Verucchio. “Testimonianze dell’arte 1963-1968. I Convegni di Verucchio-Rimini e le Biennali di San Marino”, mostra fino al 27 settembre.
Quando le iniziative di Argan e Dasi da qui indirizzavano le correnti artistiche mondiali e ponevano le basi per la Pinacoteca verucchiese
Sabato 4 luglio nella Sala del Consiglio comunale di Verucchio alle ore 18.30 è stata inaugurata la mostra “Testimonianze dell’arte 1963-1968. I Convegni di Verucchio-Rimini e le Biennali di San Marino”, che resterà visibile nei portici del Municipio – piazza Malatesta, 28 – fino al 27 settembre 2026.
All’inaugurazione erano presenti: gli assessori del Comune di Verucchio Maria Antonietta Pazzini e Christian Maffei; la consigliera Ottavia Borghesi in rappresentanza della Provincia di Rimini; Giuseppe Testaj Direttore degli Istituti Culturali di San Marino; Luca Cesari Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Urbino; Alessandro Giovanardi Direttore dei Musei comunali di Rimini; Francesco Chiari organizzatore della mostra.
Si tratta di un viaggio straordinario tra i documenti d’archivio degli Istituti Culturali di San Marino e di una collezione privata con la curatela di Luca Cesari e la consulenza del Comitato scientifico della Pinacoteca verucchiese, diretto da Alessandro Giovanardi.
Un omaggio ai grandi incontri di artisti, studiosi e storici dell’arte che hanno segnato il territorio a cavallo degli anni sessanta lasciando un’impronta indelebile nell’arte contemporanea a livello globale e che hanno portato Verucchio a possedere una sorprendente collezione di pittura moderna.
Ponte ideale tra radici e futuro, nel segno della pedagogia del visivo e della poetica dell’arte di gruppo, la mostra ha preso vita ad un anno esatto dall’inaugurazione della Pinacoteca comunale nella suggestiva cornice dei portici di Piazza Malatesta con un percorso fotografico-documentario incentrato sui celebri convegni che, nel corso degli anni, hanno visto riunirsi sul territorio i più grandi artisti, studiosi e storici dell’arte del panorama internazionale, guidati da quell’illuminato imprenditore culturale che fu Gerardo Filiberto Dasi.
L’esposizione offre uno sguardo intimo e scientifico al tempo stesso, svelando al pubblico materiali rari e in gran parte inediti. Il percorso espositivo si articola attraverso una preziosa selezione di documenti, fotografie, epistolari e testimonianze emersi da due nuclei archivistici d’eccezione: da un lato l’Archivio degli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino che hanno prestato parte dei materiali di recente acquisiti dell’archivio di Dasi afferente ai Convegni di Verucchio e alle Biennali d’arte di San Marino, dall’altro un archivio privato che ricostruisce, attraverso le pubblicazioni dell’epoca, l’appassionato dibattito provocato dai Convegni verucchiesi che giunse ben oltre i confini nazionali.
Questa sinergia culturale ha permesso di ricostruire la fitta rete di relazioni e intuizioni che presero vita durante quegli storici simposi la cui teoria venne poi messa in pratica nelle più significative edizioni delle Biennali d’arte di San Marino. Una collaborazione fra Verucchio e la Repubblica che si intende riprendere e riportare a quei livelli.
Negli interventi è sottolineata l’importanza di quell’irripetibile momento della storia culturale non solo italiana, quando fra il 1963 e il 1968 personaggi come Giulio Carlo Argan proprio fra Verucchio e San Marino seppero indirizzare le correnti artistiche mondiali, in anticipo su manifestazioni storiche come la Biennale di Venezia o la Triennale di Milano.
Come scrive Luca Cesari nella presentazione, il Convegno di Verucchio del 1963 presieduto da Argan “è stato davvero un unicum a livello mondiale; perché l’enorme peso culturale di Argan – ai tempi anche presidente dell’AICA (Associazione internazionale dei critici d’arte) – determinava la confluenza nel piccolo centro della Romagna di confine, di Rimini e della piccola Repubblica della libertà, le più attrattive intelligenze della critica, dell’estetica, della filosofia, dell’urbanistica, del design, della progettazione, ecc. Scorrendo le annate dei sei convegni dal 1963 al 1968 è pressoché impossibile non scorgere tutti ma proprio tutti i nomi che contavano (e che contano ancora oggi) nel settore”.
“Questa mostra – aggiunge Francesco Chiari – non si pone come celebrazione nostalgica ma piuttosto vuol essere il primo di tre atti per restituire alla comunità la memoria viva di una stagione straordinaria, in cui questi luoghi sono stati il centro pulsante del dibattito artistico ed estetico europeo. Dunque i documenti d’archivio, riprodotti in grandi formati, davanti ai quali si troveranno i visitatori durante tutta l’estate non sono carte morte, ma frammenti di futuro che attendono solo di essere riletti”.
“L’evento gode del patrocinio delle principali istituzioni locali e sammarinesi, a testimonianza di un legame culturale mai interrotto che continua a produrre valore per il territorio”.
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“Testimonianze dell’arte 1963-1968. I Convegni di Verucchio-Rimini e le Biennali di San Marino”
4 luglio – 27 settembre 2026
Portici del Municipio – Piazza Malatesta 28, Verucchio (RN)
4 luglio – 27 settembre 2026
Portici del Municipio – Piazza Malatesta 28, Verucchio (RN)
Info:
Ufficio IAT Verucchio: Tel. 0541 673928 | iat@comune.verucchio.rn.it
https://comune.verucchio.rn.it/
Ufficio Cultura e Turismo– tel. 0541 673927 turismo@comune.verucchio.rn.it
Ufficio IAT Verucchio: Tel. 0541 673928 | iat@comune.verucchio.rn.it
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