘solo’ di Frank Rosolino.

* Carl Fontana
                         Anche lui faceva parte dei cinque, noto sia per la sua
tecnica impeccabile, che per la velocità di esecuzione, a lui si deve il famoso “doodle tonguing”, un rapido ‘legato’, nonché articolazione del linguaggio, tipici del trombone.
Il brano più famoso in cui figura il ‘solo’ di Carl Fontana è…
“Polka Dots & Moonbeams”- Carl Fontana & Stan Kenton.

* Bob Fitzpatrick
                              Altro trombonista che ha fatto parte della sessione
dei 5, una colonna portante della Band, noto per le sue tecniche di prova, soprattutto all’alba, e il suono potente.
Ha influenzato generazioni di trombonisti.
“Fitz”, titolo del brano a lui dedicato in cui figura il suo ‘solo’.

Ma… veniamo ad altri trombonisti famosi come solisti.

* Bob Brookmeyer
                                 Uno dei più celebri trombonisti della storia del Jazz
Noto principalmente come virtuoso del trombone a ‘pistoni’ e per un ‘sound’ flautato – il preferito da chi scrive -, è stato anche un apprezzato pianista, arrangiatore e compositore.
Dopo aver collaborato con giganti come Coleman Hawkins,
Ben Webster, Charles Mingus, raggiunse la celebrità mondiale quando entrò nel Quartetto (Piano-less) di Gerry Mulligan, sostituendo Chet Baker.
“Misty”, “It Could Happen To You”, “The Way You Look Tonight”,
“I Got Rhythm”, alcuni dei suoi successi.

* Curtis Fuller
                        Maestro indiscusso del Jazz Hard Bop, noto per il suo
fraseggio caldo e brillante e per aver suonato in capolavori leggendari come “Blue Train” di John Coltrane.
Ha calcato più volte, con formazioni diverse, lo ‘Stage’ di
“Bravo Jazz”.
“Blue Train”, “Locomotion”, “I’m Old Fashioned”, “Lazy Bird”, tutti brani dall’Album di Coltrane.

* Angel Mangelsdorff
                                        Nato a Francoforte sul Meno nel 1928, è stato
uno dei più grandi musicisti jazz europeo, anche docente.
Al trombone lavorava principalmente nel Free Jazz, spesso in copia con il batterista olandese Han Bennink, un mezzo pazzoide che alle percussioni suonava di tutto.
“Trombirds”, il suo lavoro solista più acclamato, che consacra la tecnica della multifonia applicata al trombone;
“Trilogue”, registrato dal vivo a Berlino con due mostri sacri, il bassista Jaco Pastorius, il batterista Alphonse Mouzon.

Gli italiani:

* Dino Piana
Il pioniere del trombone jazz in Italia.
Uno dei principali protagonisti, insieme a Basso & Valdambrini,
dell’affermazione del Jazz italiano a livello internazionale.
Tra i migliori specialisti in Europa del trombone a ‘pistoni’, era dotato di un eccezionale senso dello swing, sia nei tempi lenti che in quelli svelti.
I suoi brani iconici: “Bones”, un lavoro discografico del 1979 registrato a Roma insieme a Key Winding, nientemeno, ritmica stellare: Enrico Pieranunzi, Giovanni Tommaso, Tullio De Piscopo;
“Al Gir Dal Bughi”, Album pubblicato dalle Ed.ni Parco della Musica,
una rilettura di ‘standard Jazz’ che evidenzia la straordinaria fluidità e il suo senso dello swing; “Jazz A Confronto”, altro Disco e altro punto cardine della sua carriera, inciso in collaborazione con
Oscar Valdambrini.

* Marcello Rosa
                            Anche compositore e arrangiatore, tra le figure più
importanti della scena jazzistica italiana.
Durante gli anni ‘60 entra a far parte della leggendaria
Roman New Orleans Jazz Band.
Continuerà a militare nei locali della capitale, dedicandosi però a
un Jazz più moderno.
Questi i suoi successi: “Toledo”, uno dei suoi brani più popolari e ascoltati, che mette in risalto il suo stile inconfondibile;
“Il Ladro Di Noccioline”, altra sua composizione brillante e swingante; “Friendship”, brano dell’omonimo album registrato con il clarinettista Tony Scott.

* Roberto Rossi
                            Riminese, nato nel 1962, uno dei più apprezzati
trombonisti jazz italiani, autore del noto metodo di studio
“Master in Trombone Jazz”, edito dalla Casa Ricordi.
Ha anche calcato più volte lo ‘Stage’ di “Bravo Jazz”.
“Albero Cromato”, una sua composizione, “Bossa To Criss”, un tributo al trombettista scomparso Marco Tamburini, “Monk &
Town Hall & More”, con la Lydian Sound Orchestra…
Questi tre suoi brani iconici.

* Mauro Ottolini
                             Polistrumentista, specialista negli ‘ottoni’, ma anche
compositore e arrangiatore, considerato uno dei più importanti musicisti italiani. Uno dei jazzisti più sperimentali, lavora sul ‘concettuale’ e sulla ricerca strumentale.
Chi scrive ha ascoltato Mauro Ottolini ‘live’ con i Quintorigo in concerto a Riccione, Palazzo del Turismo nel 2024.

* Gianluca Petrella
                                  Fra i primi trombonisti jazz a livello europeo.
Barese, nato nel 1975, figlio d’arte, ha vinto per due anni consecutivi (2006-2007) il celebre “Critics Poll” della rivista statunitense “Down Beat” nella categoria “Miglior artista emergente”.
Chi scrive ha avuto l’opportunità di ascoltarlo ‘live’ in Trio con
Enrico Rava e Stefano Bollani a Rimini, all’Arena Lido Darsena, il
25 Agosto 2020.
Album  “Trio 70’s” pubblicato nel 2016 da Petrella con il pianista e tastierista Michele Papadia e il batterista Stefano Tamborrino,
“Ja”, “Eternity”, “Inner Life”, “Can’t Wait To Learn”…
Alcuni dei successi.

P. S.
Annuncio Triste:
                                    A Jackson nel Mississippi è… volata
Over the Rainbow la cantante jazz Cassandra Wilson, aveva
70 anni.  Ora siede nell’Olimpo dei Grandi del Jazz, al fianco
della Musa Euterpe.
                                                                                 Bravo Jazz 2026

Keep calm and carry on!
#IORESTOLIBERO
#ORAINBARCA

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