Rimini. Riforma della giustizia, le ragioni del No”: con la vicepresidente del Senato Anna Rossomando e il magistrato Daniele Paci il 26 gennaio alle 21 presso la sede della Cgil in via Caduti di Marzabotto.
Il Partito Democratico della Città di Rimini apre la campagna referendaria contro la riforma della giustizia.
All’incontro interverranno le associazioni che hanno dato vita al Comitato per il No, tra cui ANPI e CGIL, rappresentate dal presidente comunale Andrea Caputo e dalla segretaria generale Francesca Lilla Parco. Per il PD di Rimini presenti il segretario comunale Giacomo Gnoli e la responsabile legalità Stefania Urbinati. Parteciperanno inoltre la vice-segretaria regionale del PD Emma Petitti, la vice-presidente del Senato Anna Rossomando e il magistrato Daniele Paci.
A moderare l’avvocato Maurizio Ghinelli.
Nel corso dell’iniziativa verranno illustrate le ragioni del No a una riforma ritenuta inutile per i cittadini e inefficace per il funzionamento della giustizia. Secondo i promotori, il provvedimento non accelera i processi, non interviene sulla carenza di personale, non affronta il sovraffollamento carcerario – dove si registra un numero record di suicidi – e non tocca i nodi strutturali che ostacolano l’efficienza del sistema.
La riforma viene inoltre interpretata come uno strumento utile non al Paese, ma a chi governa, con l’obiettivo di ridurre i controlli e indebolire l’autonomia della magistratura. Viene ricordata, in questo senso, la posizione espressa dalla Presidente del Consiglio dopo lo stop della Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto, indicata come esempio di una volontà di limitare gli organi di garanzia.
«Questa riforma non serve agli italiani, ma a chi vuole governare senza contrappesi, ponendosi al di sopra delle leggi e della Costituzione. La democrazia non è un assegno in bianco», è il messaggio che sarà rilanciato durante l’incontro.
Sono invitati anche i partiti che hanno contrastato la legge Nordio, il comitato referendario dell’Anm e i promotori della raccolta firme.
Il Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, presieduto da Giovanni Bachelet, riunisce numerose realtà associative tra cui CGIL, ANPI, ACLI, ARCI, Auser, Libera, Legambiente, Giuristi Democratici, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Rete degli Studenti Medi, Udu e Rete #NOBAVGLIO.













