Da Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
Il caso del piccolo Domenico deceduto il 21 febbraio è un vero caso di grave malasanità. Tutta la gestione della vicenda, dalla partenza del cuore da Bolzano, fino al suo arrivo a Napoli è piena di errori.
L’immissione del cuore nel ghiaccio secco che l’ha “bruciato“ di fatto e la scelta maldestra di impiantarlo lo stesso . Il cardiochirurgo che si è lasciato sfuggire la frase secondo cui il cuore non avrebbe mai battuto. La famiglia ora chiede giustizia e che chi ha sbagliato paghi. Dal Monaldi però non si è fatto sentire nessuno e anche il cardiochirurgo Oppido è sparito. Anche l’aspetto del risarcimento , che è in secondo piano davanti a una tragedia così, non è ancora stato discusso. Intanto la famiglia del piccolo ha istituito una fondazione per ricordare la memoria di Domenico attraverso una raccolta fondi.












