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Morciano. Pironi, l’eleganza come vocazione: sarti da più di 100 anni

Redazione di Redazione
13 Giugno 2026
in Focus, Morciano
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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Lino Pironi

Lino Pironi

di Claudio Casadei

 

– C’è a Morciano, in via Marconi 50, un negozio speciale dove l’uomo in cerca d’eleganza trova il suo habitat migliore e il suo outfit perfetto. Quattro vetrine che comunicano stile, mostrano abiti sartoriali, accessori di qualità, scarpe, cravatte, morbida maglieria in cashmere, camicie e, inattesi consigli di lettura, graditissimi libri.
Eleganza e cultura fanno parte del DNA di Lino Pironi, titolare del negozio ed ultimo erede di una importante storia sartoriale tipicamente italiana. Tutto nasce nel lontano ‘800 in una piccola bottega a Sant’Andrea in Casale dove la bisnonna, Clotilde comincia a lavorare come sarta.
Il testimone passa poi nelle sapienti mani di Erminia Bologna, nonna di Lino, che nel 1898 imprime la prima svolta professionale ad una attività destinata a crescere per fama e qualità. I ferri del mestiere passano successivamente nelle capaci mani del figlio Severino, papà di Lino, e la sua passione, il duro lavoro e la cresciuta esperienza, portano alla scelta di una sartorialità orientata all’uomo e favoriscono l’evoluzione dell’attività da piccola bottega in importante laboratorio.
Il giovane Lino vive quel periodo e si innamora in fretta di quella che sarà la sua professione. “Quel mestiere noi ce l’abbiamo nel sangue. La mia è la quarta generazione dell’impresa di famiglia – racconta -. Mio padre era un grande sarto, aveva lavorato a Milano nelle più importanti sartorie della moda e la sua bottega divenne in fretta riferimento di una affezionata clientela. La scelta di aprire il negozio è nata 35 anni fa. Mio padre venne meno, stavamo lavorando tantissimo e in laboratorio avevamo avuto fino a dodici dipendenti. Non riuscivo a stare dietro a tutto e scelsi di diminuire l’attività sartoriale e di integrarla con quella commerciale. Mi indebitai per aprire il negozio di moda uomo che in zona mancava. Puntai sui nostri tessuti e la nostra qualità, senza abbandonare la nostra sartorialità e la nostra passione. Queste caratteristiche facevano e fanno nascere prodotti che resistono alle mode e durano nel tempo. Prodotti classici ma sempre attuali che non seguono le mode ma mantengono stile ed eleganza”.
Quello di Lino, nonostante il suo lungo percorso nel mondo della sartoria, è un cuore ancora intriso di passione per il mestiere. La sua ricerca del bello e dell’equilibrio delle forme lo ha spinto e lo spingono continuamente a una attenzione alla scelta di stoffe, degli accessori e di e tutto ciò che occorre per far sì che le sue creazioni possano essere indossate esaltando charme e classe, resistendo allo scorrere del tempo.
“Non abbiamo mai abbandonato la scelta della sartorialità – continua Lina, grande passione per il teatro e la natura -. Anzi, con l’apertura del negozio, abbiamo potuto ampliare l’offerta e curare maggiormente la ricerca di stoffe e prodotti. Per scelta non rincorriamo le mode, destinate a vita breve, ma cerchiamo di adeguare all’attualità la classica sartoria napoletana. Basta seguire le varie fiere, da Firenze a Milano, per constatare che i protagonisti modaioli cambiano, spesso travolti dalla ossessiva ricerca del massimo risparmio, della conseguente scarsa qualità delle materie prime e della ricerca del massimo guadagno. Noi siamo fedeli alla nostra clientela che qui trova qualità e cura del dettaglio.”
Lino in questi lunghi anni d’esperienza ha saputo creare una rete di amicizie e collaborazione che gli consentono di mantenere ad un alto livello l’attività. La collaborazione con altri imprenditori del settore, che operano principalmente tra Parma e Modena, gli permette la scelta e l’acquisto di stoffe da produttori ai vertici del mercato nazionale come, ad esempio, Ermenegildo Zegna, e di offrire conseguentemente ai propri clienti il top della qualità.
“Il mondo del lavoro è cambiato – riflette Lino – e la politica nazionale non ha mai aiutato il mondo della piccola imprenditoria della moda. Il piccolo, pur essendo un fiore all’occhiello per tutto il paese, non ha mai avuto incentivi adeguati a preparare un ricambio generazionale nelle sartorie. Mancano per il settore le occasioni per lo studio e l’orientamento degli studenti che si avvicinano al mondo dell’abbigliamento. Ho avuto la fortuna di insegnare disegno e taglio al Centro Cirene dell’Università di Bologna e nel mio corso solo due dei sessanta studenti avevano l’intenzione di diventare sarti.
Tutti volevano essere stilisti con la conseguenza che è poi venuta a mancare la professionalità e la forza lavoro per la realizzazione delle collezioni. Oggi nella nostra bottega siamo rimasti in quattro e per completare il nostro lavoro ci appoggiamo a qualificati laboratori sempre pieni di lavoro per mancanza di manodopera. Anche la globalizzazione non ha certo aiutato le piccole realtà. La crescita aggressiva della presenza di prodotti asiatici ha costretto molte piccole botteghe alla chiusura. Chi resta in piedi lo fa per merito di una superiore qualità.”
E ancora: “Al centro della nostra attenzione resta l’orientamento del cliente, all’abito che deve nascere secondo le sue caratteristiche fisiche. Gli abiti pronti a negozio prevedono fino a tre taglie standard e l’adattabilità sartoriale garantita dalla nostra esperienza. La nostra proposta normalmente soddisfa. Si nota anche, finalmente, un ritorno al classico e all’ eleganza che coinvolge anche l’abbigliamento femminile. Basta nero e moda usa e getta”.
Chiediamo a Lino se l’eleganza degli abiti del suo atelier non abbia attirato anche una clientela famosa. Lino resta riservato, ma i suoi abiti sono stati scelti da Gino Paoli grande amico di suo babbo, da Fred Bongusto, da Vittorio Sgarbi e dal famoso direttore d’orchestra Gustav Kuhn.
Lino Pironi è stato ed è un grande professionista del suo lavoro. Nel 1987, anni di boom economico e lavorativo, venne scelto tra 1800 nominativi, come vincitore del concorso “Forbici d’Oro”, manifestazione considerata come un “premio Oscar” della sartoria nazionale.
Chiediamo a Lino i programmi per il futuro. “Cercherò di continuare il mio lavoro finché mi riuscirà. Il tempo passa ed anche per me è necessario rallentare. Siccome non ho eredi a cui tramettere la mia esperienza dovrò cercare di vendere tutto a chi avrà intenzione di proseguire sul solco tracciato in passato: abbigliamento curato e di classe senza cedere a chi vive la moda del tutto Nero, perché, come diceva Jean-Charle de Castelbajac stilista francese, dopo il nero c’è solo il buio”.

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