di Paolo Giannini, già ristoratore in Germania, da anni abita a Portoverde
Essendo stato nuovamente al Quirinale che onore conoscere e poter salutare il nostro nuovo caro Presidente Mattarella, invitato dall’ASSOCIAZIONE RISTORATORI NEL MONDO, sezione tedesca. A suo tempo esercente a Monaco di Baviera, ebbi il privilegio di essere scelto presidente. Ora non più partecipe, gli ex colleghi mi invitano ancora ad eventi. Ai tempi della mia presidenza, fummo ricevuti dal presidente Cossiga ( allego foto) vennero con noi accademici tedeschi; con un interprete e il sociologo Reinhard Kreissl; si entusiasmarono nell’osservarli. Invitandomi nello scrivere magari un articolo per questi giganti, la loro storia, l’espressione cosi nobile, l’eleganza, e con una cosi monumentale uniforme. Scrissi un articolo molto curato, ma poco dettagliato, da poter incuriosire i nostri amici Nord Europei, delle nostre bellezze e folklore. Il mio amico sociologo Reinard lo tradusse e lo fece pubblicare su due riviste: GEO EPOCHE e QUESTO, rivista questa bilingue, italiano e tedesco pubblicata nella Mitteleuropa. Decido di riscriverla per noi romagnoli più dettagliata. Impiegando tempo di ricerche, ho avuto dei colloqui, visitando la sede, archivio storico, dialogato con le autorità, l’addetto pubbliche relazioni e un loro fotografo, visitata la scuderia, osservato stallieri e specializzati in arte mascalcia, cavalli Irlandesi, che si rimpiazzano gradualmente con razza Maremmana e Murgese, mi dicono. Ho potuto visitare la loro mensa. Un murale romano scavato sotto le mura del Quirinale raffigurante il mito di ILA rapito dalla ninfa Flaminia.
Il Quirinale per trecento anni fu domicilio di trentotto PAPI. La mensa era salone diplomatico per ambasciatori e guardie SVIZZERE. La selleria, carrozze e corazze storiche, elmi, il tutto metallico viene restaurato e prodotto a Bologna, Bottega Coletti. Il tutto assemblato con maniacale precisione: Elmi, Cinture, Pennacchi, Caschi, Stivaletti, parte vestiario, gagliardetti, vessilli e cimeli. Si aggiungono atelier romagnoli a Reggio Emilia, per stendardi selleria, staffe storiche, stivaletti. CAMPIDOGLIO e’ divenuta la loro abitazione, esso fu costruito da geniali architetti rinascimentali: Bernini, Maderno e altri illustri padri del barocco. Gli attuali estetici Corazzieri storicamente impiegati come corpo speciale della monarchia. Già utilizzati per guerre e rivolte; temerari scudieri, arcieri protetti da pesanti metalliche corazze, cosi li voleva TESTA di FERRO, soprannome per Emanuele Filiberto di SAVOIA, crudele despota. A tutti gli effetti erano e sono ARMA dei CARABINIERI. Milleottocentosessantotto in forma cerimoniale con smaglianti uniformi come attualmente, corazze e spade. A Firenze, dove si era trasferita la casa Savoia, scortarono il matrimonio della regina Margherita con Filiberto dei SAVOIA. In quella circostanza gli fu attribuito il titolo CORAZZIERI, solo dopo la caduta della monarchia con arrivo della repubblica gli fu attribuito il nome ufficiale: COMANDO CARABINIERI, REGGIMENTO D’ELITE SCORTA D’ONORE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Cito alcune loro caratteristiche: altezza minimo un metro novanta; il più alto è due metri e sei centimetri, la brigata è duecentocinquanta carabinieri scelti; alla selezione partecipano anche le donne, purtroppo non ce ne sono così alte, mi diceva scherzosamente nella mensa uno di loro, ma lo sono con la loro testa, replicava con simpatico sarcasmo. Saper guidare moto, auto, prendersi cura e saper cavalcare cavalli, è indispensabile. Cambio guardia, ogni ora, o secondo circostanze da stabilirsi. Hanno anche altri compiti meno visibili, ma importantissimi. Tra l’altro: Antiterrorismo, Funzioni Operative e di Intelligence, Investigazione Preventiva, ben conoscere le abitudini del nostro amato PRESIDENTE. Libri di questi nostri giganti ne sono stati scritti tantissimi, nel mondo e in Italia, cito solo alcuni autori: Ulderico Piernoli, Paolo di Paolo, Renna Mario, Nico Sgarlato. A me è rimasto impresso il loro motto: VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR (Il coraggio diventa più forte nel pericolo).











