Piera Semprini si è spenta stamattina a 102 anni.
Riportiamo l’articolo uscito sulla Piazza dello scorso marzo.
Piera Semprini è stata la signora bidella per centinaia se non migliaia di bambini riccionesi; ha compiuto 102 anni il 4 marzo. Nasce a Misano Monte e scende a Riccione, come tantissimi misanesi nel dopoguerra. Inciso, erano dei misanesi gli alberghi sul lungomare nei pressi del porto-canale, i negozi di scarpe (Tamagnini, Pedrosi, Crispino…) e molto altro.
La Piera sposa Guerrino Tamagnini; di Scacciano, muore prima del tempo a 33 anni. In viaggio di nozze salgono a San Marino in bicicletta: lei sulla canna. Il momento, bellissimo, fissato da una fotografia ai piedi della statua della Libertà.
Hanno tre figli: Giancarlo, Giuseppe (deceduto due anni fa) e Gabriella. Brava in cucina, scuola come passione ed impiego. Figlia di contadini (alleva ancora i polli), inizia a lavorare prestissimo. Mentre faceva la bidella, d’estate, per incrementare il bilancio famigliare, si impegnava anche con le stagioni, come tantissimi riccionesi della sua generazione. Prima del boom turistico, ma ci sono ancora delle eccezioni. Negli anni ‘80, un responsabile acquisti di un’affermata azienda, andava a lavare bicchieri e piatti.
In quelle lunghe estati, era primo barman al famoso Caffè Concerto al Metropole (angolo tra viale Ceccarini e viale Virgilio); il locale ha fatto la storia della Riviera Romagnola.
La casa di famiglia sulla Nazionale è stata costruita poco per volta; per anni l’hanno affittata anche ai turisti. Oltre a fare la bidella, ad arrotondare con le stagioni, andava per erbe di campagna che vendeva ai fruttivendoli. E’ stata una grandissima lavoratrice. Con la lana intrecciava cose bellissime; arte insegnata a tutt’e tre i figli. Quando i pargoli si ammalavano, il gioco era una gara a chi faceva la sciarpa più lunga. Che poi venivano disfatte. Causa i problemi economici del Comune di Riccione, alcuni mesi venivano pagati in ritardo, diceva ai colleghi: “Dai, diamo al Comune una mano che poi ci aggiustano”.
Instancabile e curiosa, Piera prende la patente a 50 anni. Passioni: ballare (se il partner non era all’altezza, veniva mollato in mezzo alla pista) e le gite. Negli anni, non si è mai persa una cena di classe degli amati allievi.
Una volta le scrivono su un cartoncino: “Alla mitica Piera, unica, canterina. La nostra bidella che porteremo sempre nel nostro cuore. Ciao Piera, un abbraccio dai tuoi alunni. Amaracmand, tin bota, dobbiamo festeggiare ancora tanti compleanni insieme. Baci, baci, baci”.
A portarle i saluti della comunità, l’assessore Marina Zoffoli.












