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Home Località Riccione

Ebrei a Riccione prima delle Leggi razziali

Redazione di Redazione
13 Ottobre 2009
in Riccione
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
A A

LA STORIA

di Rodolfo Francesconi

– C’erano ebrei a Riccione prima delle Leggi razziali emanate da Musslolini nel 1938 per compiacere l’alleato Hitler. Ce lo chiede un lettore. abbiamo girato la domanda a Rodolfo Francesconi, bella persona nonché appassionato di storia riccionese e non solo.
Gli ebrei che avevano abitazioni a Riccione all’epoca delle Leggi razziali erano i seguenti:

1° – Cantoni Margherita fù Giuseppe in Orvieto, nata a Mantova il 2 dicembre 1982,
residente a Bologna in Via Gombuti 19.
Era proprietaria di un fabbricato di civile abitazione di due piani e sei vani (valore L.60.000)
sito in Via Pergolesi 2.
Fu arrestata a Firenze da italiani nel dicembre 1943, detenuta prima nel carcere di Firenze poi in quello di Milano. Fu deportata da Milano ad Auschwitz con il convoglio 06 il 30 gennaio 1944 ed uccisa al suo arrivo il 6 febbraio 1944 all’età di 62 anni.

2°- Orvieto Alessandro, nato a Firenze il 26 settembre 1907, marito di Cantoni Margherita. Arrestato a Firenze da italiani. Detenuto nelle carceri di Firenze e di Fossoli. Deportato da Verona il 2 febbraio 1944 e deceduto in luogo ignoto in data ignota.

3°- Fano Aronne Gerioli Alberto fù Vitale, domicilio fiscale a Milano in Via Ausonio 16. Proprietario di una civile abitazione di piani 2 e vani 6 (valore L. 100.000) sita in Via Vittorio Emanuele 32.

4°- Finzi Nella in Durej, nata a Rovigo nel 1901 ed abitante a Riccione in Via Nino Bixio 25.

5° – Levi Lucia, nata a Bagno di Ripoli (FI), coniugata con Levi Alberto, proprietaria di una civile abitazione in Viale Oberdan 7 e di un terreno in Viale Zara.
Arrestata a Firenze, detenuta a Firenze e nel carcere di Fossoli. Deportata ad Auschwitz il 26 giugno 1944 con il convoglio 13. Uccisa ad Auschwitz il 30 giugno 1944.

6°- Levi Edgardo, nato a Istanbul, coniugato con Levi Lucia. Deportato da Fossoli il 16 maggio 1944 con il convoglio 10 ad Auschwitz e ucciso all’arrivo il 23 maggio 1944.

7°- Levi Ivo, fu Enrico, nato a Ferrara nel 1894, abitante a Riccione in Viale Dante 21, tenente colonnello dei carabinieri.

8°- Levi Wanda o Vanda di Alberto, residente a Firenze in Via San Marcellino 61, proprietaria di un fabbricato di civile abitazione di piani 3 e vani 15 (valore L. 300.000) sito in Via Vittorio Emanuele 32.

9°- Mondolfo Raffaele di Milano, proprietario di un edificio in Viale D’Annunzio adibito a colonia per la comunità israelitica milanese (edificio requisito dal Comune nel 1944 per i bambini sfollati)

10°- Sachs Emma fù Kalifa in Paulsen Lorenzo (ebreo) nata ad Alessandria d’Egitto nel 1877.
Proprietaria di due case e di un terreno a Riccione San Lorenzo in Via Adriatica 252.

11° – Salem Olga, nata a Trieste nel 1886, residente a Riccione in Via Oberdan 5, moglie di Tagliavacca Nobile Agostino, ariano, al quale aveva donato le proprietà

12°- Terni Egle fu Benedetta, domicilio fiscale a Roma in Via Sardegna 59, proprietaria di un fabbricato di civile abitazione di due piani e sei vani (valore L.200.000) sito in Via Bianchi 10.

13°- Uzzielli Margherita fu Angelo, domicilio fiscale Roma, Via Pola 16, proprietaria di un fabbricato di civile abitazione di piani 2 e vani 10 (valore L. 50.000) sito in Via Vittorio Emanuele 6.

Le proprietà di Cantoni Margherita, Fano Aronne Gerioli Alberto, Levi Wanda, Sachs Emma, , Terni Egle e Uzzielli Margherita furono confiscate dal Prefetto di Forlì in ottemperanza al Decreto legislativi della Repubblica Sociale Italiana del 4 gennaio 1944. articoli n. 7 e 8.
Dalle ricerche da me eseguite sulla proprietà di Cantoni Margherita (Via Pergolesi 2) risulta (Dall’archivio di Stato di Forlì) che l’esproprio è stato reso esecutivo il 16 giugno 1944 e registrato il 5 luglio dello stesso anno.
Il documento precisa: “Per la gestione ed il successivo realizzo detto immobile è trasferito all’Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare”.
Il suddetto Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare E.G.E.L.I. con sede a San Pellegrino (Bergamo), il 1° settembre 1944 trasmetteva alla Cassa di Risparmio di Forlì (e per conoscenza alla Prefettura di Forlì) la delega rilasciata (alla Banca) per la presa in possesso e la gestione dei beni.
Non mi è stato possibile verificare i successivi passaggi di proprietà perché le pagine dei registri dell’Archivio di Stato dal quale era possibile ricostruire la storia sono stati stracciati e asportati.
Suppongo che anche per le altre proprietà si sia verificato un “incidente” analogo.
Anche le ricerche eseguite a ritroso (dagli attuali proprietari indietro) non hanno dato finora alcun esito perché si sono modificate negli anni le particelle catastali.
Sono curioso di conoscere se la Banca era divenuta l’effettiva proprietaria (a quanto l’aveva acquistata dall’E.G.E.L.I e a quanto l’aveva venduta e a chi) oppure se aveva operato solo come delegata ed anche in questo caso chi ne aveva tratto vantaggio.
In ogni caso, soprattutto per coloro che avevano villa a Riccione e sono morti ad Auschwitz (se si notano le date sono stati uccisi prima della confisca) e cioè:
Cantoni Margherita, Orvieto Alessandro, Levi Lucia e Levi Edgardo

Sarebbe auspicabile che il Comune di Riccione ponesse una targa (magari in terra come è stato fatto a Berlino nelle case abitate dagli ebrei) in memoria ed a ricordo di questa tragedia.
Ricordo anche che Perlasca (al quale giustamente il comune ha dedicato un parco aveva casa a Riccione e non dovrebbe essere difficile individuare l’abitazione e porre su questa una targa. Comunque le ricerche continuano.

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