Riccione. WWF e LIPU: “Gli sfalci obbligatori con sanzioni sono una buona regola?”.
“Riccione ha appena imposto lo sfalcio obbligatorio di tutti i terreni privati fino al 15 ottobre, con
tanto di sanzioni amministrative per coloro che non rispetteranno la regola. Ma siamo certi si tratti
di una buona regola?!
La tutela della sicurezza stradale e la prevenzione degli incendi sono obiettivi ovviamente
condivisibili, ma il provvedimento non introduce alcuna distinzione tra le aree effettivamente a
rischio (cigli stradali, fasce di rispetto) e i terreni marginali, dove la vegetazione spontanea svolge
una funzione ecologica primaria, soprattutto in questo periodo dell’anno, critico per la nidificazione
e per l’attività degli insetti impollinatori che faticano a trovare sostanze nutritive. Radici e foglie
delle piante stesse, tramite il taglio estremo in combinazione col caldo, sono più esposte a malattie e
parassiti, quindi non sono più “pulite” o più “sane” alla città.
Continueremo a ribadirlo finché serve: l’erba alta non è disordine, non è mancanza di decoro, è vita!
Tagliare l’erba non significa pulire! Pulire significa rimuovere i rifiuti – quelli abbandonati dagli
uomini: questi sono gesti da multare!
Non citiamo Langer o Mancuso, e nemmeno l’ISPRA. Citiamo il vicinissimo Comune di Rimini,
nel suo innovativo Piano del Verde, nel dire:
“che si debba andare nella direzione degli sfalci differenziati, poiché la temperatura del terreno a
circa 19,5°C, tagliato a 10 cm di altezza conserva una temperatura al suolo di circa 24,5°C,
rispetto ad un terreno nudo che può raggiungere i 40°C e oltre”;
“bisogna promuovere le aree per l’incremento della biodiversità: comprendono prati stabili, zone
umide artificiali, stagni, boschi planiziali, corridoi ecologici e aree di rifugio per impollinatori”;
“bisogna fornire comunicazione capillare e costante nei confronti delle comunità per evitare che
superfici prative, lasciate andare in fioritura prima e a seme poi, vengano percepite come incuria.”
In un territorio già fortemente antropizzato e povero di spazi naturali ogni angolo di verde
spontaneo conta, ogni ritaglio di natura selvatica è un dono fatto agli uccelli selvatici (e potando le
siepi adesso si rischia di distruggere anche nidi attivi e uova), agli insetti, a tutta la piccola fauna,
ma anche alla nostra salute ed i nostri OCCHI!
Dispiace davvero constatare che lo stesso Comune di Riccione solo pochi giorni fa dichiarava di
porre la tutela del verde e la rinaturalizzazione degli ecosistemi al centro delle politiche ambientali.
Fino a quando continueremo a confondere il degrado con la natura selvatica?!
Chiediamo quindi al Comune di sospendere l’ordinanza fino ad una forte revisione nell’ottica di
ridurre i rifiuti e prevenire gli incendi (in base all’ultimo rapporto ISPRA, causati nel 99% dei casi
in Italia dall’uomo, non dall’erba o le temperature alte) ma di certo non punire a priori chi svolge,
volente o nolente, una funzione ambientale, ed a titolo gratuito! La vostra ordinanza del 4/8 svolge
già appieno la funzione di prevenzione incendi, mentre l’ordinanza del 6/8 che contestiamo
trasmette un messaggio sbagliatissimo, che non ha nulla a che vedere con la protezione da un
pericolo e fa leva su una “preoccupazione” che purtroppo il cittadino medio (che però i politici,
come noi associazioni, hanno il dovere di informare adeguatamente) già ha. I pericoli più grandi
oggi sono il caldo e la siccità. Un’amministrazione con gli occhi aperti lo dovrebbe sapere e deve
contrastarli per generare un cambiamento culturale ove necessario, non imposizioni arbitrarie che
mettono ulteriormente in crisi piante, insetti impollinatori, fauna selvatica… e noi stessi, tramite
ulteriore innalzamento (tramite lo sfalcio sine qua non) delle temperature già preoccupanti e
pericolose del terreno e la città”.











