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Home Località Riccione

Leon-Santiago, diario di viaggio di Mario e M. Laura

Redazione di Redazione
13 Settembre 2011
in Riccione
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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COMUNITA’

– Mario e Maria Laura hanno percorso a piedi il tratto di 300 chilometri Leon-Santiago (la città che accoglie le spoglie di San Giacomo), dal 25 giugno al 14 luglio. Ecco il diario (parte II).

– (II) Lunedì 27 giugno 2001: Villar di Mazarife – Astorga / 31 Km.
“Da qualche parte, lungo il cammino di ognuno, deve esserci qualcosa che ci consente di realizzare i nostri sogni”, Randy Pausch.
Astorga ci aspetta, è più fresco e si cammina meglio. Ma il paesaggio è sempre lo stesso, alzi gli occhi dai tuoi piedi e ti sembra di essere sempre nello stesso punto di mezz’ora prima.
Non appartieni alla partenza, non appartieni all’arrivo, …,
sei, solo, lì.
Lo zaino è il padrone delle spalle e della schiena. Alle 11 la fatica prende il sopravvento e decidiamo di fermarci in un bar. Chiediamo acqua e, da lì a poco, la proprietaria prima e il proprietario poi, ci portano 2 piccole brioche e un piattino di ciliegie gialle. Pochi clienti, molti sorrisi. L’emozione prevale sulla fatica. Decidiamo di pranzare e di proseguire in pullman. In realtà, mentre aspettiamo l’autobus, il proprietario si offre di accompagnarci con la sua auto. Si ferma a fare 10 Euro di benzina e, ripartendo ci dice “L’auto ringrazia, ma sono io che ringrazio lei!”. Che bella sensazione sperimentare l’aiuto inaspettato e la gratuità che lo anima durante il tragitto, grazie alla sua giovialità e allo spirito che ci trasmette. Ad Astorga, la Cattedrale e la Casa di Gaudì ci lasciano senza parole. Riposiamo, dopo un pediluvio nell’albergue San Javier. Nel pomeriggio incontriamo una delle 2 coppie di Trento con la quale condividiamo una birra e qualche chiacchiera.

Martedì 28 giugno 2011: Astorga – Rabanal del Camino / 25 Km-
“In ogni cosa la perfezione è raggiunta non quando non c’è più nulla da aggiungere ma quando non c’è più niente da eliminare”, Saint-Exupery.
Martedì mattina poco dopo le 6 siamo in cammino, ci aspettano 25 km. Ad un certo punto sentiamo voci di italiani: Carla ed Angelo (64 e 65 anni) che parlano con una giovane ragazza, Ilaria di Verona che ha da poco compiuto 18 anni e il cammino, da St. Jean Pied de Port a Finisterre (900 km) è il regalo. La rincontreremo più volte. Le chiacchiere con Carla partono veloci; è gioviale e aperta, Angelo è riservato ma cordiale. Vengono da un paese vicino a Varese e sono al loro 3° Cammino: sono partiti il 31 maggio da St. Jean e fanno gli ospitalieri volontari. Da questo momento i nostri cammini si uniranno. Arriviamo a Rabanal del Camino alle 13 dove alloggiamo nell’albergue dei Domenicani. La sera, da bravi italiani, prepariamo spaghetti al tonno. Partecipiamo ai Vespri e alla Competa con i frati, i riti in latino gregoriano ci ricordano Sant’Antimo. Riceviamo la benedizione del pellegrino e del sasso che porteremo l’indomani alla Cruz de Ferro. Tira un forte vento ed è freddo.
La vita del pellegrino è scandita da poche, semplici attività. 5:30 sveglia, colazione fugace e, intorno alle 6 – 6:15 si inizia a camminare. Le prime 2 ore si fanno tutte d’un fiato. Intorno alle 9:30-10, non appena si incontra un luogo adatto, si fa una buona colazione a base di pane tostato, burro e marmellata, latte e caffè, a volte tortilla de patatas. Mario ha ostinatamente provato, per tutte e due le settimane, a richiedere un caffè doppio in tazza grande, ma i risultati ottenuti meriterebbero un racconto a parte. A questo punto si sono percorsi quasi 10 km, la metà dei km della giornata, da qui in poi caldo e stanchezza faranno procedere più lentamente. Alle 13 un pranzo leggero (pane, formaggio, pomodori, frutta…). Tra le 14:30 e le 17:30 arrivo alla destinazione della giornata. Doccia (il momento più bello della giornata), lavaggio dei vestiti, riposino e cena. La cena con il “menù del peregrino” o “menù del dia”, con una cifra tra gli 8 e i 12 Euro, prevede primo, secondo con contorno, dolce, pane, acqua e vino, scelti in una lista. Le pietanze sono mediamente buone ed abbondanti. Una nota vale per l’acqua: infatti l’acqua gassata (aqua con gas) non è così diffusa in Spagna. Si trovano solo bottigliette piccole di vetro di moltissime fatture al costo di Euro 1 / 1,50. La caña, birra alla spina, costa 1 Euro.

Mercoledì 29 giugno 2011: Rabanal del Camino – Molinaseca / 26 Km.
“Più lentamente, più profondamente, più soavemente”, Alexander Langer.
Partiamo con il buio, il paesaggio è molto bello. Il sentiero sale gradualmente e si percorre molto bene fino ai 1400 metri della Cruz de Ferro. È emozionante: una collinetta di sassi lasciati dai pellegrini, sormontata da una piccola croce su un palo. Il cammino continua in quota per diversi km poi, …la discesa! Quanti, tanti km verso valle. Le vesciche di Mario si fanno sentire ma anche questo fa parte del Cammino, un percorso, tanti percorsi: personale, di coppia, di testa, di fatica, in compagnia, con la natura… Dopo il pranzo ad El Acebo la discesa continua, sembra infinita. Stringiamo i denti. È dura. Finalmente i tetti di Molinaseca! Attraversiamo tutto il paese fino all’albergue Santa Marina.

Giovedì 30 giugno 2011: Molinaseca – Cacabelos / 25 Km.
Il pellegrinaggio non è un qualsiasi cammino da escursionisti. Non è l’esperienza di un fine settimana di primavera o di un frammento d’estate. Date il tempo alla strada di “assorbirvi”. La tappa che ci porterà fino a Cacabelos, con i suoi 25 km non è particolarmente impegnativa: alcuni paesini, tante cicogne con i loro nidi imponenti. L’ospitales pubblico in cui ci fermiamo è un po’ particolare, si tratta di una struttura ad “U” attorno ad una chiesa, con camerette a due letti, in legno e pietra. La doccia e un po’ di riposo nel letto per continuare ad affrontare il Camino perché se “tu rifiuti il Cammino, il Cammino rifiuta te!”. (continua)

Parte I, II, III, IV, V, VI,

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