Dispiace pubblicare questo comunicato a soli pochi giorni dalla condivisione sulle pagine Fb di Lipu e Monumenti Vivi Rimini dello splendido video inviatomi da un professore della Scuola “Marco Polo”, una delle più grandi colonie di Rondoni della nostra città.Ma è proprio vero che alle volte non basta vedere, bisogna vedere da vicino. E non sempre il risultato è confortante, soprattutto se si tratta di cavità-nido negli edifici. Al punto che il monitoraggio di ieri mattina, sabato 4 luglio,all’ITT Marco Polo, si è trasformato in un delicatissimo e difficilissimo tentativo di salvataggio di un povero uccello rimasto incastrato nel sottotetto, tra gronda e rete. E in realtà gli uccelli erano due. Solo che uno era già morto, nel sottotetto della facciata laterale (lato Rimini) restaurata proprio lo scorso anno- l’altro invece- nella facciata centrale- era ancora vivo e si dimenava senza sosta, sbattendo l’ala che fuoriusciva da quella piccola apertura. Se non fosse stato per i Vigili del Fuoco, che ringrazio sentitamente, chissà per quanto tempo ancora quell’uccello avrebbe continuato a soffrire, nel tentativo disperato e impossibile di liberarsi da un luogo di vita trasformatosi in trappola mortale. Ora quel meraviglioso Rondone è al Cras, non è affatto certo che riuscirà a salvarsi, gli è stata data però una seconda possibilità, e io spero tanto potrà tornare a spiccare il volo.
Ma il punto resta lo stesso di sempre: la presenza della rete che circonda tutto il sottotetto e il conseguente spazio risicatissimo lasciato ai Rondoni, uccelli protetti, benefici, in declino.
Stamattina tra l’altro ho visto un Piccione DENTRO la rete antipiccioni. Ciò significa che si investono risorse economiche per una rete che rischia costantemente di uccidere Rondoni ed altri uccelli, una rete che semplicemente accumula sporcizia e che neanche serve allo scopo per cui è stata montata. Per non parlare degli aghi, presenti anch’essi, e in grande quantità. In estrema sintesi: quel sottotetto andrebbe restaurato per diventare realmente OSPITALE verso la colonia di Rondoni che l’ha scelto, con soluzioni concrete, capaci di prendere in esame e risolvere anche lo stazionamento dei piccioni.
Proprio di questi tempi lo scorso anno ero entrata in contatto con due Architette della Provincia per via dell’intervento di restauro e consolidamento di una delle facciate della scuola.Avevo proposto loro di ripensare in parte l’intervento in modo da favorire la biodiversità, aiutando la permanenza dei rondoni nidificanti. Si trattava non solo di rimuovere la rete e gli aghi, ma di seguire in dettaglio un progetto specifico già sperimentato con successo da Mauro Ferri (cofondatore Monumenti Vivi nazionale)in altri cantieri di palazzi con le stesse caratteristiche. Per il bene dei Rondoni e per il destino della scuola come scrigno di biodiversità.
Stavano montando le impalcature: quale migliore occasione di quella?!
Ma la risposta è stata negativa. Ci era stato detto che la Soprintendenza di Ravenna, che ha competenza sull’edificio che ospita l’ITT “Marco Polo”, ritiene che il solo dispositivo compatibile con le finalità di tutela del patrimonio storico-artistico sia la rete. (Con aghi annessi!)
Ci era stato scritto però che sarebbe stata presa in considerazione la possibilità di interloquire direttamente con la Soprintendenza come associazione Monumenti Vivi, ma questo incontro c’è mai stato.
Ora, alla luce degli accadimenti di stamattina, e della prossima ripresa del cantiere sulla seconda facciata, quella centrale lato mare, non sarebbe il caso di tenere in considerazione la nostra proposta?!Tanto più che stiamo parlando di una SCUOLA.
Quale migliore “educazione ambientale” di questa?
Non sarebbe ora di dare dignità agli edifici che ospitano i nidi?!
O bisogna sempre e solo fare affidamento su volontari e attivisti?











