Pesaro. Malini: “GNL a Pesaro: il nuovo PAI dell’Autorità di Bacino non consente l’impianto alla Tombaccia; ora gli enti fermino l’iter autorizzativo”.
Il nuovo quadro cartografico e normativo del PAI idraulico del Distretto dell’Appennino Centrale*, predisposto dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, rappresenta un passaggio decisivo per la tutela del territorio pesarese e, in particolare, dell’area del fiume Foglia presso il quartiere della Tombaccia, interessata dal progetto di deposito/terminale GNL della società Fox Petroli.
“Non si tratta di una valutazione di parte, né di una posizione politica contro l’impianto,” spiegano Roberto Malini e Lisetta Sperindei del Comitato PESARO: NO GNL, “ma di un aggiornamento tecnico-istituzionale ufficiale, finalizzato alla prevenzione del rischio idraulico, alla protezione della pubblica incolumità e alla corretta pianificazione del territorio. Se non ci saranno, come auspichiamo, giravolte autorizzative oggi imprevedibili, il nuovo quadro metterà fine a un progetto insalubre e pericoloso, pensato per un sito assolutamente inidoneo, come affermiamo da tanti mesi”.
Le nuove cartografie PAI individuano le fasce di pericolosità idraulica e le relative Norme tecniche di attuazione stabiliscono prescrizioni immediatamente efficaci e vincolanti per amministrazioni, enti pubblici e soggetti privati. In particolare, nelle fasce soggette a pericolosità idraulica, le norme escludono la realizzazione di nuovi impianti a rischio di incidente rilevante e di impianti di stoccaggio di combustibili fuori terra.
Questo dato assume oggi un rilievo determinante, perché la sovrapposizione tra il perimetro del progetto GNL e la cartografia PAI aggiornata è stata effettuata e ha dato esito positivo, evidenziando l’interferenza dell’area interessata dall’impianto con fasce di pericolosità idraulica.
Ciò significa che il nuovo PAI può e deve diventare uno strumento concreto di salvaguardia del sito, del fiume Foglia, del campo pozzi di Borgheria e delle abitazioni che si trovano a breve distanza dall’area prevista per l’impianto.
Il Comitato “Pesaro: No GNL” riconosce il valore del lavoro svolto dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, che ha aggiornato il quadro conoscitivo e prescrittivo del rischio idraulico mettendo a disposizione delle amministrazioni e dei cittadini uno strumento essenziale di prevenzione. Proprio per questo, tale aggiornamento non può rimanere sullo sfondo dell’istruttoria, ma deve essere applicato con piena coerenza al progetto GNL di Pesaro.
Il Comitato ricorda di essersi rapportato più volte con l’Autorità di Bacino, trasmettendo appelli, documentazione, osservazioni e richieste di attenzione sul progetto Fox Petroli e sulle criticità ambientali, idrauliche e di sicurezza connesse alla localizzazione dell’impianto. Oggi il nuovo PAI conferma la necessità di una verifica rigorosa, trasparente e aggiornata.
Non basta definire l’intervento una “riqualificazione” o una trasformazione produttiva ordinaria. Ai fini della sicurezza conta la natura effettiva dell’opera, vale a dire un deposito GNL, con stoccaggio di combustibile e potenziale rischio rilevante, non può essere valutato come se fosse estraneo alla disciplina di tutela idraulica.
Per questo il Comitato “Pesaro: No GNL”, insieme a Legambiente e alle forze politiche responsabili che hanno a cuore la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio, rivolge un appello al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, alla Regione Marche, al Genio Civile Marche Nord, all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, ad ARPAM, al Comune di Pesaro e a tutti gli enti coinvolti affinché:
- venga immediatamente acquisita agli atti la sovrapposizione positiva tra il progetto GNL e la cartografia PAI aggiornata;
- venga sospeso l’iter autorizzativo fino a una verifica formale della compatibilità del progetto con le nuove Norme tecniche di attuazione;
- venga chiarito pubblicamente se un nuovo impianto GNL con stoccaggio di combustibile fuori terra possa essere ammesso in un’area interferente con fasce di pericolosità idraulica;
- venga applicato il principio più cautelativo, come previsto dalla disciplina del PAI, in presenza di rischi per la popolazione, il fiume, le falde e la sicurezza del territorio.
La domanda che oggi le amministrazioni non possono più eludere è semplice e la riassumono Malini e Sperindei: “Come può procedere l’autorizzazione di un deposito GNL in un’area che la nuova cartografia ufficiale del PAI riconosce come interferente con la pericolosità idraulica?”. Il nuovo PAI, in effetti, cambia lo scenario. Non può essere ignorato, ridimensionato o aggirato. La sicurezza dei cittadini, la tutela del fiume Foglia, la protezione delle risorse idriche e il rispetto della pianificazione di bacino devono venire prima di ogni interesse industriale. Il Comitato “Pesaro: No GNL” chiede dunque che gli enti competenti assumano ora una decisione coerente con il nuovo quadro tecnico e normativo, ovvero fermare il progetto e salvaguardare il sito.
* Il testo del nuovo Piano di Assetto Idrogeologico per la gestione del rischio idraulico del Distretto dell’Appennino Centrale e le relative Norme tecniche di attuazione sono consultabili al seguente link:











