di Gianni Fabbri
Una delle voci più controverse, coraggiose e radicali del cinema americano, celebre per aver trasformato i suoi film in armi di inchiesta e critica spietata contro il potere.
Nato a New York il 15 Settembre 1946, ha interrotto i suoi studi
per partire volontario in Vietnam, una esperienza traumatica che ha segnato profondamente la sua poetica e il suo Cinema.
Il Los Angeles Time lo ha definito “l’uomo più pericoloso d’America”
per la sua tendenza a smascherare le fake news del Pentagono, i meccanismi occulti della politica estera e le distorsioni del sistema.
Il suo Cinema, facilmente riconoscibile, è caratterizzato da un montaggio nervoso ma puntuale, un uso visionario del colore, da colonne sonore stupende, e un confronto diretto col ‘sogno americano’ che spesso smitizza.
I film.
* “Platoon” (1986): Il suo capolavoro, sulla guerra del Vietnam,
crudo e autobiografico, gli è valso il suo primo Oscar per la regia. Una meraviglia assoluta in cui risalta il contrasto
tra la violenza delle immagini(alcune anche difficilmente guardabili)
che riportano l’orrore della guerra – si’, perché secondo la vulgata corrente gli Americani erano i “buoni”, mentre i Vietcong erano i “cattivi”, col ‘napalm’ (arma chimica) i “buoni” hanno distrutto interi villaggi (!) – e il lirismo, la purezza sublime dell’Adagio for String (Adagio per Archi) di Samuel Barber, contrasto che è proprio la chiave emotiva del film, un film indimenticabile.
Oliver Stone essendo un veterano e avendo vissuto in prima persona l’inferno del Vietnam, riporta episodi veramente vissuti, anche, direi soprattutto, quelli di una violenza inaudita, e… usa la
musica della colonna sonora non come un semplice sottofondo riempitivo, ma come un vero e proprio ‘contrappunto psicologico’.
Di solito i film di guerra hollywoodiani classici usavano marce militari o melodie trionfali per esaltare l’eroismo: si pensi al Film
“Berretti Verdi”, diretto e interpretato da John Wayne, il contraltare ideologico di “Platoon” (John Wayne era noto per essere un rappresentante della destra americana), film realizzato, appunto, per esaltare l’eroismo dei soldati USA in Vietnam, e giustificare l’intervento americano in chiave anticomunista: i “buoni” Americani
sono coraggiosi e umanitari, mentre i “cattivi” Vietcong-comunisti
sono descritti come brutali e spietati (tutto l’esatto contrario di
“Platoon”!).
* “Nato il 4 Luglio” (1989): Narra il percorso drammatico del
Tom Cruise, film che gli valse il secondo Oscar alla regia.
L’interpretazione profonda e sensibile di Cruise è servita a Stone per
tracciare la parabola dolorosa di un giovane idealista che, partito con entusiasmo per il Vietnam, ritorna paralizzato su una sedia a rotelle e profondamente disilluso, la qual cosa gli fa prendere coscienza politica.
* “Wall Street” (1987): Interpretato magnificamente da Di Caprio,
della avidità sfrenata dei brokers unitamente al lato amorale del ‘sogno americano’.
* “JFK – Un sogno ancora aperto”: Vi si narra la celebre e
complessa immersione nelle teorie del complotto sull’assassinio del Presidente – si’, perché gli USA oltre ad essere il Paese più guerrafondaio del Pianeta, ammazza anche i suoi
Presidenti: oltre JFK, Abramo Lincoln (1865), James Garfield (1881),
William McKinley (1901) -. Di certo da quel che è emerso, risulta che non è stato Oswald, quello indicato come l’esecutore materiale, ma
probabilmente Cosa Nostra, che lo aveva appoggiato nelle elezioni, ed essere poi stata messa da parte.
* “Snowden” (2016): Il film meno noto, sul celebre informatico che
E… veniamo all’oggi. Esattamente all’articolo/intervista pubblicato su “Robinson” di “la Repubblica” di Domenica 4 Ottobre, articolo a firma di Arianna Finos.
L’intervista è stata fatta sulla terrazza dell’Hotel affacciata su
Piazza Barberini.
Stone si è presentato vestendo una polo azzurra in giacca beige, con una insolita serenità, era felice perché aveva festeggiato gli 80 anni compiuti…
Oltre che a Roma, dal 6 all’11 Ottobre sarà ospite di Ferrara, che gli ha attribuito la ‘cittadinanza onoraria’ e la ‘laurea honoris causa’, e farà una retrospettiva a lui dedicata.
– Domanda: “A Roma ha girato “White lies”, un film, sulla famiglia?
– Risposta: “Avevo altri progetti. Ad esempio ne avevo sviluppato
uno su John e Jacqueline Kennedy: credo che tra loro ci
fosse un sentimento sincero, che siano cresciuti insieme
negli anni della Casa Bianca. Storia romantica, ma con
Ho ottant’anni, sono invecchiato, così ho pensato che
avrei potuto raccontare una storia personale”
– Domanda: “Ha ricordi o incubi del Vietman?”
– Risposta: “Sono stato abbastanza fortunato da sopravvivere e
Sono molto più preoccupato per il mondo e la guerra
di oggi. Gli Stati Uniti sono tra i Paesi che provocano di
quanto siamo stupidi: pensando di poter avere più
– Domanda: “Pensa ai soldati americani che oggi vengono mandati
a combattere in Iran? È cambiato qualcosa dai tempi di
“Nato il 4 Luglio”?…”
– Risposta: “È peggiorato. Quando il film uscì nel 1989, aveva
ancora forza, impatto. Ma proprio allora gli USA
con l’Iraq si voleva dire che l’America era tornata.
Ma non è così che si torna.
Ma penso che l’americano comune sia stanco.
Sono i politici che continuano a spingere”
– Domanda: “È ottimista sul futuro del mondo?”
– Risposta: “No, ci stiamo frammentando sempre di più nel
Fino al 2000 ho pensato che le cose andassero
finita la “Guerra Fredda”, l’Unione Sovietica era crollata,
Il commercio aveva creato un mondo nel quale le navi
Quando cominci a chiudere tutto questo il mondo si
– Domanda: “Sta scrivendo la seconda parte della sua
– Risposta: “La luce viene e va. Ho raggiunto un picco con
Da allora continuo ad andare avanti, ma ci sono luci e
ombre. La luce è una ricerca continua”
Questo… Oliver Stone, oggi, forse, un regista un po’ più vecchio e…meno scomodo!
P.S.
È uscito l’ultimo numero di Limes dal titolo “La Guerra Unica”,
sottotitoli:
– I conflitti si saldano intorno a noi nel vuoto della politica.
– USA-Cina-Russia prove di Componenda.
* L’Editoriale di Lucio Caracciolo titola “La maestra del silenzio”, e
apre con una frase significativa: “Ha senso prepararci ad una
guerra che non possiamo né vogliamo combattere, consapevoli
che ne saremmo annientati?…”
* Parte I : “Due più uno: i poli del conflitto”
Parte II : “La Pace (im)possibile”
Parte III: “Dispacci dai fronti”
* Autori
* La storia in carte











