Rimini. Santuario della Madonna della Misericordia in vicolo Santa Chiara, Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi domenica pomeriggio 1 novembre alle 16, musicato dal compositore Luigi Pizzaleo per le voci dell’Ensemble Vocale Canòpea, ideato e diretto dalla cantante lirica Arianna Lanci, e per gli strumentisti che l’accompagnano: Emanuela Di Cretico ai flauti dolci, Elisabetta Del Ferro alla viola da gamba, Marco Muzzati al salterio e percussioni, Arianna Lanci al clavisimbalum.
La prima volta di questo Cantico in una chiesa a Rimini.
Il testo poetico più antico della letteratura italiana prenderà vita sonora, raccontandoci esattamente l’essenziale: l’amore.
Ma non solo.
Nella scelta francescana di chiamare fratello o sorella ciascuno degli elementi necessari alla vita, siano essi animati o inanimati, si rivela infatti una visione unitaria della realtà. Una visione che esclude ogni gerarchia. Quello che San Francesco esprime nel Cantico è un profondo moto di affetto che ci parla di interconnessione.
Perché non c’è futuro, non c’è pace, senza una profonda visione ecologica, senza la cura della casa comune. Il canto corale ci aiuta a comprendere questa semplice e per nulla banale verità.
La veste musicale del Cantico di Pizzaleo rivisita stili e linguaggi diversi, che vanno dal colore dell’ars nova trecentesca al barocco fino al progressive rock, grazie anche ai particolari timbri strumentali.
Un eclettismo che nell’intenzione del compositore intende proprio tradurre la portata universale e atemporale del messaggio francescano, oggi più attuale e urgente che mai.
Voce recitante sarà Silvio Castiglioni, attore e ricercatore teatrale, tra i fondatori del CRT di Milano, già direttore del Festival di Santarcangelo.
In apertura del concerto penderanno corpo e voce anche due brani tratti dall’ Enciclica Laudato sì’ di papa Francesco, in una versione a cappella che ne esalta il profondo e dirompente significato culturale.
Grazie alla lode che diventa canto corale- e musica- vivifichiamo il messaggio francescano, la sua dolcezza e la sua radicalità. Un messaggio che ci chiede un cambio di passo, ce lo continua a chiedere dopo 800 anni.
Appuntamento alle ore 16: ingresso a offerta libera











