Rimini. Emma Petitti, vice-segretaria regionale del Pd: “Senza salari non cresce nemmeno il turismo: la sfida parte da Rimini e dalla Romagna”.
“!I dati dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio fotografano un’emergenza che la politica non può più ignorare. Dal 1990 al 2024 le retribuzioni lorde reali in Italia sono diminuite dell’1,6%, mentre nei Paesi OCSE sono cresciute in media del 35%. Ancora più grave è il fatto che a perdere di più siano stati proprio i lavoratori con i redditi più bassi.
Questi numeri dimostrano che, al di là dei diversi governi e dei numerosi interventi sul cuneo fiscale o sull’Irpef, nel nostro Paese non è mai stata costruita una vera politica del lavoro e soprattutto una strategia per difendere e far crescere i salari. Per troppo tempo la priorità è stata tenere in ordine i conti pubblici, ma spesso il prezzo lo hanno pagato proprio le lavoratrici e i lavoratori.
Oggi milioni di persone, pur avendo un’occupazione, faticano ad arrivare alla fine del mese. Rinunciano alle cure perché non possono permettersi visite ed esami privati e sono costrette ad aspettare mesi nelle liste d’attesa della sanità pubblica. Questa è una vera emergenza sociale.
Per il Partito Democratico la questione salariale deve diventare il centro del programma. Non basta creare lavoro: occorre creare lavoro di qualità, garantire retribuzioni dignitose e restituire fiducia a chi vive del proprio stipendio. È una sfida che riguarda il patrimonio genetico del nostro partito e la sua capacità di rappresentare il mondo del lavoro.
Questo tema è ancora più strategico per Rimini e la Romagna, territori che hanno nel turismo uno dei principali motori della propria economia. Se gli italiani hanno sempre meno reddito disponibile, saranno inevitabilmente sempre meno quelli che potranno permettersi una vacanza. Difendere il potere d’acquisto delle famiglie significa quindi sostenere anche alberghi, pubblici esercizi, commercio e tutto il sistema economico locale.
Elly Schlein ha avuto il merito di riportare il lavoro e i salari al centro dell’iniziativa politica del Partito Democratico. Adesso è il momento di tradurre quella scelta in proposte puntuali e riconoscibili: crescita delle retribuzioni, lotta al lavoro povero, riduzione della precarietà e rafforzamento della contrattazione. È da qui che passa la possibilità di restituire prospettive a milioni di persone e di rilanciare la crescita del Paese”.










