Rimini. Emma Petitti: “Mafie, l’appello dei sindaci è un grido d’allarme. La Regione è al loro fianco: guai ad abbassare la guardia”
«L’appello rivolto al Consiglio Superiore della Magistratura dai sindaci di tutti i capoluoghi dell’Emilia-Romagna rappresenta un atto di grande responsabilità istituzionale e politica. È una presa di posizione che condivido pienamente e che trova, giustamente, anche il convinto sostegno della Regione Emilia-Romagna espresso dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora alla Legalità Elena Mazzoni».
Lo afferma Emma Petitti, vice segretaria regionale del Partito Democratico e consigliera regionale dell’Emilia-Romagna.
«Mi colpisce però la scarsa attenzione che questa iniziativa ha ricevuto. Quasi fosse normale amministrazione. Non lo è affatto. Quando dieci sindaci, appartenenti a sensibilità politiche diverse, decidono insieme di rivolgersi al CSM per chiedere di non sottovalutare il radicamento delle mafie nel Nord Italia, stanno lanciando un forte grido d’allarme. Un richiamo che dovrebbe essere raccolto da tutte le istituzioni nazionali e dall’opinione pubblica».
«L’Emilia-Romagna ha conosciuto sulla propria pelle la capacità delle organizzazioni mafiose di infiltrarsi nell’economia legale, negli appalti, nel sistema imprenditoriale e finanziario. Il processo Aemilia, le sentenze definitive e le numerose inchieste degli ultimi anni hanno definitivamente dimostrato che la criminalità organizzata non è più un fenomeno confinato alle regioni tradizionalmente interessate, ma una realtà strutturata anche nel Centro-Nord».
Secondo Petitti, «proprio per questo sarebbe incomprensibile se l’esperienza maturata dai magistrati che operano nelle procure dell’Emilia-Romagna e del Nord non venisse adeguatamente valorizzata nei criteri di conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di riconoscere una realtà certificata dalla magistratura, dalla Commissione parlamentare Antimafia e dagli organismi investigativi».
«Condivido pienamente le parole del presidente de Pascale e dell’assessora Mazzoni quando affermano che il contrasto alla criminalità organizzata richiede strumenti adeguati, professionalità qualificate e una lettura aggiornata dei fenomeni. La Regione Emilia-Romagna ha investito in questi anni nella promozione della legalità, nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose e nel sostegno agli enti locali. Oggi questo patrimonio di competenze viene messo a disposizione anche attraverso il sostegno all’iniziativa dei sindaci».
«Il rischio più grande sarebbe considerare conclusa una battaglia che invece richiede un impegno costante. Le mafie cambiano pelle, investono dove c’è ricchezza, cercano consenso sociale e opportunità economiche. Per questo non possiamo permetterci alcun arretramento culturale o istituzionale. Guai ad abbassare la guardia proprio ora. La legalità è una condizione indispensabile per la democrazia, per la libertà dell’impresa e per il futuro dell’Emilia-Romagna. L’appello dei sindaci va letto esattamente per quello che è: un invito a mantenere altissima l’attenzione dello Stato su un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia concreta anche nei nostri territori».











