Riccione. Marco Morosini, signor Brandina in mostra in viale Gramsci: “Homo homini lupus” il titolo.
Fotografo, artista, l’inventore del marchio Brandina è un raffinato fotografo ed artista; nel solco di uno dei suoi maestri: Oliviero Toscani
Dal 16 maggio al 4 ottobre la riflessione visiva dell’artista sulla condizione umana e sulle dinamiche di potere, in esposizione presso lo spazio MArCo (Morosini Arte Contemporanea), situato al primo piano di Bottega Brandina
in viale Gramsci 1. Apre al pubblico sabato 16 maggio.
Il progetto raccoglie l’eredità visiva dell’artista dal 1998 ai giorni nostri — partendo dal primo lavoro della serie “uominiuomini” fino al 2026 — in una sintesi di lavori distanti nel tempo che, riletti nel presente, si ricompongono in un unico discorso.
Ciò che era già presente allora nei segni, nei simboli e nelle immagini, si manifesta oggi come realtà compiuta attraverso un linguaggio visivo diretto e incisivo. Ne emerge una geografia in cui il rapporto tra le forze non è mai neutro, in un contesto caratterizzato da tensioni e dinamiche instabili, in cui anche i legami che dovrebbero unire si confrontano con la complessità del presente.
Attraverso simboli storici e contemporanei, Marco Morosini costruisce uno specchio etico del nostro tempo: l’individuo oscilla tra appartenenza e isolamento, mentre l’idea stessa di unione sopravvive in forme alterate, tra convivenze ed equilibri fragili.
La mostra resterà aperta dal 16 maggio al 4 ottobre e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12:30 e dalle 16 alle 19:30. L’ingresso è libero.
Sposato, una figlia, dice di sé: “Mi considero un essere che è stato creato per lavorare, ma lavorare non solo nel senso del lavoro, nel senso materiale delle cose, ma dell’operare, di progettare, di creare cose. Dalla mattina, ho un fuoco dentro che mi spinge e devo progettare o portare a termine dei progetti che ho iniziato. L’arte e il design sono la mia salvezza, perché nella quotidianità, nella banalità, nella serialità della vita contemporanea in cui spesso tutti ci troviamo immersi, il fatto di aver del tempo e dello spazio, delle energie da dedicare all’arte o al design è una cosa suprema. Quando mi metto lì, a progettare, nel silenzio, nella mia quiete, sono in un’altra dimensione, quella dimensione idilliaca che mi porta a creare e a essere un tutt’uno con quello che sto facendo”.
Marco Morosini è uscito dall’Isia di Urbino. Ed è stato allievo di Frabrica di Benetton.
Grafico e fotografo affermato con studio a Pesaro. Tra i suoi clienti il Museo Ferrari. Marco Morosini è salito con i colori delle borse Brandina sulle sacre tavole della ribalta. Le sue borse sono indistruttibili. Fatte con i fili delle brandine, cucite, sono rifinite in pelle. La sua lampadina nasce per puro caso nel 2007. La Provincia di Rimini nelle persone dell’assessore al Turismo cattolichino Massimo Gottifredi e del dirigente di settore, il riccionese Massimo Masini, gli commissionano un libro fotografico che racconta l’universo dei bagnini da Cattolica a Bellaria. La pubblicazione si intitola “Divi di Rimini”. Già autore di due libri con Electa-Mondadori (“Kosovars” e “No copyright”), Morosini ritorna dalla prestigiosa Electa “Il libro è bello – ricorda -, ma gli mancava un ‘che’. Non so come, penso di metterci una sovracoperta: le tele delle brandine con i caratteristici colori. Poi penso che sarebbe stato bello fare delle opere d’arte con questo materiale. Esporle a New York e abbinarci qualche oggettino dello stesso materiale nel book shop”. “Progetto la prima borsa – rievoca Morosini -. Ne faccio 500 esemplari. Le vado a vendere. Vanno a ruba”.
Da allora è un crescendo degno del miglior Rossini. Nel 2009, apre il primo negozio monomarca a Cattolica, nella centralissima via Bovio. Morosini, imprenditore: “Per far andare bene un’azienda si inizia dal non sciupare le risorse. Poi bisogna essere veloci, snelli ed efficaci. Le idee bisogna avere il coraggio di concretizzarle. Avere una direzione e menare lì. E fare tante ore, dalla mattina presto”.












